martedì 30 giugno 2015

Summer TBR: cosa metto in valigia? #3

Buongiorno fanciulle (e fanciulli)!
Siamo al terzo appuntamento con le mie Summer TBR, ovvero le liste tematiche di proposte di lettura. Se ve le foste perse, le precedenti le ho dedicate alla famiglia e al viaggio.
Oggi invece parliamo di AMORE TORMENTATO:
Stavolta sette libri e non cinque, e cominciamo subito:
"Uccelli di Rovo" di Colleen McCullough narra di uno degli amori più scandalosi e tormentati della letteratura moderna, perché affronta una tematica ancora oggi tabù.
Lui, infatti, è un prete cattolico, e in quanto tale gli sarebbe interdetta ancora oggi una relazione passionale. In questo caso, poi, è con una ragazza MOLTO più giovane di lui.
All'uscita fece scandalo, e alcune pagine sono "scomode" ancora oggi, ma è soprattutto intriso di tormento e passione ai limiti dell'angoscia.
Pacca sulla spalla alla mia insospettabile nonnina, che era tutta fili di pelle e sacchettini profumati alla lavanda, ma la mia copia del libro era la sua. Hai capito, la nonna XD
Non poteva mancare "Cime tempestose" di Emily Bronte.
Quello tra Heathcliff e Catherine è l'amore tormentato per eccellenza, intriso di paura, dolore, desiderio di vendetta e gelosia.
Un classico che va letto, e che finalmente da sabato possiedo anche in italiano dopo aver avuto per anni solo il tascabile Penguin su cui ho pianto per ore.
Sono molto curiosa di leggerlo tradotto, e di vedere come sono stati resi alcuni passaggi.
Un altro classico irrinunciabile è sicuramente "Jane Eyre" di Charlotte Bronte.
Lei è giovane, di bassa estrazione sociale e abbastanza insignificante; lui è maturo, chiuso in se stesso e con uno scheletro nell'armadio che non basta il guardaroba di Paris Hilton a contenerlo.
Tutto è contro di loro ogni singolo secondo, e l'espressione "mai una gioia" mai fu più azzeccata di così.
Intenso e struggente, anche qui ho versato lacrime copiose sul mio tascabile preso in biblioteca.
Gaudio e tripudio per aver scovato una bellissima edizione della Penguin il mese scorso, così finalmente possiedo anch'io questo preziosissimo capolavoro.
Poco conosciuto, e non ne ho mai capito il perché.
"La fonte meravigliosa" di Ayn Rand è una doppia storia d'amore tormentato.
Il primo è quello tra Roark e l'architettura, con la sua ricerca di linee pulite e slancio verso il cielo quando la società vuole fronzoli e finto-classico. Per Roark non è solo un lavoro, è una filosofia di vita, una religione e l'aria che respira: ho amato profondamente il suo struggimento, la sua determinazione e anche la sua testardaggine.
Poi c'è Dominique, che lo ama e lo desidera, ma di quel folle desiderio che la porta a desiderarne l'annientamento: Roark ricambia l'amore e la passione, ma non è disposto a farsi plasmare o soggiogare, e la loro relazione farebbe impallidire tre quarti delle coppie dei romanzetti NA odierni.
Da riscoprire assolutamente: l'ho letto in originale, ma ho recuperato la copertina dell'edizione italiana edita da Corbaccio.
Una new entry di quest'ultimo mese, "A fior di pelle" di Sophie Jackson, che ho amato e divorato, e che ho recensito qui.
Un amore tormentato ma per motivi concreti (al di là dello standard "un mio genitore se n'è andato quando ero piccolo e da allora non mi fido più di nessuno" che ormai non se ne può più), in un contesto inusuale come quello carcerario, e con una protagonista femminile che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
A questo romanzo non manca nulla, riesce a far ridere, poi piangere, e nuovamente sorridere nel giro di poche pagine.
"Ogni giorno" di David Levithan è uno di quei romanzi che ti strizza in cuore e lo stomaco per metà delle pagine, mentre per l'altra metà te le fa girare a mille per l'ingiustizia della vita.
A è un'anima che si sveglia ogni mattina in un corpo diverso, fin da quando è nata.
A volte è un ragazzo, altre una ragazza, a volte è giovane, altre vecchio: prende "in affitto" quel corpo per una giornata, ma quando si sveglia il mattino dopo è da un'altra parte.
E' una vita strana e instabile, ma a cui si è abituato: fino al giorno in cui conosce Rhiannon e si innamora.
Ma come portare avanti una relazione se sei tutti e nessuno allo stesso tempo?
Rhiannon potrà mai credere a una storia tanto assurda?
E soprattutto, si può amare un'anima fino in fondo, a prescindere dal suo aspetto?
Consigliatissimo, anche in vista dell'uscita (ormai vicina, evviva!) del volume due, che ci ripropone la storia del primo libro dal punto di vista di Rhiannon.
Appello immediato a Rizzoli di stampare anche quello in un rilegato bello quanto questo <3
Non potevo lasciarlo fuori, giusto?
"After" di Anna Todd apre una vera e propria epopea d'amore e passione, lunga quattro libri (ora cinque visto che a Dicembre uscirà "Before", ovvero avremo il pov di Hardin del primo libro), e vi rimando alla recensione spoiler-free per trama e considerazioni.
L'ho voluto inserire perché quella tra Tessa ed Hardin è una delle storie d'amore più tormentate e tira-e-molla che abbia mai letto: si prendono e si lasciano di continuo, si feriscono e si perdonano costantemente, ma se si tiene duro fino al terzo libro poi si ha davanti un quarto volume che io ho amato.
Ho persino apprezzato alcune delle scene erotiche presenti nella serie, cosa che non mi succede quasi mai, quindi davvero non potevo escluderlo.

Questa la mia amorosamente tormentata TBR, e spero vi sia piaciuta e vi abbia incuriositi in qualche modo.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"Le Cronistorie degli Elementi - Il mondo che non vedi" di Laura Rocca (BlogTour)

Buongiorno a tutte!
Oggi tocca a me chiacchierare con voi di "Il mondo che non vedi" di Laura Rocca, primo volume della serie "Le cronistorie degli elementi".
Celine, diciottenne timida e schiva, dopo la morte dei suoi genitori adottivi, accetta l’ospitalità del suo migliore amico Matteo diventando in seguito la sua ragazza.
Dopo l’ennesimo evento spiacevole si risveglia in lei una strana energia che la disorienta. Turbata attraversa la laguna di Venezia rifugiandosi nella casa della sua infanzia, ma lì la tristezza l’assale. Il meraviglioso giardino dei suoi ricordi è ormai arido. Piangendo poggia la mano sulla terra spoglia causando qualcosa di inimmaginabile: un’energia sconosciuta fuoriesce dal suo corpo e tutto riprende vita lasciandola incredula e spaventata.
In poche ore la sua esistenza verrà stravolta intrecciandosi a filo doppio a quella di Aidan e dei Custodi degli Elementi, una razza che può usare gli elementi per contrastare Fàs, il malvagio spirito del vuoto. Conoscerà un mondo di cui fino a ieri non sapeva nulla e di cui anche lei scoprirà essere parte. Molte domande esigono risposta e la strada da percorrere sarà lunga e richiederà a Celine di mettere in gioco sé stessa come mai aveva fatto prima.
La mia tappa prevede la condivisione con tutte voi di un estratto del romanzo, in superanteprima perché il libro non è ancora uscito, quindi preparatevi una tazza di caffè, tornate al pc e godetevi la lettura ;)

