mercoledì 30 settembre 2015

P2 Cosmetics: tutte le novità autunno/inverno 2015

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle!
Oggi parliamo di autunno, e di novità che stanno arrivando negli stand P2 Cosmetics.
Tanti nuovi colori e nuovi trattamenti per le nostre unghie, e ve li presento in un'unica carrellata, a partire dai nuovi smalti Color Victim (2,29€):
333 (be my guy)

336 (try some more)
I nuovi colori di tendenza inseriti sono il 333 (be my guy) e il 336 (try some more).
Questi smalti lucidanti sono stati studiati per assicurare un’asciugatura rapida. Sono dotati di un pennello piatto per un risultato perfetto, senza striature.

Anche la linea Volume Gloss Gel Look (2,99€) si arricchisce di nuovi colori, stavolta dedicati alla manicure di tutti i giorni:
250 (love accountant)
260 (cherry counter)
300 (party president)
340 (pure woman)
Della gamma Volume Gloss Gel Look Polish, le nuove tonalità disponibili sono: 340 (pure woman); 300 (party president); 250 (love accountant); 260 (cherry counter).
Si tratta di smalti volumizzanti con formula sigillante per un finish duraturo e super glossato. Lo smalto si stende perfettamente in una sola mossa grazie al pennello speciale volumizzante.

Ma anche per i trattamenti ci sono due interessanti novità:
Multi-Benefit Nail Elixir
(2,49€)
Smalto ad alta protezione che nutre, protegge e rinforza le unghie. L’elisir leviga e riempie le antiestetiche scanalature. Contiene vitamina E ed olio di semi di rosa con effetto nutriente. Ha un finish brillante e semi-trasparente. 
Quick+Clean Nail Polish Remover
(2,99€)
Solvente da applicare direttamente sullo smalto con il pennello. Contiene olio di mandorla e ha una piacevole profumazione. È proposto in un pratico flaconcino, formato smalto. Applicare il solvente sull’unghia e dopo qualche istante rimuovere con un batuffolo di cotone. Il solvente è delicato per le cuticole e il pennello garantisce un’applicazione mirata per lo smalto colorato.

Sono curiosissima di provarli, già mi vedo a saccheggiare l'espositore da OVS o da UPIM!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Sette riti di bellezza giapponese" di Elodie-Joy Jaubert (con un piccolo DIY e una proposta di skincare)

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Sette riti di bellezza giapponese" di Elodie-Joy Jaubert, edito da Sonzogno (brossurato a 13€), in uscita il 1°Ottobre:
Le donne giapponesi di solito dimostrano dieci anni in meno della loro età effettiva. Come fanno ad avere una pelle così radiosa? Certamente la genetica gioca un ruolo importante. Ma è davvero l’unica cosa che distingue noi occidentali dai freschi fiori del Sol Levante? Elodie-Joy Jaubert, grazie alla sua passione per il Giappone, è andata a scoprire il segreto di quei visi di porcellana, dall’aspetto sano e pieno e dalla carnagione liscia e soda come il mochi, il cremoso dolce di riso la cui consistenza richiama una pelle levigata e in salute. Le giapponesi, infatti, hanno elaborato un sistema di cure tradizionali, che si trasmette di generazione in generazione. Si tratta di un rituale quotidiano di trattamenti chiamato layering, un termine inglese che significa a strati, e consiste in un minuzioso ordine di gesti di bellezza e di cure specifiche, dalla pulizia alla tonificazione, dall’idratazione alla protezione e al nutrimento, da ripetere mattino e sera. Non vi preoccupate: non si tratta di trascorrere ore davanti allo specchio né di spendere in prodotti molto costosi. Questo metodo è adatto a tutti e a tutti i portafogli, e l’autrice ha scelto di presentarlo in sette facili tappe, con illustrazioni pratiche, consigliando prodotti naturali, biologici ed etici, molti dei quali potrete già trovarli nelle vostre cucine. Poiché, come dicono le giapponesi, bellezza significa soprattutto «essere in armonia con gli elementi».

Un pratico manuale illustrato che descrive con accuratezza e competenza la tecnica del layering, sia nella cura della pelle che in quella dei capelli, che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima e di studiare a fondo.
Ci ho trovato qualche buono spunto, qualcosa di già risaputo, e qualche piccola imprecisione, ma nel complesso è sicuramente un libro molto interessante per chi si affaccia al mondo della bellezza e vuole una linea-guida da seguire.

Il layering, come suggerisce la parola stessa, altro non è che il "sovrapporre strati", ovvero l'utilizzare diversi prodotti in successione per andare incontro alle differenti esigenze della pelle e dei capelli.
Partendo dall'olio per struccare il viso, passando al detergente, al tonico, al siero, alla crema occhi, a quella per il viso e al balsamo per le labbra: sette passaggi veloci, per una routine che porta via una decina di minuti circa.
Elodie-Joy Jaubert suggerisce l'utilizzo di prodotti naturali, e fornisce indicazioni su quali prediligere a seconda del proprio tip di pelle, con minischede sintetiche e puramente informative che ho trovato molto utili, sopratutto per chi come me non è assolutamente un'esperta in fatto di cosmesi naturale.
Mi è piaciuta moltissimo l'idea di preparare una sorta di tonico decongestionante in casa, e voglio proporvelo come piccolo DIY anche qui perché è davvero molto semplice.
Vi servono solo:
tè verde, possibilmente biologico
un pentolino d'acqua
uno stampo per cubetti di ghiaccio
Fate bollire l'acqua, mettete il tè in infusione e lasciatecelo per la notte intera.
Al mattino filtratelo e versatelo nello stampo per cubetti di ghiaccio.
I cubetti che otterrete sono un tonico rinfrescante monodose, dai molteplici benefici: un gradevole effetto rinfrescante sul viso congestionato, un effetto tensore dovuto al freddo del cubetto e una delicata azione antibrufolo se usati con costanza.

Carino, vero?
Ed è solo uno degli ottimi e pratici consigli di Elodie-Joy Jaubert!
Oltre al tè verde, di cui illustra nel dettaglio proprietà e benefici anche nell'ultima, breve sezione del volume dedicata all'alimentazione, uno dei suoi grandi amori è evidentemente l'Aloe.
E a ragione, perché sappiamo tutti quante proprietà abbia, prima tra tutte quella lenitiva (sulle scottature da sole, sulle punture di zanzara, sulle piccole abrasioni...), e proprio per questo ho pensato che fosse il momento giusto per parlarvi di un siero all'Aloe che uso dall'estate con molta soddisfazione:
E' un siero vellutante, non untuoso, facilmente assorbibile che leviga e illumina la pelle del viso.
Gli ingredienti naturali contenuti in formula, uniti alla miscela sinergica di acido ialuronico a peso molecolare diversificato, assicurano un'azione completa contro le rughe e i segni del tempo.
Oltre all'Aloe Vera contiene anche Olio di Vinaccioli e Olio di riso, emollienti e nutrienti.