Capitolo 1 ~ All'improvviso
Celine guardava malinconica dalla finestra della cucina, aveva appena tolto le foglie morte dalle piante che la madre di Matteo lasciava ciclicamente sul davanzale a morire, le facevano una gran pena; era buffo, spesso si sentiva incredibilmente distante dalle altre persone, mentre provava quasi empatia per quelle povere piante. Nonostante il panorama fuori dal vetro le fosse particolarmente gradito si sentiva inquieta, cercò di scacciare il suo turbamento osservando il viavai nella strada sottostante. Venezia stava iniziando a vestirsi per il Natale, lei amava le luminarie e i riflessi che proiettavano sui canali. Sembrava che tutte le stelle del cielo si tuffassero nell'acqua della Laguna e tutto aveva un aspetto più caldo.
Con la fronte poggiata sul vetro freddo, cercava di calmare i suoi pensieri ingarbugliati, si era alzata da poco, nonostante fosse quasi ora di pranzo, ma era sabato e non doveva andare a scuola.
Purtroppo, il sogno che ultimamente la perseguitava non voleva lasciarla in pace neppure da sveglia, lo riviveva continuamente nei suoi pensieri.
“Appollaiata in groppa a uno dei cavalli di San Marco, i lunghi capelli svolazzanti dei quali il buio della notte non mostrava le meravigliose striature che racchiudevano tutti i colori dell’alba e del tramonto, rifletteva su quanto la sua vita fosse cambiata in meglio. Nonostante il dolore e le prove, che a volte superava con molta fatica, non sarebbe tornata indietro per nulla al mondo perché ora si sentiva viva. Sorrideva lì da sola pensando al suo passato, quando appunto, l’unico contesto in cui non mentiva dicendo di essere soddisfatta, era nei momenti in cui parlava della sua città, la sua amata Venezia. Avvertì al suo fianco una presenza che le dava gioia e si voltò per sorridere al suo compagno, fili dorati le svolazzavano davanti agli occhi”...
Era particolarmente irritata dal fatto di non riuscire mai a vedere in faccia chi ci fosse lì al suo fianco, aveva intravisto dei fili d’oro, forse dei capelli, non sapeva spiegarsi come mai, ma aveva la consapevolezza fosse un ragazzo. Era quasi un mese che faceva quel sogno, tutte le volte s’interrompeva sempre in quel punto, l’unica cosa che ricordava vividamente era la gioia che provava e quanto si sentiva soddisfatta.
Avrebbe dovuto sentirsi in colpa in realtà visto che, il misterioso ragazzo biondo, non era sicuramente Matteo, il suo attuale fidanzato, giacché lui era castano. Si diede della sciocca pensando che in fondo era solo un sogno e, di certo, nessuno poteva farle una colpa di ciò che involontariamente sognava.
Decise di lasciare la cucina e di saltare il pranzo, dopotutto non aveva molta fame e quel giorno le conveniva prepararsi con cura per andare in negozio. Mentre stava per voltarsi e andare verso la sua stanza le parve di vedere le piante sul davanzale circondate da uno strano alone di luce, non capiva cosa fosse, ma quando le guardò con insistenza, tutto tornò alla normalità.
“Sto davvero impazzendo” pensò e, senza preoccuparsene ulteriormente, andò a prepararsi per il lavoro.
Celine era tesa, quel giorno scadevano i tre mesi di prova pattuiti dal suo contratto e, per di più, sarebbe arrivata la direttrice generale del Nord Italia per l’ispezione. Aveva provato a curarsi particolarmente ma come sempre le uniche cose che le piacevano di sé erano gli occhi e i capelli. Il viso non era brutto ma insignificante, sul corpo era meglio stendere un velo pietoso, aveva quei chili di troppo che la facevano sempre sentire tozza e, qualunque cosa mettesse, la faceva apparire sempre come se indossasse un sacco di iuta.
Non capiva come fosse possibile, per tutte le donne della terra, vestirsi sapendo abbinare quasi per magia colori, gonne e camicette ed essere per lei un tale incubo. Forse perché non gliene importava nulla o perché semplicemente non sbagliava gli accostamenti, ma erano le sue fattezze a essere inadatte a mostrare la minima grazia. Quanto meno il tailleur giacca e pantalone, abbinato alla camicia bianca, poteva essere considerato di classe. Si sentiva una caricatura di dieci anni più grande ma in negozio era richiesto un certo tipo di divisa.
Quando giunse davanti alla porta del negozio, la serranda era mezza abbassata, dentro le colleghe stavano finendo di allestire un piccolo buffet per la direttrice.
-Celine, vai subito nell’ufficio sul retro - le disse una di loro, - la direttrice ha detto che vuole parlare con te prima d’iniziare la riunione generale-.
La direttrice era la classica donna che lei non sarebbe mai stata, bionda, alta, slanciata su quei tacchi di dodici centimetri che per lei sarebbero stati importabili, truccata alla perfezione, con i capelli perfetti, il tailleur impeccabile e l’aria di chi lo sapeva.
La aspettava in piedi in mezzo alla stanza, ma quando la vide arrivare andò a sedersi, accomodandosi dietro la scrivania incrociò le lunghe gambe inguainate nelle calze nere di seta.
- Accomodati Celine, ti ho fatto venire qua per parlare subito con te della situazione - iniziò appena lei entrò nella stanza - sei qui ormai da tre mesi e sebbene tu sia una dipendente coscienziosa riguardo a orari, straordinari o assenze, so che non si è instaurato nessun feeling tra te e il resto del personale. Come ben sai, noi ci teniamo ad avere un gruppo affiatato, questo lavoro è molto stressante, specialmente nel periodo che arriverà di qui a poche settimane e, in assenza di affiatamento tra di voi, si rischiano notevoli problemi tra cui litigate inopportune di fronte ai clienti- terminò fissandola in attesa di una risposta.
A Celine parve quasi di vedere un’ombra di disapprovazione, sapeva di dover rispondere ma ignorava cosa fosse giusto dire, alla fine si decise a parlare cercando di mantenere un tono sicuro.
- Non è vero, io non ho mai avuto nessun motivo di discussione con le colleghe, sono sempre disponibile a coprire i loro turni o a fare del lavoro supplementare per aiutarle, non immagino come possano esserle arrivate voci riguardanti una mia mancanza di lavoro di gruppo... -
La voce della direttrice la interruppe quasi subito.
- Ma è proprio questo Celine, vedi, tu non ne sei nemmeno lontanamente consapevole, io non discuto in merito alla tua volontà lavorativa, io parlo di calore umano, di legami d’amicizia che nascono tra persone che trascorrono del tempo insieme. Le tue colleghe sono un gruppo solido, mentre tu ne sei totalmente isolata- disse stringendosi nelle spalle, poi lanciandole un’occhiata accusatoria continuò -ci sarebbe da aggiungere che non puoi vendere vestiti se non li sai indossare e per stare in una boutique d’alta moda come questa sarebbe consigliabile che perdessi almeno dieci chili. Mi dispiace davvero, ho accettato la tua candidatura in un periodo in cui una collaboratrice se n’era andata all’improvviso e avevamo bisogno di un rimpiazzo immediato, ma ora non mi sento di prolungare il contratto, non fa bene nemmeno a te lavorare in un ambiente nel quale non ti trovi a tuo agio, credimi, ho esperienza in questo campo, e poi tra poco completerai gli studi e sono certa troverai un lavoro più adatto a te-.
Con questo il discorso era chiuso, Celine capì che, qualunque fosse stata la sua risposta, ormai la decisione di quella donna era stata irrevocabilmente presa.
Si sentiva talmente male da non aver nessuna voglia di finire la sua giornata di lavoro e, anche se sapeva che in quel modo avrebbe fornito prova alla direttrice di aver ragione, non poté fare a meno di rispondere - Va bene allora preferirei congedarmi senza terminare la giornata, i miei estremi bancari li avete, quando i conti saranno pronti potrete effettuare il versamento -.
Senza nemmeno stringere la mano alla sua interlocutrice prese la porta e passando dall’uscita posteriore del magazzino si allontanò per l’ultima volta da lì.
- Maledizione! - Esclamò furente attirando lo sguardo di qualche passante.
Era successo di nuovo, anche in quest'ambiente era stata respinta da tutti, non era bastata neppure la sua buona volontà per mantenere il posto di lavoro, sembrava che nessuno volesse avere a che fare con lei.
Era sempre stato così da quando ne aveva memoria. Crescendo non aveva legato particolarmente con nessuno, i suoi genitori adottivi erano troppo anziani perché prestassero attenzione a questi dettagli e non tentarono mai di inserirla in qualche gruppo tipo scout o simili, mentre lei se ne stava di buon grado nella sua stanza a leggere, a disegnare o a giocare con Mercurio, il suo amato gatto.
Non aveva avuto amiche né alle superiori né alle medie, a parte Matteo, l’unico che le aveva rivolto la parola, che l’aveva coinvolta nelle sue avventure, aveva fatto i compiti con lei e soprattutto che l’aveva ospitata in casa sua dopo la morte improvvisa dei suoi genitori. Sarebbe stata per sempre grata a lui e sua madre per quel gesto nei suoi confronti. Era maggiorenne e sarebbe potuta restare sola abitando a Villa Vendramin, ma nessuno in realtà voleva che una neo-diciottenne vivesse sola in quella grande casa senza neppure un adulto a prendersi cura di lei, specialmente dopo l’incidente improvviso dei suoi genitori, gli amministratori del patrimonio dei Vendramin temevano che potesse cadere in depressione vista l’assenza di altri parenti.
La madre di Matteo, Luisa Sartor, era stata incredibilmente generosa ad accoglierla, ma soprattutto era stata irremovibile sui suoi studi, voleva che si diplomasse, mentre lei desiderava lavorare per non pesare sul bilancio familiare. Certo aveva a disposizione anche l’eredità lasciatale dai suoi genitori, ma quella non voleva toccarla se non per
utilizzarla in caso di spese inerenti al mantenimento della villa; in ogni caso, quando ne aveva fatta menzione, la signora Sartor, si era dimostrata fortemente contraria ad accettare dei soldi. L’unica soluzione possibile era stata quella di trovare un lavoro part- time con la scusa di desiderare dei soldi propri per comprarsi vestiti e scarpe, su quello la madre di Matteo non aveva avuto nulla in contrario e lei era stata felicissima quando aveva trovato il lavoro in negozio. Ora avrebbe dovuto anche deludere lei informandola di essere stata licenziata, pur non avendo mai ricevuto pressioni in merito, le pesava dover ammettere questo fallimento. Matteo invece ne sarebbe stato contento, da quando era passato da amico a fidanzato, era diventato doppiamente protettivo nei suoi confronti e sosteneva che avrebbe fatto meglio a stare in casa a studiare e che lavorando si stancava troppo.
Tuttavia non riusciva a concentrarsi su di lui o a ricavarne l’emozione del conforto che avrebbe potuto trovare tra le sue braccia, era troppo infuriata.
Provava un’enorme rabbia, quest’ennesima umiliazione la travolse, si sentiva strana e inquieta, come se una parte di sé volesse uscire allo scoperto e gridare basta, era stufa di essere la ragazza invisibile, un elemento di contorno, una nullità.
Sentiva un forte ronzio in testa, era come una voce che le urlava di piantarla di autocommiserarsi, di tirare fuori la vera se stessa. Le sembrava di avere nelle orecchie uno sciame di vespe che le dava consigli diversi, avrebbe voluto mettersi a urlare contro di loro dicendogli di tacere, ma era consapevole che in realtà nessuno le stava parlando e che doveva darsi una calmata se non desiderava che i passanti la prendessero per pazza.
- Tu non sei questo Celine - diceva una voce.
- E’ ora di scoprire davvero chi sei - diceva l’altra.
- Lascia cadere il muro che ti circonda, lascialo andare! - urlava un’altra ancora.
Si nascose in una calla deserta mettendosi le mani sulle orecchie tentando di calmare le sue emozioni, doveva assolutamente allontanarsi da lì. Rimase per un po’ appoggiata contro il muro tentando di placare il suo cuore che batteva furiosamente, “rallenta”, lo implorava mentalmente, “calmati, non è successo niente di grave troverai un altro lavoro, conoscerai altre persone”...
Dopo essersi ripetuta quel mantra un paio di volte le parve di aver ripreso effettivamente il controllo di se stessa, le voci almeno erano scomparse e decise che fare due passi prima di tornare a casa le avrebbe fatto bene.
Non aveva prestato particolare attenzione al luogo in cui si stava dirigendo e a un tratto si accorse di essere in Piazza San Marco.
Celine amava quella piazza, spesso, quando abitava ancora alla villa e i suoi genitori adottivi erano ancora in vita, la sera ci veniva anche da sola con la loro barca. Amava l’atmosfera che si respirava lì la notte, quando tutti i negozi e i caffè erano chiusi e i turisti non invadevano ogni singolo spazio, quando c’era silenzio e poteva immaginare com’era vivere lì ai tempi di Casanova. Le sembrava quasi di sentire frusciare le sottane delle dame, lo schioccare dei ventagli quando si sussurravano qualcosa, con complicità, l’una nell’orecchio dell’altra, appena passava un giovane.
La piazza però le era sempre piaciuta anche di giorno con la sua cacofonia costante, le mille lingue differenti che spesso sentiva parlare contemporaneamente, i raggi del sole e la basilica illuminata dalla luce del giorno. Invece quel giorno non riusciva a godersi nessuna di quelle sensazioni, le sembrava che la sua testa stesse per spaccarsi in due.
Le voci avevano smesso di tormentarla, ma tutto il suo corpo era travolto da uno strano fremito, si osservò le mani e vide le dita tremare, le richiuse di scatto a pugno come a voler negare ciò che aveva appena visto. Era come se le sue dita stessero ardendo ed era quasi convinta che se avesse dato un pugno nel terreno avrebbe provocato un terremoto, o peggio un maremoto vista la città in cui viveva. Doveva andarsene di lì, subito, anzi forse la parola subito non rendeva abbastanza.
D’impulso si diresse verso il posto barca, dietro Piazza San Marco, dove una volta attraccavano i suoi genitori quando dalla villa venivano a Venezia. Dopo l’incidente aveva ormeggiato lì quella di riserva, ma non l’aveva mai toccata, con la disgrazia capitata ai suoi il pensiero di andare in barca la terrorizzava. Adesso non le importava, qualunque cosa sarebbe andata bene pur di fuggire, isolarsi, restare sola. Non dovette neppure fermarsi a pensare a dove sarebbe andata, avrebbe puntato dritto verso la sua vecchia casa.
Il Lido era sempre incantevole, più silenzioso di Venezia, specialmente durante l'inverno. Ormeggiò la barca e si diresse verso il cancello di Villa Vendramin che sorgeva su un terreno molto ampio e per questo era discostata dalle altre case, il sontuoso giardino si poteva quasi definire un parco.
Spingendo il cancello provò un gran senso di desolazione, si vedeva che ormai era una casa disabitata, faceva quasi un po’ tristezza.
Pensare ai divani e ai mobili coperti da teli bianchi, o al giardino morto dentro il chiostro, non le faceva paura, anzi, quella sensazione di abbandono era quasi come parte di lei, era in quel modo che la faceva sentire il resto del mondo, abbandonata, dimenticata e sola.
Si recò direttamente al chiostro, il rampicante di rose, che tanto amava sua madre, era secco, le aiuole, una volta curate alla perfezione, non erano altro che sterpi gialli ormai, sembrava quasi che da quel posto la vita fosse stata strappata, era come se i colori non ci fossero più, le appariva tutto in tonalità seppia.
Improvvisamente avvertì ancora quel senso di empatia che aveva provato per le piante avvizzite della signora Sartor, solo che ora i suoi sensi sembravano amplificati; era come se le piante stessero piangendo urlandole contro per averle abbandonate e facendole sentire tutto il loro dolore per lo stato in cui si trovavano.
Celine si sentiva sopraffatta, le sembrava che tutta la sua vita si stesse contraendo, che i respiri fossero solo aridi raschi, che l’aria sapesse di fumo acre. Non sapeva cosa le stava accadendo, sentiva in lei una strana forza e sapeva che se non l’avesse fatta scorrere sarebbe morta; che l’avrebbe fatta implodere.
Si abbandonò in ginocchio al centro del chiostro e conficcò le mani nel terreno piantando a fondo le dita, come se volesse scavare fino al centro della terra, dondolando su se stessa.
La luce che aveva intravisto quella mattina ora le aleggiava attorno, era come se stesse accarezzandola, poi con suo grande sconcerto si rese conto di essere lei stessa a emanarla, trasmettendola al terreno nel quale teneva conficcate le mani. Chiuse e riaprì gli occhi nel tentativo di liberarsi di quella che sicuramente era una visione poi, la forza del potere che sentì scorrerle dentro all’improvviso strappò ogni pensiero consapevole dalla sua mente e Celine si lasciò andare alla deriva travolta da quelle sensazioni.