Dopo tre settimane, posso dire che la mia pelle è sicuramente idratata e coccolata a dovere, e che nonostante la presenza di principi anti-age non mi ha dato nessun problema di lucidità eccessiva o brufoli indesiderati. Al contrario, mi infilo sotto alle coperte con una gradevolissima sensazione di fresco e di leggerezza, e al mattino la mia pelle è morbida e nutrita a dovere, pronta ad iniziare la giornata.

Ma torniamo al nostro manuale, che ci dà moltissimi consigli e in modo davvero chiaro, e che consiglierei a tutte coloro che vogliono iniziare a curarsi un po' di più ma che non sanno da dove partire: Elodie-Joy Jaubert vi guida nella scelta dei prodotti giusti, nella preparazione di alcuni di essi in casa e nel loro corretto utilizzo.
Forse avrei voluto un po' di Giappone in più, perché in realtà questo manualetto potrebbe anche intitolarsi "Sette riti di bellezza": tre quarti dei consigli che fornisce esulano dalla tradizione giapponese in senso stretto, e mi sarebbe piaciuto qualche excursus in più sulla storia della bellezza giapponese. Proprio perché di questo paese e delle sue tradizioni non so moltissimo, e probabilmente quello che so è filtrato dalla cultura occidentale.

La mia unica, piccolissima critica va alla sezione dedicata all'alimentazione, e questo per un solo motivo: non mi piace che sia cascata anche lei nel cliché della lotta ai latticini e al glutine.
Mi spiego meglio: per chi soffre di intolleranze e allergie è OVVIO che questi alimenti siano da evitare, questo va da sé. Ma di fatto, se non siete intolleranti al lattosio e non soffrite di celiachia, non c'è nessuna ragione di eliminare a tavolino tutta una serie di alimenti.
Basta limitarsi: tra il non mangiare latticini e l'imbottirsi di Emmenthaler c'è di mezzo il mare, e non credo che una spolverata di parmigiano sugli spaghetti vi ucciderà.
Ogni modifica seria e radicale alla propria alimentazione dovrebbe avvenire sotto il controllo di un medico preparato, quindi lasciate stare il fai-da-te e le mode del momento: se non soffrite di allergie o intolleranze la dieta migliore resta "poco di tutto".

Ma visto che parliamo di bellezza, questo resta sicuramente un piccolo manuale dalla facile e rapida consultazione, pieno di consigli e con qualche interessante curiosità.
Consiglio una sfogliata anche alle beautyblogger, e a chi di bellezza e cosmesi è appassionato.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"9 giorni" di Gilly Macmillan

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "9 giorni" di Gilly Macmillan, edito da Newton Compton (rilegato a 12€) in uscita l'8 Ottobre:
Rachel Jenner è sconvolta e in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso, e lei non sa come affrontare questa tragedia. Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che seguono lo sviluppo del caso e le stanno con il fiato sul collo. È vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito e ora tutto il Paese pensa che lei sia una madre sprovveduta e vada condannata. Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio? Stretta fra il dramma di aver perso il figlio, le sempre più serrate indagini della polizia e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un’altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sé e dei suoi cari si rivela una gigantesca bugia. E non c’è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l’opinione pubblica ha già deciso. E tu, da che parte starai?

Credo che non ci sia nulla di più terrificante della sparizione di tuo figlio.
Soprattutto se ha 8 anni, e sparisce in un bosco a pochi metri da te.
Ed è da questa semplice premessa che Gilly Macmillan parte per costruire un thriller psicologico in cui nessuno è chi dice di essere e tutti hanno qualcosa da nascondere.

La vicenda si snoda su due differenti piani temporali: l'autunno 2013, in cui troviamo Rachel, la madre del bambino, e Jim, il DI responsabile delle indagini sulla sparizione del bambino, a fare i conti con quanto successo un anno prima, quando il 21 Ottobre Ben è scomparso durante una tranquilla domenica autunnale mentre passeggiava con la madre e il cane Skittle, e ovviamente il tempo "passato" dell'autunno precedente, in cui seguiamo le indagini passo passo.
Le ricerche sono subito frenetiche, l'intera zona viene controllata e diverse piste vengono prese in considerazione.
L'opinione pubblica si scatena, e per Rachel si aprono 9 giorni di puro terrore.
Divisa tra l'angoscia per la mancanza del figlio e la paura per gli attacchi costanti che riceve da chi è convinto che sia un'assassina, si trova barricata in casa sua, braccata dai giornalisti e vittima di un crescente senso d'impotenza.
L'ho definito "thriller psicologico" per una ragione, che è la seguente: dal punto di vista dell'azione, di ciò che caratterizza un thriller in senso stretto, è leggermente carente, mentre è invece centrato su un'analisi profonda della psiche dei personaggi.
La madre Rachel, il padre John, la zia Nicky: nessuno sfugge a un'impietosa rivelazione dei propri altarini e scheletri nell'armadio, a volte con esiti sorprendenti.
Ammetto di aver fatto fatica a farmi prendere dalla storia, all'inizio, proprio perché mi sembrava troppo lenta, ma superato il primo terzo del romanzo sono stata catturata.
Ho iniziato presto a sospettare di un certo personaggio, e il finale non è stato del tutto sorpresa, ma resta un ottimo finale e del tutto coerente con l'evolversi della vicenda nel corso del romanzo.
Il personaggio che ho preferito è stato quello del DI James Clemo, Jim nel romanzo, che è la seconda voce narrante accanto a Rachel e che ci guida attraverso i complessi meccanismi del sistema investigativo, non senza coinvolgerci a livello emotivo quando i suoi fantasmi si mettono di mezzo.

Gilly Macmillan scrive in modo pulito e senza troppi fronzoli, costruisce dialoghi convincenti e tratteggia personaggi a tutto tondo che mi hanno conquistata.
Sono molto contenta di aver potuto leggere questo romanzo, perché probabilmente non lo avrei mai scelto in libreria e invece l'ho gradito molto.
Lo consiglio chi ha apprezzato "Una famiglia quasi perfetta" di Jane Shemilt  "La ragazza del treno" di Paula Hawkins, e agli amanti del thriller psicologico.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 29 settembre 2015

"Sulla cima dell'Everest" di Jon E. Lewis

Buongiorno tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Sulla cima dell'Everest" di Jon E. Lewis, edito da Newton Compton (rilegato a 12€):
Una selezione delle migliori storie vere che riguardano l’Everest, dai primi tentativi di scalarlo, alla scomparsa di Mallory mentre per la terza volta tentava l’ascesa alla vetta, al trionfo di Hillary e Tenzing, fino al disastro degli ultimi anni.
Racconti al cardiopalmo, che parlano di trionfo e di tragedia, dalla voce di chi meglio di ogni altro conosce la montagna più alta del mondo e la sua “Death Zone”: gli scalatori che hanno provato a sfidarla. Ma questa raccolta è molto più di una serie di testimonianze di prima mano: è una vera e propria storia della conquista dell’Everest, un ritratto evocativo della bellezza crudele di Chomolungma, “la madre dell’universo”.

Ringrazio Newton Compton per la copia digitale del romanzo, che mi ha accompagnata a Torino sabato mattina e regalato un viaggio interessantissimo.
L'ho finito ieri mattina, e volevo parlarvene subito perché questa raccolta di racconti "veri" su una delle vette più ostiche del pianeta mi ha completamente catturata.
A tratti sembrava di leggere un romanzo, invece di una testimonianza reale, e questo secondo me è un grandissimo punto a favore perché rende un libro dalle dimensioni non indifferenti (480 pagg) davvero molto godibile.

Jo E. Lewis ha raccolto qui una quarantina circa di testimonianze e racconti che ripercorrono la storia dei tentativi di conquista della vetta dell'Everest, in un arco di tempo che va dal 1913 al 2014: tra le prime delusioni (come quella di John Noel, giovane fotografo inglese che nel 1913 riuscì ad avvicinarsi alla montagna ma fu bloccato quando gli mancavano solo 65km per ragioni politiche) e le grandi tragedie (come quella del 10 Maggio 1996 che vide la morte di otto alpinisti a causa di una feroce tempesta che infuriò proprio mentre sulla montagna erano presenti dieci spedizioni intente nella scalata), senza tralasciare però i momenti felici.
Chi è riuscito a conquistare la vetta dopo diversi tentativi, e chi ci è riuscito al primo colpo, ed ha poi raccontato la sua esperienza con entusiasmo e un pizzico d'incredulità.
La mia copia digitale, in treno insieme a me <3
Essendo una raccolta di singole testimonianze e racconti, e comprendendo una molteplicità di autori molti dei quali non nascono scrittori ma alpinisti, in questo libro troverete brani scritti meglio e altri leggermente meno validi da un punto di vista strettamente letterario, ma in comune hanno l'emozione e l'intensità che accomuna tutti le testimonianze di vita vera.
Apprezzo davvero che siano stati raccolti tutti insieme, e che siano stati sì curati ma non stravolti, rendendo troppo omogenei, perché avrebbero perso autenticità.
Troverete chi, ad esempio i fotografi, si sofferma in descrizioni quasi cinematografiche dell'ambiente circostante, soffermandosi sulla luce  sui suoi effetti sulla neve e sulla roccia, e troverete invece chi scende nel dettaglio da un punto di vista strettamente tecnico, ed è sicuramente l'occasione per imparare qualcosa di nuovo e, a volte, curioso.

Inserisco qui una nota femminile e patriottica, segnalando che la prima donna italiana a raggiungere la vetta è stata Manuela Di Centa, nel 2003.
E mi è spiaciuto non trovare un resoconto della prima ascensione femminile del Maggio 1975, quando la giapponese Junko Tabei è diventata la prima donna ad essere riuscita nell'impresa, quindi ve lo dico io. Un po' di sano femminismo non guasta mai.

Lo consiglierei sicuramente a chi andrà a vedere il film "Everest", perché se il film punterà tutto sulle emozioni e la spettacolarità resa possibile dagli effetti speciale, credo sia fondamentale conoscere la storia così come l'ha raccontata chi l'ha vissuta.
Ma anche a chi, come me, senza essere uno scalatore professionista ha comunque sempre amato la montagna, le escursioni e l'arrampicata.
Non dico che lo consiglio agli appassionati perché loro lo hanno già comprato, ne sono sicura (ma se ancora vi manca, cosa state aspettando?).

Spero vi piaccia ogni tanto trovare qualcosa di diverso qui sul blog, e vi ringrazio tantissimo del supporto che date ogni giorno a questo spazio in cui vi parlo di libri, di cucina e di cosmesi, ma soprattutto vi parlo di me e di quello che mi piace.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

Anteprima (e recensione): "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata al'anteprima di "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen, edito da Sonzogno (brossurato a 16€), in uscita l'8 Ottobre:
Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), "La casa di Parigi", oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.

Ve lo avevo presentato in estate, ma soprattutto l'ho già recensito, e trovate la mia recensione spoiler-free qui.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 28 settembre 2015

Anteprima: "Until I Die" di Amy Plum

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Until I Die" di Amy Plum, edito da De Agostini Young Adult (rilegato a 14,90€), in uscita il 6 Ottobre:
Kate e Vincent sono sempre più innamorati, ma la ragazza non è felice. Non riesce ad accettare il fatto che lui sia un revenant e che debba continuamente sacrificarsi per salvare altre vite umane. Ma Vincent è pronto a tutto, anche a soffocare la propria natura, pur di condurre un’esistenza normale al fianco di Kate. Le cose cambiano però quando un nuovo e incredibile nemico si affaccia all’orizzonte e Kate si rende conto che la lotta fra il Bene e il Male è solo agli inizi e che questa volta in gioco c’è l’immortalità di Vincent…

Seguito di "Die for Me", e ve lo propongo proprio perché una delle mie remore riguardo al primo volume della trilogia dei Revenants era il solito, attanagliante dubbio: e se poi non arrivano i volumi seguenti?
Ebbene, ecco qui il secondo volume, quindi sarà bene dare una chance al primo.
Grazie a De Agostini Young Adult per questa splendida copertina, e spero di mettermi presto in pari con questa trilogia.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

September Favorites/I preferiti di Settembre (beauty edition)