Che dite, ha stuzzicato la vostra curiosità?
La mia di sicuro ;)

Spero di poter leggere il libro e di recensirlo per voi, ma per ora è tutto, fanciulle!
A presto <3

lunedì 29 giugno 2015

NOTD: Astra "Gel Effect Expert" smalto in "16"

Buon pomeriggio!
Rapidissimo NOTD perché sono in pieno studio, ma volevo caricare qualcosa di colorato.
E quindi eccomi di nuovo qui con uno smalto estivo e vivace:
Stavolta è il numero "16", e giuro che è l'ultimo smalto Astra per un po' XD
Stesso meraviglioso pennello degli altri tre che vi ho fatto vedere questo mese, stessa asciugatura rapida, e stesso finish gel molto lucido anche prima del top coat.
Resiste i suoi tre, quattro giorni senza rovinarsi, e per 2,90€ per 12ml è un'ottima prestazione.

Stavolta però ho una nota a margine: questo smalto, una volta asciutto, è un dupe perfetto di "Cute As A Button" di Essie (che però costa tre volte tanto, o anche quattro):
So che quello di Essie sembra più chiaro, ma un'illusione in cui son cascata anche io quando l'ho acquistato: una volta steso è molto più scuro di così, e l'effetto che ottenete è quello che vedete sul mio pollice, che ho rifatto apposta per la foto.
Quindi quello che vi propongo è un dupe da 2,90 di uno smalto che costa 10€ se vi va bene, e fino a 13€ se vi va meno bene.
Non male, no?