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Oggi parliamo di tutte quei prodotti che mi hanno coccolata nell'ultimo mese, e partiamo da una bella foto di gruppo:
Partiamo dallo skincare, perché dopo avervela presentata nel post sui nuovi ingressi, ho iniziato a usare la linea "Spotless Skin" di Simple, e mi piace davvero molto: il detergente purifica a fondo, senza però essere troppo aggressivo; lo scrub è esfoliante ed in granuli ma non troppo grossi, e quindi l'ho trovato abbastanza delicato; l'idratante viso, infine, è leggero e freschissimo.
Tiene sotto controllo la lucidità, e come crema giorno mi sta piacendo moltissimo.
Per essere tre prodotti low cost li sto apprezzando tanto, e ve ne parlerò nel dettaglio.
Visto che ho iniziato dei prodotti nuovi per capelli ed è presto per sapere se mi piacciono o no, vi voglio parlare di una spazzola che ho avuto la possibilità di provare a Settembre, di Bio-Ionic (marchio che non conoscevo), la medium round brush della linea Blue Wave.
E' molto particolare, perché è una spazzola tonda ma quadrata, e anche se all'inizio questo mi ha confusa un po' devo ammettere che la piega viene una favola.
Anche di questa voglio parlare un po' di più, più in là.
Insieme alla spazzola voglio anche nominare l'Olio di Argan di Nashi Argan, che ho finito proprio stamattina dopo la doccia. Questa fialetta d'olio per capelli mi ha salvato le lunghezze dal sole e dal mare, quest'estate, e conto di acquistare la taglia piena perché credo sia uno degli oli per capelli migliori che abbia provato.
Una bella goccia lavorata appena tra i palmi e poi stesa sulle lunghezze bagnate, e i capelli sono morbidi per giorni. Fantastico.
Questo "Super BB Concealer" di Physician's Formula" sembra non finire mai, e meno male perché lo adoro. Non sono ancora tornata a usare il fondotinta, ma il correttore sì e questo copre tutto oltre ad accordarsi alla perfezione con il mio incarnato.
Questo è nella tonalità "Light/Medium" (sotto troverete uno swatch di tutto).
Qui devo aprire una parentesi, perché quando è uscito "Lash Sensational" di Maybelline NY a me non era piaciuto. Per niente. E invece, ho voluto dargli una seconda chance: dopo parecchi tentativi ho finalmente imparato a maneggiare questo scovolino un po' corto, un po' lungo e un po' arcuato, e adesso posso dire di trovarmi bene.
Continua a non essere comodo e pratico quanto altri mascara, però a Settembre l'ho usato moltissimo.
La linea di ombretti "Magnif'Eyes" di Rimmel London è arrivata qui in estate, e io mi ero procurata "All about the base" per il mio primo Trucco Letterario (dedicato a Tessa della serie AFTER, lo trovate qui nel caso ve lo foste perso).
Una volta steso è un colore molto simile al taupe, perfetto per la piega e creare un minimo di ombreggiatura, e soprattutto riciclabile nel momento del bisogno anche per il contouring perché sulla mia pelle risulta molto freddo.
Ed infine, last but not least, il gloss che mi ha fatto compagnia per quasi tutto il mese.
Il mio "Infallibile Gloss" di L'Oreal Paris nella tonalità "I got the power" è il nudo perfetto, lucido ma non troppo, non appiccica e non cola.
Qui trovate una review caricata tempo fa, in cui vi mostro anche gli altri due colori che possiedo (un rosso e un fucsia).
Ed ecco gli swatches di tutto:
E siamo alla fine, fanciulle!
Un bacio a tutte, e a presto <3

"SAGA Vol. 1" di Brian K. Vaughan e Fiona Staples

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "SAGA Vol. 1" di Brian K. Vaughan e Fiona Staples, edito da Bao Publishing (brossurato a 14€):
Marko e Alana hanno combattuto per opposte fazioni in una guerra millenaria. Ora combattono insieme per proteggere la famiglia che, insieme, stanno costruendo. La storia più vecchia del mondo, ragazzo incontra ragazza, viene declinata in modo inedito, epico in una space opera dai toni profondamente accorati da Brian K. Vaughan, qui al suo ritorno al fumetto seriale dopo "Y", "L'ultimo uomo" ed "Ex Machina". Disegni e colori di Fiona Staples.

Non sono una lettrice abituale di fumetti e graphic novel, anzi. Tutt'altro.
Fino a quest'anno le uniche due graphic novel che avessi letto erano "Blankets" di Craig Thompson e "Il blu è un colore caldo" di Julie Maroh.
Ma poi su Instagram ho continuato a vedere foto su foto di SAGA, e sembrava piacere a tutti.
Soprattutto sembrava piacere tanto a chi, come me, non è un appassionato di fumetti.
E ora che ho letto il primo volume capisco il perché.

SAGA è una bomba.
Splendidi disegni, originali e spesso oltre il limite dell'inquietante (ma in senso buono), e una storia che sì, a prima vista è molto semplice, ma che mi ha catturata fin dal primo capitolo.
Marko è un soldato o meglio lo era: nel bel mezzo di una guerra galattica che coinvolge pianeti e popolazioni di ogni tipo, lui ha deciso di deporre le armi, arrendendosi.
Fatto prigioniero e detenuto a Cleave, conosce Alana, una delle sue guardie, e tra i due scocca la scintilla.
Fuggono insieme, e la storia si apre con la nascita della loro bambina (che è la voce narrante dell'intera vicenda).
A braccarli ci sono l'esercito reale, e almeno due killer su commissione: riusciranno a salvare se stessi e la piccola, e a raggiungere un luogo sicuro?

Definito il perfetto connubio di fantasy e fantascienza, è il primo fumetto a prendermi sul serio, e questo anche se alcuni dei personaggi mi hanno lasciata perplessa.
La famiglia reale, ad esempio, ha un corpo umano bianco latte e una tv al posto della testa: credo ci fosse dell'ironia, in questo, ma è comunque parecchio strano.
Per non parlare del Segugio, feroce killer su commissione che altro non è che un enorme ragno.
Ho una fobia tremenda dei ragni, e trovarmene uno a tutta pagina non è stato facile.
In tutto questo, però, oltre ai disegni curiosissimi e studiatissimi di Fiona Staples, a spiccare sono due scelte dal punto di vista linguistico.
La prima è quella di inserire molti termini "forti", soprattutto in bocca ad Alana, che ha due splendidi occhi verdi e le ali ma è quando di più lontano da una dolce fatina possiate immaginare.
Potremmo dire che ha la classe e l'eleganza di uno scaricatore di porto, ma allo stesso tempo è una madre premurosa, dolce e protettiva.
La seconda è l'uso continuo dell'ironia e del sarcasmo, che pervadono l'intera storia.
Anche in momenti apparentemente drammatici, c'è sempre qualcuno che dice qualcosa di assolutamente ridicolo, e questo mi è piaciuto tantissimo.

Ho apprezzato alcuni dei messaggi trasmessi dalla storia, a cominciare dall'idea che in un momento in cui la guerra è giunta ad essere un "tutti contro tutti" forse l'atto più coraggioso sia proprio il deporre le armi e rifiutarsi di continuare a portare morte e distruzione.
Continuando con quello che rappresentano Marko e Alana, coppia "mista" e formata da due persone cresciute per odiarsi che invece scoprono di appartenersi.
La loro bimba avrà le corna di lui e le ali di lei, oltre a due splendidi occhi color nocciola che sono il mix perfetto di quelli verdi della mamma e quelli castani del papà.
Non vedo l'ora che sia più grande, e sono curiosissima di scoprire che aspetto le daranno!

Io già bramo i volumi successivi (sperando non saltino fuori delle falene giganti, altra mia stupidissima fobia), che sono disponibili sullo store online di Feltrinelli se non avete una fumetteria nelle vicinanze.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

sabato 26 settembre 2015

"Tutto ciò che sappiamo di noi due" di Colleen Hoover

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Tutto ciò che sappiamo di noi due" di Colleen Hoover, edito da Fabbri Editori (rilegato a 15,90€):
La poesia ha insegnato a Will e Layken ad amarsi, per stare insieme hanno dovuto superare ostacoli che sembravano insormontabili, hanno dimostrato al mondo che quando si è uniti si può affrontare ogni difficoltà e riemergere più forti e determinati di prima. La vita li ha messi di fronte a enormi responsabilità: sono giovanissimi, ma devono prendersi cura dei fratellini, cercando allo stesso tempo di ritagliarsi un piccolo spazio dedicato soltanto a loro due. Ma un giorno, all'improvviso, il passato di Will torna a bussare alla porta, e lui, per non turbare il difficile idillio con Layken, decide di tenerla all'oscuro di tutto. Ma lei lo scoprirà lo stesso, e sarà costretta a chiedersi su cosa si fonda davvero il loro rapporto, arrivando addirittura a mettere in dubbio la sincerità dei sentimenti di Will. La loro storia è a rischio, devono decidere se lottare per un futuro insieme o se rassegnarsi a stare lontani. Fin dove sarà disposto a spingersi Will per dimostrare a Layken che il suo amore durerà per sempre? La sua risposta cambierà non solo la loro vita, ma quella di tutte le persone che li circondano.

Seguito di "Tutto ciò che sappiamo dell'amore" e secondo volume nella trilogia "Slammed", stavolta le avventure di Will e Layken ce le racconta proprio lui, visto che in questo volume la voce narrante è  la sua.
Ritroviamo la coppia innamorata più che mai, e Will ci presenta fin da subito la loro vita come un delicato gioco di incastri e bilanciamenti.
Rimasti senza nemmeno un genitore nei paraggi (i genitori di lui sono morti da tempo, quelli di Layken la lasciano uno dopo l'altro nel primo volume), si arrangiano come possono per gestire gli studi, due case e due scatenati fratelli minori: gli adorabili Kel e Caulder, più irriverenti e frizzanti che mai.
Nel quadro stavolta entrano due singolari vicine di casa, una bambina di 11 anni per la quale Kel ha la sua prima cotta e sua madre (che passa dal sembrare più fuori di un balcone ad essere materna come poche donne al mondo nel giro di un paio di paragrafi: l'ho adorata fin da subito).

Nonostante le evidenti ed ovvie difficoltà, tra Layken e Will sembra andare tutto bene, se non fosse che l'ex di lui ricompare all'improvviso come scomoda compagna di corso in università.
Siamo in un romanzo rosa, quindi sapete già come va a finire: lui non lo dirà a Layken, lei lo scoprirà in un modo davvero antipatico, litigheranno, bla bla bla.
E questa è l'unica parte del libro che proprio NON mi è nata giù, perché l'ho trovata banale da morire.

Seguitemi per un secondo: a questi due ragazzi ne sono successe di tutti i colori, ok?
Hanno visto morire i loro genitori, si sono accollati due bambini da crescere, hanno visto stravolti tutti i loro piani e arrivano a malapena a fine mese.
Sanno cos'è un dramma vero.
Poi da un nonnulla sbam: litigata furibonda e melodrammatica con tanto "tu devi capire se mi ami davvero o no" detto e ripetuto da Layken a un ragazzo che non sa davvero più in che lingua dirglielo, che è innamorato perso di lei.
Una lite che si trascina con mutismi e tira e molla per pagine e pagine, e io sinceramente da Colleen Hoover mi aspettavo qualcosa di più.
So che questi libri sono la prima cosa che ha scritto, e restano un esordio valido: sono pieni di ironia e molto scorrevoli nonostante il contenuto drammatico, c'è la giusta dose di romanticismo e soprattutto ci sono Kel e Caudler che sostanzialmente meriterebbero una serie tutta loro (ci sarebbe da morire dal ridere).
Però non riesco a fare a meno di pensare che due persone come Will e Layken dovrebbero avere ben chiaro cosa sia un dramma vero, e che in questo contesto certe sceneggiate non siano credibili.
Ma andiamo oltre questa parentesi di insofferenza, perché il romanzo mi è piaciuto sicuramente più del precedente, e mi ha invogliata a leggere in terzo quando uscirà.
Mi sono piaciuti moltissimo il modo in cui la Hoover ha trattato i temi del primo amore tenero, quello che arriva a 11 anni e in cui "lei è la tua ragazza, ma baciarsi? Bleah!" e in cui ha inserito il tema del bullismo, inserendo anche una poesia al riguardo (verso la fine del romanzo) che andrebbe stampata e appesa in tutte le scuole.
Mi ha emozionata l'ultima poesia che Will dedica a Layken, e c'è stato anche il momento occhi-lucidi quando Will ha sfoderato l'ultimo regalo di Julia, la madre di Layken.

Nel complesso sono 3,5 stelline su 5, e spero davvero che il terzo e ultimo volume esca presto.
Voglio sapere come va a finire questa romantica storia.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 25 settembre 2015

"The Assassin's Blade" di Sarah J. Maas

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata alle novelle della serie "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas, che in Italia sono disponibili singolarmente in formato digitale ma in lingua originale sono invece raccolte in un bellissimo volume unico:
Questa è la mia tessera del DOMINO LETTERARIO di Settembre, e non vedevo l'ora di leggere questi racconti per conoscere tutti i retroscena di "Il trono di ghiaccio".
Di questa serie ho già letto i primi tre volumi (recensiti qui, qui e qui), e ho il quarto nella libreria da quando è uscito, ma volevo recuperare i prequel che mi erano rimasti indietro.