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

June Favorites/ Preferiti di Giugno (random edition)

Buongiorno fanciulle!
Oggi vi racconto un po' dei miei preferiti del mese "random", ovvero tutto ciò che non è beauty-related.
A cominciare dal mio iPad2, che nei mesi di Maggio e Giugno ho "riscoperto":
A Maggio, complici alcuni ebook ricevuti dalle CE in anteprima, ho ricominciato ad utilizzarlo con costanza, e ora è amore.
Apps nuove, una nuova playlist musicale "da lettura", e una bella libreria organizzata per generi che mi permette di recuperare velocemente ogni libro io voglia.
Altro preferito, Twitter.
Perché ce l'ho da un po' ma non lo utilizzavo quasi mai, e invece adesso ci chiacchiero, ci condivido i miei post e ho anche incontrato qualche persona nuova.
Anzi, se avete un account scrivetemelo sotto nei commenti che ci seguiamo e chiacchieriamo anche lì ;)
Oppure seguite @DevyStylish e io ricambio, come preferite!
Dal punto di vista musicale, la new entry del mese è l'album di Carly Rae Jepsen, "E-MO-TION".
Allegro e tutto da ballare, a cominciare dal singolo "I Really Like You" in cui potete vedere un inedito Tom Hanks che balla con Carly Rae XD
Altro preferito musicale è un intero canale YT, quello di Kurt Hugo Schneider.
Un bravissimo musicista, che collabora con moltissimi giovani cantanti proponendo cover di canzoni di successo.
Mi piace tantissimo, a cominciare dall'ottima qualità del suono e dal montaggio dei video pressoché ineccepibile. Non c'è nulla di amatoriale, nulla d'improvvisato, quindi applauso a lui.
Non potevo non mettere l'aperitivo con Anna Todd per il lancio italiano di "After", suvvia!
Lo metto per la sua simpatia, per la bella intervista che ne è uscita, e perché a me, nel complesso e salvo qualche parte, la serie non è dispiaciuta.
Chiudo con i miei sandaletti neri di H&M che non ricordo se ho preso a fine Maggio o ad inizio Giugno ma comunque sia ho messo per quasi tutto il mese: comodissimi, e conto di prenderli anche in un altro colore XD

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

domenica 28 giugno 2015

"Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Oggi parliamo di una novità Sonzogno, in uscita il 2 Luglio: "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren.
Ho potuto leggerlo in anteprima, e quindi eccomi qui a raccontarvelo.
Prima di tutto la trama:
«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che fi gli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. 
Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.
Ho adorato questo libro, primo di una trilogia che non vedo l'ora di leggere per intero.
La tematica è abbastanza insolita, così come lo è la scelta di ambientare un giallo in una casa di riposo per anziani.
Non credevo di potermi sentire così coinvolta da personaggi così distanti di me, eppure mi sono trovata a divorare il romanzo in due giorni.

Siiri, Irma ed Anna-Liisa sono tre vecchiette irresistibili: ironiche, spiritose, a volte scontrose, spesso smemorate ("Ma come ci sarà finita la mia borsa sulla lavatrice?") e con abitudini alquanto strampalate.
Siiri attraversa la città con lunghe corse in tram, Irma ha una riserva di giochi di parole che sembra non esaurirsi mai e Anna-Liisa ha la fastidiosa mania di correggere chiunque a proposito di qualsiasi cosa.
Ma insieme sono un trio formidabile, che grazie all'aiuto di complici assurdi quanto loro (se non di più) riusciranno, dopo mille peripezie, a venire a capo ogni volta di situazioni sempre più ingarbugliate.
Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Mika Korhonen, che incontriamo dopo qualche capitolo e che avrà un ruolo a tratti decisivo, oltre a portare con sé una bella dose di mistero ad ogni sua apparizione.
Non voglio svelare nulla della trama perché è un giallo, e quindi a livello di "storia" non vi voglio raccontare assolutamente nulla.
Vi dico solo di tenere gli occhi aperti, e di prestare attenzione ai piccoli indizi di cui è disseminato il racconto.

Un romanzo divertente ed intriso d'ironia, ma che affronta anche tematiche importanti, a cominciare da quella della famiglia.
Mi ha lasciato l'amaro in bocca vedere quanto poco sembri contare la famiglia in Finlandia: i genitori anziani vengono letteralmente accantonati, come se il loro compito fosse finito una volta che i figli hanno raggiunto l'età adulta, e questo non mi è assolutamente piaciuto.
Vero è che questo vale anche in senso opposto: i genitori spingono molto presto i figli ad essere indipendenti, e questo ovviamente fa sì che da ambo le parti ci sia un momento di rifiuto che è lontanissimo dalla nostra cultura e dalla nostra tradizione.

Altra tematica molto importante, e che sono felice sia stata inserita del romanzo, è quella dell'amore a ogni età: uno dei personaggi principali del romanzo scopre infatti che non è mai troppo tardi per innamorarsi e far innamorare qualcuno di sé, e questo mi ha intenerita profondamente.

Per finire, ho davvero apprezzato la cura che l'autrice e gli editori hanno avuto per questo romanzo: una forma ineccepibile ed un'edizione curata, dalla copertina meravigliosa e con una piccola sorpresa:
Una mappa! 
Adoro quando i libri ne contengono una: fin da bambina, ho sempre considerato con una marcia in più i libri che en contenessero una, ed è stato bello poter seguire gli spostamenti di Siiri in giro per la città.
Città che è descritta in modo quasi cinematografico e pieno di sentimento, e che mi ha fatto venire voglia di prendere l'aereo e volare dritta ad Helsinki.

Consigliatissimo ai lettori di gialli, perché questo vi stupirà; a chi adora i protagonisti inusuali, perché Sirii, Irma ed Anna-Liisa sono speciali; a chi crede nelle seconde occasioni e nell'essere artefici della propria fortuna, perché queste tre vecchiette dimostrano di avere, anche da plurinovantenni, la capacità di capovolgere la situazione e conquistare un nuovo inizio per se stesse.
Vi lascio un estratto gratuito del romanzo (basta cliccare su "sfoglia le prime pagine del libro"), e se lo leggerete poi fatemi sapere cosa ne pensate ;)

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

venerdì 26 giugno 2015

NOTD: Astra "Gel Effect Expert" smalto in "18"

Buon pomeriggio, fanciulle!
Oggi, dopo il siero al tè verde e alla rosa che vi ho proposto stamattina, voglio mostrarvi anche uno smalto estivo, colorato e lowcost con cui passerò sicuramente del tempo nelle prossime settimane:
E' il numero 18 della serie "Gel Effect Expert", di cui vi avevo già mostrato lo 02 e il 17.
Questi smalti costano 2,90€ per 12ml e su di me hanno una tenuta discreta, di tre o quattro giorni.
Il pennello è bello grande, e permette una stesura perfetta senza sforzo (non ho nemmeno dovuto ricorrere alla mia penna correggi-smalto, il che è un evento di per sé).
Zero bollicine, zero striature, ed è bello lucido anche così, prima del top coat.
Davvero nessun reclamo da fare, se non: servono più colori!
Ad esempio mi piacerebbe che ci fosse un bel giallo sole senza glitter, oppure un bel fucsia cremoso non luccicante.
A parte questa piccola nota a margine, consiglio davvero questi smalti perché il rapporto qualità/quantità/prezzo mi ha conquistata del tutto!
Che dite, vi piace?

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

Review: John Masters Organics "Green Tea & Rose Face Hydrating Serum"

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Iniziamo la giornata parlando di "Green Tea & Rosa Hydrating Face Serum" di John Masters Organics, un siero che uso da un paio di settimane ogni sera:
L'ho ricevuto insieme ad un altro prodotto, che però sto ancora testando perché è un filtro solare e a Milano la scorsa settimana pioveva sempre (ovviamente) XD
Ma concentriamoci sul siero, che mi piace davvero molto.
Un siero fluido, di cui il flacone eroga la quantità giusta per l'intero viso, dedicato alle pelli normali e secche.
Ora, la mia pelle è mista, come ho già scritto tantissime volte, e quindi come ha fatto questo siero a piacermi così tanto?
Mi piace perché di sera, prima della crema notte, si trasforma in una coccola idratante che mi fa svegliare con il viso morbido e privo di lucidità.
Non mi ha provocato nessuna fastidiosa reazione, nonostante non fosse strettamente indicato per il mio tipo di pelle, ed anzi l'ho trovato delicato al punto giusto.

Ci ho messo qualche giorno ad abituarmi all'odore, questo sì: è un odore molto "verde", diciamo.
Non è floreale, non è molto intenso, e non resta sul viso, e dopo qualche applicazione ho smesso di farci caso quindi non lo considero un difetto.

Mi piace scoprire nuovi prodotti, soprattutto se dall'INCI naturale, e John Masters Organics è un marchio con cui mi sono sempre trovata benissimo.
Non vedo l'ora di parlarvi anche del filtro solare, tempo permettendo!

Un bacio a tutte, fanciulle.
A presto <3

giovedì 25 giugno 2015

Anteprima: "Il mondo in una stanza" di J. L. Berg

Buon pomeriggio fanciulle!
Scopriamo insieme "Il mondo in una stanza" di J. L. Berg, in uscita il 2 Luglio per Editrice Nord:
Lailah Buchanan non è mai andata al cinema, non ha mai visto il mare, non è mai stata baciata. E tutto per colpa di un grave difetto cardiaco che la costringe a passare gran parte del suo tempo in ospedale, in attesa del giorno in cui potrà fare tutte quelle piccole cose che sono normali per ogni altra ragazza e che lei annota nella sua Lista del prima o poi. Ma, quando dopo l'ennesima ricaduta i medici le dicono che solo un trapianto potrà salvarla, Lailah inizia a pensare che quei desideri non si avvereranno mai…
Da quasi tre anni, Jude Cavanaugh si aggira come un fantasma tra i corridoi dell'ospedale in cui ha dovuto dire addio alla fidanzata. Dal giorno di quel maledetto incidente, Jude ha rinunciato a guidare l’azienda di famiglia e ha iniziato a lavorare lì come infermiere, quasi fosse l’unico modo per restare ancora in contatto con la sua Megan e affrontare i sensi di colpa. Però tutto cambia l’istante in cui conosce Lailah. Perché quella ragazza tanto fragile eppure determinata a resistere riesce a fare breccia nella sua corazza e risveglia sentimenti che lui credeva di aver perduto per sempre. Così, quando scopre la Lista del prima o poi, Jude decide di aiutare Lailah a spuntare ogni voce dell'elenco. E, più tempo passa con lei, più Jude ha l'impressione di essere lui il malato e lei la sua salvatrice. Ma l'amore che sta sbocciando fra loro darà anche a Lailah la forza – e il coraggio − di essere felice?

Il rilegato avrà un prezzo di copertina pari a 16,40€ mentre l'ebook costerà 8,99€.
A me attira moltissimo, e spero davvero di poterlo leggere!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Le ossa del lago" di Rosalba Vangelista

Buongiorno, fanciulle!
Oggi vi racconto "Le ossa del lago" di Rosalba Evangelista (Youcanprint, cartaceo a 11,50€ oppure digitale a 1,49€), una novella thriller che mi ha fatto compagnia ieri sera.
Ci sono segreti che solo la profondità dell'acqua può nascondere...
Misterioso, delicato, ed a tratti evocativo nonostante la durezza del tema trattato (l' omicidio di un bambino) "Le ossa del lago" e' un romanzo thriller diverso dal suo genere, dove lo sviluppo della psiche dei suoi protagonisti si scontra con la crudeltà degli avvenimenti della loro vita, facendoci riflettere, profondamente, tra le righe della sua storia, sulle fragilità, le paure, le inquietudini dell'animo umano.
E' una notte di mezza estate quando Jude, una giovane mamma, si suicida sulla riva del lago Silver Lake nel New Hampshire.
In quello stesso lago un mese e mezzo prima viene ritrovato il corpicino senza vita del suo bambino, Marcos, ucciso da un'assassino che non ha ancora un nome.
Al ritrovamento del piccolo partecipa anche Kate, novella poliziotta da poco trasferitasi a Silver Lake da Atlanta.
Kate e' nuova del posto ma non riesce ad accettare l'ingiustizia subita dal piccolo, vuole dare un nome al suo assassino, e forse, vuole anche far pace con se stessa, anche a costo di riaprire ferite e segreti nascosti tra le sponde ed i verdi alberi del lago d'argento...
Lo spaccato di una tranquilla cittadina statunitense visto dagli occhi di Kate, uno sguardo di sofferenza che rispecchia quello dei suoi protagonisti, e che mette a fuoco timori reconditi, pregiudizi e segreti, coi quali, emersi come incubi, ciascuno deve fare i conti. Una “terribile normalità” del territorio fa da contrappeso alla spaventosa soluzione che sta dietro a questo romanzo criminale.

Sono 130 pagine, da questo il suo essere una novella (o se preferite "romanzo breve"), e si leggono tutte di fila perché il ritmo della narrazione è incalzante.
La storia è costellata di piccoli indizi, che stimolano la curiosità del lettore, e questo mi è piaciuto moltissimo.

Anche se ho capito a pagina 31 chi fosse il colpevole, mi sono comunque goduta le conferme che mano a mano arrivavano dalla lettura, e oltretutto il movente vero e proprio è svelato solo alla fine.
In un certo senso è quella, la vera sorpresa del libro: non tanto chi l'ha fatto, ma perché.

Il tema non è dei più semplici, l'infanticidio.
Un tema duro, difficile da mandare giù e ancora più difficile da affrontare con la giusta dose di rispetto e leggerezza, e Rosalba Evangelista ci riesce.
Altro elemento positivo è quello delle descrizioni: non troppe e non troppo poche, lunghe al punto giusto, e permettono al lettore di immergersi completamente nelle atmosfere sinistre dell'apparentemente tranquilla Silver Lake.

Sono stata conquistata dalla storia, ed è un'autrice di cui vorrei leggere altro in futuro, ma ho (come sempre, ormai lo sapete!) qualche piccolissima critica.
Sostanzialmente solo sullo stile: ho riscontrato qualche incertezza nell'utilizzo della punteggiatura, e c'è qualche verbo coniugato in modo scorretto.
Non è sempre corretta la forma dei dialoghi.
Sono tutti dettagli che verrebbero sistemati da un buon editing, e che non rendono il romanzo meno godibile, ne abbassano solo leggermente la qualità dal punto di vista del prodotto editoriale in sé.
Proprio per questo, visto che la storia merita, e mi è piaciuta moltissimo, mi sento di segnalarli, perché una volta rimossi ci si troverebbe con un prodotto editoriale pressoché ineccepibile.

A parte questo, sono stata felice di leggerlo, e vi lascio un estratto gratuito della novella, perché se amate i thriller, i misteri da risolvere e le storie in cui nulla è come sembra, allora questo è il libro che fa per voi.

Colgo l'occasione di fare tantissimi auguri a Rosalba Evangelista per le sue prossime opere, e i miei complimenti per un debutto così interessante e coinvolgente.

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

Anteprima: "Non chiamarmi principessa" di Connie Jett

Buongiorno fanciulle!
Iniziamo la giornata con "Non chiamarmi principessa" di Connie Jett in arrivo il 28 Giugno (edito da Libro Aperto International Publishing) e di cui ho visto la copertina online qualche giorno fa, condivisa dall'autrice della cover:
Katia è una donna moderna e indipendente, disegnatrice di abiti per bambini e con la passione per i tacchi alti. La sua vita è perfetta finché non ha la sfortuna d'innamorarsi dell'uomo sbagliato, il suo capo, che le fa perdere la testa e il lavoro.
Con l'autostima sotto i piedi, decide di prendersi un anno sabbatico in cui dedicarsi a se stessa e alla ricerca della felicità, e sebbene non tutte le sue decisioni saranno quelle giuste, il destino le offrirà una nuova opportunità
Tornerà a credere nell'amore?

Un romanzo breve, anzi direi una novella (106 pagine), ma perfetto per questo periodo "pieno", in cui una lettura veloce e distensiva è proprio quello che ci vuole!
E poi la copertina è a dir poco meravigliosa, la bambina di otto anni (che sognava una stanza tutta rosa) che è in me sta saltellando entusiasta <3

Che dite, vi ispira?