In queste novelle la Celaena che conosciamo è decisamente diversa rispetto a quella dei romanzi: meno disciplinata, meno capace di autocontrollo.
Ha però la stessa spavalderia, la stessa arroganza e la stessa determinazione che mi avevano conquistate nel primo volume della serie.
Inoltre, queste novelle sono imperdibili per chi ama la serie perché abbiamo la possibilità di conoscere Sam, il primo amore di Celaena.

Nel primo racconto, Sam e Celaena sono inviati da Arobynn Hamel, il Re degli Assassini, a trattare con Rolfe, il Signore dei Pirati per suo conto.
Quando scoprono che l'affare in questione riguarda la tratta degli schiavi, però, Celaena non è più capace di rispettare ordini ricevuti.
Lei e Sam, non ancora innamorati ma già molto legati, manderanno al diavolo le regole e provocheranno così l'ira di Arobynn.
Per punizione, manderà la nostra Celaena nei posti peggiori, come ad esempio la landa deserta in cui la troviamo nella terza novella.
Qui l'addestrerà il Maestro degli Assassini Silenziosi ("Master of Silent Assassins" nell'originale), e non sarà una vacanza, anzi.
In ogni racconto scopriamo qualcosa di nuovo su Celaena, su Sam sulla nascita del loro amore, e sulla sua triste fine (di cui eravamo informati fin dal primo romanzo).
Seguiamo l'assassina fino alla sua cattura e al suo ingresso nelle miniere di Endovier, con il cuore infranto ma con il rifiuto di provare paura perché è la paura a renderti debole.

Sono cinque novelle di varia lunghezza (la più breve in originale è di 40 pagine, mentre la più lunga di 110) che ho letto una alla volta, dilazionandole, e che ho apprezzato davvero molto.
La scrittura di Sarah J. Maas è molto scorrevole, e l'autrice è in grado di creare ogni volta un'ambientazione unica e speciale in cui far muovere i suoi personaggi.
Le consiglio assolutamente a chi ha iniziato la serie "Il trono di ghiaccio", non si possono assolutamente trascurare!

M parlavamo di DOMINO LETTERARIO, giusto?
Ecco dove trovare le altre tessere:

Il salotto dei libri
Parliamo di libri
L'amore per i libri
Le recensioni della libraia
Questione di libri
Leggere è un modo di volare senz'ali
Devilishly Stylish
Leggendo Romance
Ladra di libri
La Rapunzel dei libri
Bosco dei sogni fantastici
Libri che porto con me
Lettere d'inchiostro
Everpop
On rainy days
Il nostro angolo dei sogni

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 24 settembre 2015

Anteprima: "Una scommessa per sempre" di Emma Hart

Buongiorno a tutte, fanciulle!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "Una scommessa per sempre" di Emma Hart, edito da Fabbri Editori (rilegato a 14,90€) in uscita il 15 Ottobre 2015:
Megan e Aston non potrebbero essere più diversi e in pubblico bisticciano come cane e gatto: lei è la classica studentessa perfetta con il naso sempre affondato tra le pagine di un romanzo; lui è uno di quelli che cambia ragazza ogni sera e pensa solo a sé. Ma c’è qualcosa di potente che li attrae l’uno verso l’altra, e basta una notte, un bacio rubato, per sconvolgere le loro vite.
Eppure Aston non avrebbe mai voluto avvicinarsi così tanto a lei. Perseguitato da un’infanzia difficile, da demoni che si rifiuta di affrontare, sa che è l’unica che potrebbe strappargli quella maschera di indifferenza che ha deciso di indossare per proteggersi dal dolore. Megan invece teme che, stando insieme ad Aston, Braden, il loro migliore amico, da sempre iperprotettivo nei suoi confronti, possa sentirsi tradito. Però il loro amore è ogni giorno più intenso, più forte delle paure, dei dubbi e degli incubi che affollano le notti di Aston. È arrivato per loro il momento di mettersi in gioco: devono scegliere se mantenere segreta la loro storia o rivelarsi al mondo. Devono scommettere su loro stessi. Perché chi scommette sull’amore non perde mai.

Ricorderete che la mia recensione del primo volume, "Scommettiamo che ti faccio innamorare?", non era stata esattamente positiva.
Ma credo che darò a Emma Hart una seconda occasione, perché molte delle uscite di Ottobre le ho già lette (in lingua o in anteprima) e quindi avrò il tempo per qualcosa di leggero e, spero, gradevole.
Vedremo!

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Talon" di Julie Kagawa

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Talon" di Julie Kagawa, edito da Harlequin Mondadori (rilegato a 16€) in uscita il 6 Ottobre 2015:
Ci fu un tempo in cui i draghi furono cacciati fino quasi all'estinzione dai cavalieri dell'Ordine di San Giorgio. Da allora, nascosti sotto sembianze umane, i draghi di Talon sopravvissuti al massacro si sono moltiplicati e hanno acquisito maggiore forza e astuzia nel corso dei secoli: non manca molto a quando saranno pronti a diventare i padroni del mondo, senza che gli esseri umani nemmeno se lo immaginino. Ember e Dante Hill sono gli unici esemplari di draghi fratello e sorella, addestrati per infiltrarsi nella società degli uomini. Ember non vede l'ora di vivere come una teenager qualunque e godersi quell'unica estate di libertà che le sarà concessa, prima di ricoprire il ruolo a lei destinato dentro il regno di Talon. Ma l'Ordine è sulle loro tracce per terminare quanto non era stato fatto nel passato: annientarli tutti. Il cacciatore di draghi Garret Xavier Sebastian, però, non può uccidere, a meno che non sia sicuro di aver trovato la propria preda. E niente è certo quando si tratta di Ember Hill.

Ho avuto la possibilità di leggere questo urban fantasy/young adult dal 17 Settembre, grazie alla bellissima copia ARC fornita da Harlequin Mondadori.
E mi sono subito innamorata: dei draghi, di Ember e, ovviamente anche di Garrett.