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

mercoledì 24 giugno 2015

Summer TBR: cosa metto in valigia? #2

Buongiorno, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi vi presento la mia seconda lista di consigli per quest'estate, e stavolta il tema è il VIAGGIO.
Ho cercato di non essere scontata quindi sappiate che se un ipermegaclassico sul viaggio non c'è è proprio per questo motivo: è una scelta scontatissima.
Detto questo, partiamo subito:
Anche stavolta ve li presento uno per uno:
A cominciare da "I vagabondi del Dharma" di Jack Kerouac.
Perché non "On the road", chiederete.
Perché no. La storia la sapete, ne hanno pure fatto un film, ed è una lettura "di passaggio" per tutti, quindi io vi propongo un altro viaggio, ma stavolta non sulle superstrade americane: un viaggio tra i boschi e sulle montagne, pieno di riflessioni e di epifanie.
Anche stavolta Kerouac sceglie di celare se stesso e i suoi compagni di viaggio dietro a personaggi fittizi, e attraverso la loro storia ci tuffiamo in quell'oceano di pensieri, paure e convinzioni che era la mente di Kerouac. Se non l'avete mai letto, è il momento di recuperarlo.
"Cosmopolis" di Don DeLillo è un romanzo breve strampalato e dai contenuti forti.
Seguiamo il giovane miliardario Eric Parker per una giornata intera, in una sorta di Odissea malata e surreale: ne scopriamo ogni fobia, comprensibile o meno; cerchiamo inutilmente di comprende la natura della sua relazione sentimentale; sprofondiamo sempre di più in quel vortice di paure e turbamenti che è la sua mente, e tutto senza scendere dalla sua auto sempre in movimento che attraversa una città claustrofobica e in preda ai tumulti.
Un viaggio singolare, ma unico.
Non poteva mancare un memoir, giusto?
E io ho scelto "Wild" di Cheryl Strayed, per due motivi.
Il primo è che quando è uscito in lingua originale io dentro a queste pagine mi sono persa per giorni.
Ho riletto paragrafi interi, sono andata a cercare i libri che lei legge durante il suo viaggio, e quando è arrivata alla fine era come se quella scalata l'avessimo fatta insieme.
Il secondo è che il film sembra splendido ed è una mia fissa personale quella che prima va letto il libro, quindi eccolo qui.
Cheryl perde la madre giovanili, ha diverse relazioni sbagliate e precipita nel tunnel della droga: sembra alla deriva, e sicuramente ci si sente, poi l'idea: scalare da sola una sezione del Pacific Crest Trail, sostanzialmente un'escursione allineata con la parte più alta di due catene montuose, quella della Sierra Nevada e quella delle Cascate. Attraversa gli stati della California, dell'Oregon  di Washington.
Senza alcun allenamento o preparazione tecnica, con l'equipaggiamento sbagliato e piena di paura, Cheryl cammina: inciampa, suda, si stanca, si arrabbia e si spaventa, ma continua a camminare, senza fermarsi mai.
Ogni suo passo le fa ritrovare un pezzetto di sé, e alla fine del racconto siamo più completi anche noi.
Consigliatissimo.
Ignorate il titolo da romanzetto rosa, che proprio non si può vedere, perché questo libro uscito qualche mese fa (inizio 2015? Ma c'era un'edizione precedente, con un titolo diverso) è uno splendido racconto di viaggio on the road.
"Noi due ai confini del mondo" di Morgan Matson segue Amy e Roger attraverso gli Stati Uniti, e lo fa a ritmo di musica e di deviazioni una più originale dell'altra.
Ve l'ho recensito quando è uscito, e nel post trovate anche le mie foto dello stesso viaggio e due delle dieci playlist del libro, ricreate da me per voi su Youtube.
Una splendida storia di amicizia e di crescita personale, prima che d'amore (anzi, se volete la storia d'amore questo potrebbe deludervi, visto che è MOLTO marginale e quasi inespressa), che mi è piaciuta moltissimo e vi consiglio per l'ombrellone e la sdraio.
Infine, una delle ultime uscite Garzanti di quest'anno, "La magia delle cose perse e ritrovate" di Brooke Davis. Un libro che mi ha emozionata moltissimo (ve ne avevo parlato qui) e che racconta del viaggio sconclusionato di Millie, un'adorabile e molto singolare bambina di sette anni che cerca, con l'auto di due anziani uno più fuori dal mondo dell'altro, di ritrovare la madre che l'ha abbandonata. Lei e i suoi stivaletti rossi percorrono miglia su miglia, alla ricerca non solo di una mamma, ma anche di amore e di risposte.
Ho amato la dolcezza profonda di Millie, il suo modo buffo di vedere il mondo che la circonda e soprattutto ho adorato i suoi improbabili compagni di avventura.
Vi farà sorridere, forse anche piangere, e vi resterà nel cuore.

Anche questa Summer TBR è finita!
Spero di aver proposto qualcosa di diverso, e di aver stuzzicato la vostra curiosità.
Qui trovate la precedente, che ho dedicato alla FAMIGLIA in ogni sua forma.
E soprattutto GRAZIE perché ho realizzato solo l'altro giorno che ormai siete quasi 600 tra GFC e Bloglovin, e mai avrei pensato di avere più di tre persone che leggessero quello che scrivo.
Sembra scontato dirlo, ma non lo è.
Quindi un grazie sincero a ognuno di voi!

A presto <3

martedì 23 giugno 2015

June Favorites/ Preferiti di Giugno (beauty edition)

Buon pomeriggio a tutte!
Lo so, è prestino per i preferiti del mese, ma con la sessione estiva in corso purtroppo non ho tutto questo tempo da dedicare al blog. Oggi era un buon momento e dunque eccoci qui ;)
Questo mese i miei amori vecchi e nuovi sono loro:
Ma andiamo con ordine, sempre con il mio schema:

1) tre prodotti di cosmesi
2) tre prodotti di skincare e bodycare
3) tre prodotti di haircare e/o smalti

Cominciamo dal make-up, come sempre:
Questo mese i miei preferiti sono loro, a cominciare dal primer viso "Step 1 - Skin Equalizer" di MUFE che ho trovate nella gift box di Sephora ricevuta all'evento "Sephora Beauty To Go".
Io però non l'ho utilizzato sul viso, bensì sul contorno labbra, per preparare la zona alla matita.
Matita che è sempre stata questa, ogni volta che ho deciso di sfoggiare le labbra rosse: la numero 14 "Femme Fatale" di Essence Cosmetics, che mi piace moltissimo perché molto confortevole.
Ecco le labbra con solo la matita:
Sopra la matita ho poi steso, ogni volta, il gloss "Infallible" di L'Oreal Paris, nella tonalità "Forgive My Sin", che vi avevo mostrato qui insieme al fucsia e al nudo.
Questo fa sì che il gloss non coli, non vada nelle microrughette e non svanisca nel giro di poco tempo. Amore folle.

Per quanto riguarda lo skincare, questo mese ho tre new entries:
I dischetti purificanti Essence Cosmetics mi sono piaciuti parecchio: con un doppio lato, esfoliante e purificante, mi hanno fatto compagnia una volta al giorno prima di tonico, siero e crema viso.
Costano meno di 3€ a barattolo (30 dischetti), e vale assolutamente la pena di provarli ;)
Del siero viso idratante al tè verde e alla rosa di John Masters Organics caricherò una review approfondita venerdì o sabato, con tutta la mia skincare routine notturna, quindi vi anticipo solo che questo siero naturale è super-idratante e lascia la pelle morbidissima.
Invece della maschera detox "Energy" di KIKO vi ho parlato in un post dedicato al double-masking, dove potete scoprire questa e anche la sua compagna purificante.

Infine capelli e unghie:
Lo shampoo detox "Herbal Wellness" di FUENTE è già stato un preferito, credo, ma da quando l'ho aperto non ho usato altro perché lo adoro!
Ve ne avevo parlato insieme all'olio pre-shampoo abbinato qui.
Invece il balsamo "Hairdresser - Invisible Oil" di Bumble&Bumble è una new entry, ma in poche applicazioni mi ha conquistata: lascia i capelli senza nemmeno mezzo nodo, morbidissimi e contrasta il crespo. Favoloso, anche se oggettivamente un po' costosetto (sia ringraziato il 20% di sconto da Sephora XD).
E poi le unghie, con lo smalto superstar del mese che trovate swatchato in un NOTD, e soprattutto di cui ho scovato un due che costa un bel po' in meno.
Parliamo di 16€ per questo gioiellino di Nails Inc e Victoria Beckham, ma quello che ho scovato costa solo 2,90€:
Trovate lo smalto di Nails Inc qui, e il dupe di Astra qui.

Bene, questi erano i miei preferiti di questo mese!
Voi ne avete qualcuno?

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Amami per un'estate" di Katie Cotugno

Buongiorno fanciulle!
Parliamo di un romanzo young adult che esce oggi, per Sperling&Kupfer, ovvero "Amami per un'estate" di Katie Cotugno:
Molly Barlow ha fatto uno sbaglio, e il suo nome è Gabe. Pur di allontanarsene, Molly ha lasciato la sua città, Star Lake, e ha detto addio al suo mondo. Ma non poteva stare via per sempre. E quando, dopo aver passato l'ultimo anno di scuola lontano da casa, torna per l'estate, è evidente che nessuno ha dimenticato quello che è successo. Il comitato di benvenuto non lascia speranze: la sera stessa del suo rientro, Molly viene accolta da un lancio di uova contro casa, la sua migliore amica non vuole avere nulla a che fare con lei, e i suoi amici la evitano. Senza contare Julia Donnelly, la sorella dei due ragazzi a cui Molly ha spezzato il cuore. Con lei... è guerra aperta. Molly vorrebbe scomparire. Per fortuna mancano solo 99 giorni alla sua partenza per il college. Allora sì che potrà gettarsi il passato alle spalle e ricominciare davvero tutto daccapo. Le cose però non sono mai semplici e, nonostante Molly faccia del suo meglio per nascondersi, Star Lake è troppo piccola per pensare di passarvi inosservata, o per non imbattersi ancora nei fratelli Donnelly. 99 giorni. Solo 99 giorni per affrontare le conseguenze delle proprie azioni, correggere gli errori e scoprire sulla propria pelle che ci sono dolori difficili da superare e scelte impossibili da fare.

Un rilegato da 312 pagine, che trovate in libreria a 17,90€.
Sono 312 pagine scorrevoli, e ne ho apprezzato la struttura "99 giorni = 99 capitoli", perché ogni capitolo consta di poche facciate: perfetto se, come me, leggete sostanzialmente durante gli spostamenti.
Ma veniamo alla storia.
Questo il rilegato italiano che trovate in libreria da oggi <3
Molly è un'eroina un po' diversa, perché stavolta la protagonista è la cattiva della storia.
Esatto, nonostante fin dall'inizio la vediamo subire scherzi maligni e cattiverie, e quindi un po' di compassione per lei scatta in automatico, è molto presto chiaro quanto "brutto" sia stato ciò che ha fatto.
Fin dalle prime pagine viene detto il succo della storia, che poi ovviamente viene approfondita nel corso del libro con l'aggiunta di diversi retroscena che in parte modificano la nostra percezione dei personaggi: Molly usciva con un fratello, ma è andata a letto con l'altro alle sue spalle.
Un gesto a mio parere orribile, e sì, da giovani si fanno degli errori, ma c'è errore ed errore.
Non ci si trova a letto insieme, è una decisione consapevole, e questo mi ha impedito di entrare in sintonia con Molly fino in fondo.
Soprattutto perché nel corso di questi 99 giorni si trova a ripetere lo stesso schema, e quindi dimostra non solo di avere un'etica discutibile ma anche di essere, a mio avviso, un po' stupida.
Però ho apprezzato la scelta di questa protagonista così imperfetta, che rompe di sicuro lo schema tradizione "ragazza-angelo ingenua ma pressoché perfetta": mi piace trovare un libro diverso, che spicchi tra gli altri del suo genere, e questo di sicuro lo è.

I due fratelli Donnelly, Patrick e Gabe, non sono da meno.
Si contendono Molly per puro spirito di ripicca, e non mi sono sentita di simpatizzare per nessuno dei due perché trovo molto difficile credere a un "ti amo" se nessuna delle azioni di chi lo dice ne rispecchia il sentimento.
Gli sbagli si fanno in due, a letto insieme ci si va in due e i rapporti si rovinano insieme: da questo punto di vista io ho trovato sgradevoli tutti e tre i protagonisti principali.

Ho avuto problemi con tutta la componente sentimentale della storia, perché in questo romanzo non ho trovato un briciolo d'amore autentico.
Mi spiace, ma per me le cose sono abbastanza chiare: dire "ti amo" a una persona e poi andare a letto con suo fratello annulla completamente ogni pretesa di sentimento, così come sostenere di aver passato l'estate a innamorarsi di qualcuno per poi ricadere nello stesso comportamento, in senso opposto.
Molly, devo chiedertelo: ci sei o ci fai?

Mi è piaciuto molto il personaggio di Tess, che incontriamo abbastanza presto: è la nuova ragazza di uno dei fratelli Donnelly, e lei sì che mi ha ispirato simpatia.
Si trova in mezzo e viene lasciata e ripresa manco fosse un dvd al videonoleggio, senza per questo perdere la sua gentilezza.
La sua unica lite con Molly è tra le più civili che abbia letto, e quasi avrei voluto vederle dare il peggio di sé stessa perché Molly se lo sarebbe meritato.

Ho apprezzato anche Imogen, l'amica abbandonata che quando Molly torna giustamente la fa penare un po'. Dopo essere stata l'unica a sostenerla all'epoca del suo "errore" si è vista piantare in asso dalla sera alla mattina, senza nemmeno un "ciao" al telefono, e te lo dico sinceramente, Molly: NON SI FA.
Imogen perdona, e anzi riaccoglie Molly nella sua vita sostenendola e incoraggiandola ben più di quanto Molly meriti. L'ho apprezzata e stimata, ed è forse il personaggio che aiuta di più Molly a capire dove ha sbagliato (e continua a sbagliare).

Ok, è chiaro quanto Molly non mi piaccia...
Non mi piace perchè non è solo il suo "ti amo" a valere meno di zero: Molly distrugge le sue amicizie, oltre alle sue relazioni sentimentali, e qui non riesco a non essere intransigente.
Posso capire il primo amore, le prime confusioni e via dicendo, ma l'amicizia no.
Abbandonare, mentire o comunque mancare di rispetto alle persona che hai il coraggio di definire amiche ti rende una brutta persona, a prescindere dalla tua età.
Se ti comporti così da bambino arrivano strigliate, e quindi speravo che ne arrivasse una anche a Molly, e di quelle belle impegnative che sciolgono tutti i nodi.
Mi piace come personaggio negativo e come anti-eroina, questo sì: ma quello che non mi piace è che il romanzo tende a volerci far provare dispiacere per la "povera Molly", quando la povera Molly non è affatto una brava persona.

Il finale mi è piaciuto, invece.
Non è scontato ed intriso di saccarina, anzi è molto individualista, ma allo stesso tempo pieno di possibilità.
Katia parte per il college e chissà: magari QUEL fratello Donnelly sarà davvero l'amore della sua vita, o forse no.
Magari con Imogen l'amicizia resisterà, oppure no. Ma di sicuro il fatto che Molly realizzi, finalmente (!), che amiche come Imogen bisogna meritarsele, le servirà comunque per tutta la vita.
Di sicuro Molly non impara ad amare, in questi 99 giorni, perché le sue azioni purtroppo la smentiscono nonostante le sue dichiarazioni in proposito.
Però realizza, forse per la prima volta, quanto le nostre azioni parlino per noi e quanto la vita sia un do ut des: non puoi ricevere amore se non ne dai, e non puoi pretendere rispetto se ciò che fai è tremendo.
In questo senso ne ho apprezzato l'essere un romanzo di formazione, e quindi per me nonostante tutto è promosso. Non a pieni voti, ma promosso.

Di sicuro è una lettura che mi ha coinvolta, e che mi ha emozionata sia in negativo che in positivo.
Mi ha fatto riflettere su ciò che penso dell'amore, dei concetti di giusto e sbagliato, dell'amicizia: mi piace quando un libro mi lascia qualcosa dopo la lettura, e questo lo ha fatto.
Vi lascio un estratto gratuito del romanzo, se siete curiosi e volete dare una sbirciatina alle prime pagine.
Lo consiglio a chi ama i protagonisti negativi, a chi ama le storie piene di dramma (qui ce n'è a palate), a chi ogni tanto legge con piacere libri che lo facciano un po' arrabbiare.
La copertina originale
Un piccolo grazie a Sperling&Kupfer per aver mantenuto la copertina originale, sia pur con una leggera rielaborazione.

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"L'ora di lettura" di Carole Lanham

Buongiorno fanciulle!
La chiacchiera librosa del giorno è dedicata a "L'ora di lettura" di Carole Lanham (con un enorme e sentitissimo GRAZIE a BookMe e a Valentina per la possibilità di leggerlo in anteprima):
Ve lo avevo presentato in anteprima, ma vi riporto comunque la trama:
Mississippi, 1920. Hadley Crumley ha nove anni, occhi vivaci e la pelle di un invitante color caffelatte. Quando la madre prende servizio presso la ricca famiglia Browning, Hadley si innamora a prima vista della deliziosa, turbolenta Lucinda, che ha la sua stessa età, la lingua tagliente e capelli lucidi come la seta. Dopo averlo studiato per qualche tempo, Lucinda sorprende il ragazzo invitandolo nella sua stanza con il pretesto di insegnargli a leggere. È l’inizio di una strana, seducente amicizia: lunghi pomeriggi strappati alle convenzioni per dedicarsi all’esplorazione dei capolavori “proibiti” della letteratura, da Romeo e Giulietta, all’Amante di Lady Chatterley. Ma la curiosità per i libri risveglia altri, più concreti appetiti, e
quello che all’inizio è solo un gioco tra ragazzi minaccia di trasformarsi in qualcosa di molto più serio, destinato a segnare la vita di entrambi. 
Romanzo di una passione smodata per i libri e attraverso i libri, L’ORA DI LETTURA celebra l’amore con la A maiuscola, quello capace di ribaltare le aspettative, di infrangere i tabù e di sorprenderci con il dono più grande: la libertà di essere fino in fondo noi stessi.

Ho AMATO questo romanzo. Con tutte le maiuscole.
L'ho iniziato una sera e finito la sera seguente, restando sveglia fino a un orario improponibile perchè DOVEVO sapere cosa sarebbe successo ad Hadley e Lucinda.
Il mattino dopo la notte insonne il tè mi è servito XD

Iniziamo con il dire che nulla di questo libro è convenzionale.
Lucinda è una bambina prepotente che diventa una donna tirannica, Hadley è un bambino timido che diventa un uomo sottomesso ai suoi capricci.
Eppure la loro storia è intrisa di desiderio dalla prima all'ultima pagina.
Lucinda e Hadley restano insieme tutta la vita, in un modo che può sembrare crudele e infelice ma che allo stesso tempo dimostra quanto il loro sentimento fosse reale.