Ma procediamo con ordine.
Ci troviamo nel nostro mondo, in California: tutto sembra normale, se non fosse che a Crescent Beach vivono sotto mentite spoglie due draghi.
Ember e Dante sono fratelli, e sono draghi in addestramento, sotto la vigilanza costante dell'organizzazione Talon. Protetti, guardati a vista ed educati da addestratori scelti, che hanno come compito quello di prepararli al loro futuro ruolo nell'organizzazione.
Talon si occupa di proteggere e mantenere nascosti i draghi sopravvissuti allo sterminio ad opera dell'Ordine di San Giorgio, di farli riprodurre e portarli, nel più assoluto segreto, verso un futuro migliore.

Ember, però, non è un drago rosso come gli altri, e appena ha inizio la prima fase del suo addestramento a Crescent Beach (inserirsi nella società umana) scopre che quel tipo di vita, tra sole, mare e surf, non le dispiace affatto.
Stringe amicizie, scopre un talento e soprattutto conosce Garrett.
Timido e impacciato quanto lei, ma per il quale prova una grande attrazione.
Sembra il primo, perfetto, grande amore: se solo potesse rivelargli chi è davvero...

Anche Garrett custodisce un segreto, però: fa parte dell'Ordine di San Giorgio, ed è arrivato a Crescent Beach proprio perché sulle tracce di un drago "dormiente", ovvero un drago giovane sotto copertura e infame di addestramento.
L'Ordine altro non è che un'organizzazione di stampo militare, e Garrett è uno dei loro soldati più validi.
Non sa che la persona che sta cercando disperatamente, per poterla uccidere, è proprio quella ragazza con i capelli rossi che gli fa battere tanto il cuore.
Questa è la copia ARC, il definitivo sarà rilegato <3
A complicare ulteriormente la situazione, ecco arrivare Riley (nome vero: Cobalt), un drago blu disertore in fuga da Talon, deciso a rivelarne a Ember la vera natura e portarla via con sé.
Quello che Julie Kagawa ha creato non è il solito triangolo amoroso, ma qualcosa di più: se Garrett, per Ember, rappresenta la possibilità di sentirsi umana e la capacità di provar dei sentimenti puri, Riley è colui che fa accendere di entusiasmo e di eccitazione il drago che è in lei.
Con Riley può volare, può sentirsi libera e non deve costantemente trattenersi.
Garrett ha il suo cuore, forse, ma Riley è come lei.

Partiamo con il dire che questo è uno dei rarissimi romanzi a più voci di cui ho amato ogni singolo narratore: Ember, Garrett e Riley si completano alla perfezione, e Julie Kagawa è bravissima a offrire al lettore tre diverse personalità e tre diversi modi di pensare e riflettere, uno per ogni personaggio.
I draghi mi hanno sempre affascinata, e in questo libro sono due le scene in cui sono veramente protagonisti: una abbastanza all'inizio del romanzo, che ci mostra Garrett e i suoi commilitoni alle prese con uno scontro diretto con un drago (ho apprezzato tantissimo questo capitolo, pieno di azione e dal ritmo incalzante) e ce ne offre quindi una versione aggressiva e mostruosa; una, invece, la troviamo più avanti, ed è l'incontro notturno tra Riley ed Ember, durante il quale assumono la loro vera forma e volano insieme tra cielo e mare. Stavolta essere un drago non è più essere un mostro, ma al contrario è sinonimo di libertà, potenza ed emozione.
Una scena bellissima, descritta in modo quasi cinematografico.
Ember e Riley voleranno fuori dalle pagine e si libreranno attorno a voi per qualche istante.
Forse avrei voluto più scene con loro in forma di drago, ma solo perché quelle che abbiamo sono splendide e quindi non mi sono bastate.

In questo libro nessuno è davvero chi o cosa dice di essere, e l'unica cosa profondamente vera è il sentimento che nasce tra Ember e Garrett. Con lei, lui riesce a dimenticare di essere un soldato, mentre con lui Ember scopre cosa sia un bacio dato con sentimento.
Non mancano però il divertimento, le battute, l'ironia: le schermaglie scherzose tra fratelli di Ember e Dante, le battute tra Tristan e Garrett, il sarcasmo di Wes.
Sì alla risata, quindi, oltre che all'amore.
Ho trovato il libro estremamente romantico, ma mai sdolcinato, e allo stesso tempo pieno di azione: corse in moto, rifugi segreti, un'organizzazione segreta e una milizia speciale che forse lo è ancora di più...
E il finale? Non potendovi (ovviamente) dire come finisce, vi dico solo che vorrete immediatamente il secondo volume. Girerete l'ultima pagina e direte "E adesso?!".
Ma tranquilli, il volume due, "Rogue", arriva nei primi mesi del 2016, sempre per Harlequin Mondadori. Non dovremo aspettare moltissimo!

Ha tutte le carte in regola per piacere a ragazze e ragazzi, ma anche a chi è più grandicello come me.
E' scorrevole, ben scritto, pieno di piccole situazioni ironiche e divertenti che alleggeriscono l'intreccio romantico, e con una corposa componente d'azione/strategica che ve lo renderà difficile da mettere giù.
Sono 4 stelline pienissime, ed è uno dei romanzi young adult più belli letti quest'anno.
Aspetto già "Rogue"!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 23 settembre 2015

"Parigi è sempre una buona idea" di Nicolas Barreau

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Parigi è sempre una buona idea" di Nicolas Barreau, edito da Feltrinelli (brossurato a 15€):
Parigi è sempre una buona idea, si sa. 
Innamorati o no, vale sempre la pena di passeggiare lungo le sue vie. Lì, in rue du Dragon, nel cuore di Saint-Germain, può capitare di imbattersi in un piccolo negozio che vende carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano per i suoi clienti ed è un’accanita sostenitrice dei rituali. Il "café crème" la mattina. Una fetta di "tarte au citron" nelle giornate storte. Il bicchiere di vino rosso dopo la chiusura. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita.
Ecco perché ogni anno, il giorno del suo compleanno, sale i 704 gradini della Tour Eiffel e, con il cuore in gola, esegue il suo piccolo rito: getta in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito.
Tutto cambia quando, un giorno, un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Nel tumulto, Rosalie non si accorge che si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare "La tigre azzurra", il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, il libro ottiene premi e riconoscimenti e viene messo al posto d’onore in vetrina.
Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, la giovane donna pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della "Tigre azzurra" sia sua…

Nicolas Barreau ci porta ancora una volta a Parigi, e stavolta in una piccola e deliziosa cartoleria gestita dalla singolare Rosalie.
Fin da bambina ha amato tre cose: disegnare, l'azzurro in ogni sua sfumatura, e Parigi.
Ogni anno per il suo compleanno esprime un desiderio in cima alla Tour Eiffel, ma è solo con l'incontro con Max Marchais che questi desideri iniziano a realizzarsi.
E' cresciuta con i suoi libri per bambini, e non le sembra vero di avere l'occasione di illustrare il suo nuovo libro.
"La tigre azzurra" è una splendida favola, che troviamo per intero nel romanzo ed è davvero graziosa,  e Rosalie ne resta subito affascinata, esattamente come quando era bambina.
E' solo con l'arrivo di Robert Sherman, un rumoroso e irrequieto americano che irrompe nel suo piccolo negozio urlando al plagio, che le carte in tavola cambiano.