Anche il loro amore per i libri è anti-convenzionale.
Tutto parte infatti dal loro cercare con entusiasmo i libri proibiti: storie scabrose, intrise di erotismo o di violenza, storie macabre e del tutto inadatte sia a una rampolla di buona famiglia come lei che a un domestico meticcio come lui.
Le ore che passano a leggere sono un gioco ma anche la base su cui nasce il profondo sentimento che li unisce: attraverso "Dracula", "Grandi Speranze" e diversi romanzi erotici di dubbio gusto Lucinda e Hadley esplorano i propri desideri e le proprie fantasie.

Mi sono divertita molto nel leggere dell'imbarazzo di Hadley per gli estratti sempre più spinti proposti da Lucinda, e a tratti mi sono trovata a pensare che lui fosse una vittima della tirannia di lei.
Ma leggendo il romanzo fino alla fine ho rivalutato il loro rapporto, perchè se anche può sembrare che lei lo maltratti per tutta la vita di fatto il loro rapporto dura più del matrimonio di lei e più di ogni relazione di lui.
Tutto inizia con Lucinda ed Hadley e finisce con Lucinda ed Hadley, insieme in modi sempre diversi, ma insieme nonostante tutto.

Il mio personaggio preferito del romanzo è sicuramente Hadley, perchè l'ho trovato molto singolare.
Innanzitutto non è nero, ma meticcio.
Era scontata la storia tormentata tra una ragazza bianca ricca e un domestico di colore, ma Carole Lanham ci stupisce proponendoci invece un nero a metà.
Hadley si sente sia bianco che nero, e a volte nessuno dei due: troppo scuro per i bianchi e troppo chiaro per i neri, subisce una doppia discriminazione sociale che lo isola per tutta la vita.
Ed è qui che io ho rivalutato il suo rapporto con Lucinda: è di fatto lì'unica persona che quando lo guarda non vede un colore, ma vede uno splendido uomo.
Hadley è la versione speculare di Lucinda, sotto moltissimi aspetti.
Lei è una persona distruttiva, mentre lui sembra essere in grado di aggiustare ogni cosa.
Lei è cinica e disincatata, mentre lui è un appassionato di giardinaggio che si meraviglia ogni giorno del miracolo che rappresenta un fiore che sboccia.
Coltiva i suoi fiori con dedizione, studiandone anche il significato, e le sue aiuole e i suoi prati traboccanti di profumi e colori sono la sua dichiarazione d'amore nei confronti di quella che potrebbe facilmente passare per l'eroina romantica più insopportabile della letteratura.

Dal canto suo, invece, Lucinda è una vittima.
Almeno secondo me.
E' vittima di sè stessa e del suo pessimo carattere, della sua prepotenza che è stata tollerata troppo a lungo da un padre incapace di crescerla, e che la porta a scegliere una vita infelice per sè e per chi le sta intorno.
Ama Hadley? Io sono convinta di sì.
Sono convinta che l'amore per Hadley sia l'unico vero sentimento che si sia mai concessa di provare in vita sua, e che l'accompagna dal primo all'ultimo giorno che passano insieme.
Ogni meschinità, ogni cattiveria, ogni prepotenza che gli fa subire non sono altro che manifestazioni del suo spasmodico bisogno di non perdere chi rappresenta la parte migliore di lei stessa.

Questo libro mi ha toccata profondamente e lasciato addosso un senso di struggimento che ci ha messo qualche giorno ad andare via, ed è di sicuro una delle migliori letture del 2015 fino ad oggi.
Posso descrivere le sensazioni che mi ha lasciato addosso come molto simili a quelle provate dopo aver letto "Stoner" di John Williams, e in un certo senso Hadley me lo ricorda moltissimo.
Se avete amato il romanzo di Williams, questo vi piacerà.
Se vi incuriosisce tutto ciò che riguarda i fiori e il loro significato, in fondo al romanzo c'è addirittura un'appendice dedicata.
Se vi piacciono gli amori tormentati, questo è anticonvenzionale e lontanissimo dai New Adult di adesso ma potrebbe conquistarvi, a modo suo.

Consigliatissimo, con quattro stelline e mezzo su Goodreads meritatissime, e a cui spero davvero darete un'opportunità!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

lunedì 22 giugno 2015

"La ragazza del treno" di Paula Hawkins

Buongiorno a tutte!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La ragazza del treno di Paula Hawkins, edito da Piemme (rilegato a 19,50€) in uscita il 23 Giugno:
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?
Questo è quello che troverete in libreria da domani <3
Questo romanzo deve finire da subito nella vostra wishlist, perché è un thriller psicologico con tutti gli ingredienti necessari a tenervi inchiodati alla sedia, incapaci di staccare gli occhi dalle pagine.
306 pagine, che finiranno troppo presto.

Attraverso le voci di Rachel e della "sua Jess" (che apprendiamo subito non chiamarsi ovviamente così, ma Megan) seguiamo lo svolgersi di una vicenda angosciante e misteriosa: tutto smette di essere come sembra, la posta in gioco si alza sempre più e chi credevamo amico diventa nemico letteralmente da un paragrafo all'altro.

Il racconto di Rachel è reso a tratti confuso e sconclusionato dal suo essere un'alcolista, i suoi rapporti con chi la circonda alternano momenti di compatimento a furiose litigate, e tutto questo non la rende certo il narratore più stabile e confortante del mondo.
Dubiterete della sua versione e del suo punto di vista più di una volta, ma allo stesso tempo le riconoscerete la capacità di leggere tra le righe (a volte) meglio di chi le sta attorno.
L'ex marito, Tom, smette presto di sembrare un angelo perfetto tormentato dal "quell'arpia alcolista di Rachel", così come Jess/Megan vi manderà costantemente in confusione: il suo è davvero il matrimonio felice che Rachel crede di vedere dal finestrino del treno?
Oppure lei e Scott hanno più scheletri nell'armadio di quanti riusciamo a vederne?

Quello che percepiamo fin da subito, di Jess/Megan, è la sua frustrazione.
Non ha un lavoro, con il marito ha un rapporto che non inserirei tra i più romantici ed idilliaci della letteratura, non ha figli a riempire le sue giornate.
La sua vita è apparentemente "vuota", e lei sembra ricorrere sempre alle cose sbagliate per provare a riempirla.
E' una vita senza scossoni, senza emozioni, con un marito che le porta il caffè nel patio e che le chiede ogni sera come stia e come sia stata la sua giornata. da un certo punto di vista è davvero il matrimonio "perfetto" che crede di conoscere Rachel, ma dall'altro è il territorio ideale per coltivare risentimento e rabbia, con esiti che possono diventare drammatici.
Non solo per lei.

Le vita di Rachel, Tom, e Jess/Megan si intrecciano sempre più, con un crescendo di tensioni e colpi di scena fino all'esplosione di fuochi d'artificio finale, che vi farà chiudere il libro pensando "Io proprio non me l'aspettavo!".
La copertina originale, perché io l'ho letto in lingua.
quando mi è arrivato quello in italiano avevo già finito
il libro XD
Ne ho apprezzato l'estrema scorrevolezza, la velocità di lettura, il senso crescente di tensione, i continui ribaltamenti, ed anche i salti temporali avanti e indietro che fornivano sempre nuovi indizi e dettagli su tutto ciò che le due donne sembravano non voler ammettere nemmeno a sé stesse.

Consigliato a chi ama i thriller, perché è il tipo di lettura ad alta tensione che vi terrà con il naso tra le pagine fino a quando raggiungerete la 306esima; a chi, come me, si è avvicinato al genere di recente, o ancora ci si deve avvicinare, perché il suo essere un thriller psicologico lo rende intrigante e coinvolgente; a chi da bambino giocava a immaginare vite intere dei passeggeri di treni e mezzi pubblici, perché una storia così proprio non l'avreste mai potuta immaginare.

MA NON FINISCE QUI!
Piemme ha infatti organizzato un bel contest su Facebook in occasione dell'uscita di questo romanzo, che potete trovare qui, ma di cui voglio dire due parole in breve.
Rispondete alla pagina dell'evento alla seguente domanda:
QUAL E' LA COSA PIU' STRANA CHE AVETE VISTO GUARDANDO ATTRAVERSO IL FINESTRINO DI UN TRENO? QUELLA CHE PIU' HA STIMOLATO LA VOSTRA IMMAGINAZIONE?
Invitate i vostri amici a partecipare e postate sulla bacheca di questo evento qualche riga di risposta alla domanda. La redazione Piemme sceglierà le 3 brevi storie più belle e originali e i fortunati si aggiudicheranno una copia del bestseller internazionale ‘La ragazza del treno'!
Il contest si chiuderà lunedì 13 luglio alle ore 22.
In bocca al lupo a tutti!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3