Mi è piaciuto moltissimo, a cominciare dalle splendide descrizioni.
La cartoleria di Rosalie, la villa nel verde di Max, tutto è descritto con cura ma senza alcuna pesantezza. Ho desiderato di poter entrare in quel negozio e ordinare anch'io un desiderio di carta illustrato da Rosalie, e soprattutto avrei voluto assaggiare una fetta di tarte aux citron.
Dell'intrepida disegnatrice ho apprezzato il carattere schietto, la spontaneità e il romanticismo.

Robert e Max sono antagonisti fin dall'inizio, e portano nella vita di Rosalie scompiglio ma anche, e soprattutto, amore e amicizia.
Scopriremo solo verso la fine chi abbia scritto davvero (e per chi) la favola della tigre azzurra.
E a questo punto ci verrà svelato un romanticissimo e struggente retroscena che legherà i tre protagonisti ancora più profondamente.
Il protagonista indiscusso del romanzo è l'amore, quell'amore di cui Nicolas Barreau scrive sempre: l'amore romantico, pieno di sogni e di speranze, che a volte si realizzano e volte no.
L'amore di Rosalie per il disegno e per ogni sfumatura di azzurro, quello di Robert per la madre che non c'è più, e quello di Max per...
Questo dovrete scoprirlo voi.

Come sempre la prosa è scorrevole e pulita, con qualche termine francese qua e là per dare una nota di autenticità all'ambientazione, e il ritmo della narrazione è piuttosto sostenuto: si legge davvero velocemente, trascinati dagli eventi e dalla curiosità.
Chi ama fare piccole congetture qui avrà di che divertirsi, e chi sogna un finale romantico non sarà deluso.
Rosalie, Robert e Max troveranno, grazie a "La tigre azzurra", non solo amore e amicizia, ma un nuovo inizio. Per tutti  tre.

Consigliato ai fedelissimi di Nicolas Barreau, ma anche e forse soprattutto a chi si avvicina per la prima volta a questo autore. E' il perfetto mix di romanticismo e ironia, e non riesco a immaginare un compagno migliore per un pomeriggio di pioggia.
Se invece siete incuriositi dall'autore ma preferireste iniziare da qualcosa di più breve come, ad esempio, una novella, allora quella recensita qui potrebbe fare al caso vostro!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"La ricetta del vero amore" di Nicolas Barreau

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La ricetta del vero amore" di Nicolas Barreau, edito da Feltrinelli (brossurato a 6€):
Perennemente in ritardo. Bella come il sole. È socievole, estroversa e… irraggiungibile. L’amore di Henri Bredin – timido e un po’ goffo studente della Sorbonne – sembra del tutto senza speranza. Lui e Valérie Castel condividono la passione per gli stessi libri. Ma per Valérie, Henri è solo un compagno di studi e un buon amico, mentre per lui la ragazza con gli occhi acquamarina e il sorriso impertinente è la donna più charmante del mondo. Quando Valérie trascorre le vacanze estive sulla Riviera ligure e perde la testa per un italiano, a Henri crolla il mondo addosso. Non ha nessuna possibilità contro quell’uomo affascinante, ricco e di dieci anni più grande di lui. O forse sì? Un giorno, curiosando tra le bancarelle di libri usati lungo la Senna, si imbatte in un libricino rilegato in pelle. Si tratta di un manuale del XVI secolo che contiene pozioni e strani infusi e promette di svelare niente meno che la ricetta dell’amore eterno. Contrariamente a ogni logica, Henri decide di invitare a cena Valérie e di cucinare per lei un perfetto “Menu dell’amore”. Ma, tra tutte le sere possibili, quella è proprio la volta in cui la ritardataria Valérie decide di presentarsi nel piccolo appartamento di Henri con largo anticipo... Un’incantevole e deliziosa storia sulle gioie e i dolori del primo amore e sui momenti magici della vita.
Con otto “Menu dell’amore” dal libro personale di ricette di Nicolas Barreau.

Prequel di "Gli ingredienti segreti dell'amore", è un racconto (parliamo di meno di 60 pagine nette, quindi definirlo romanzo è un'esagerazione) molto dolce su un giovane imbranato alle prese con il primo amore, e su come la preparazione del menu perfetto lo aiuti a conquistare la ragazza dei suoi sogni.
Ammetto di averlo acquistato incuriosita dalla ricca sezione di ricette che segue la storia, perché un paio di queste mi hanno fatto venire l'acquolina in bocca già in libreria.

E' una storia forse un po' scontata, ma con qualche buon passaggio.
Mi ha divertita molto il personaggio di Valérie, perennemente in ritardo e in grado di inventare scuse sempre più fantasiose con professori e compagni: tra lei ed Henri c'è un rapporto cameratesco, nonostante gli sguardi ricolmi d'amore che lui lancia nella sua direzione, che mi ha fatta sorridere.
Tutta la sequenza in cui Henri trova il ricettario di pozioni e tentenna all'idea di acquistarlo, dicendosi quanto l'idea sia stupida e incapace allo stesso tempo di rinunciare, mi ha intenerita un po'.
Ma soprattutto, la cosa che ho trovato davvero simpatica è che, per una volta, l'amore DI UNA DONNA passa per lo stomaco: la situazione tradizionale con lei che cucina e lui che cade ai suoi piedi è rovesciata, e il finale è sì in parte un po' scontato (soprattutto se avete letto il romanzo  cui si riferisce la novella), ma allo stesso tempo non manca una nota divertita... E la complicità di un gatto.

Gli otto menu sono uno più goloso dell'altro, e di sicuro proverò qualche ricetta perché come non farlo?

Consigliato ai fan di Barreau a cui fosse sfuggito; a chi ama leggere, ma soprattutto mangiare (e qui mi sento chiamata in causa); a chi non dice mai di no a un po' di romanticismo, soprattutto se arriva insieme a delle ciliegie e a un gateaux aux chocolat. Rigorosamente en français.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 22 settembre 2015

September Empties/ I prodotti finiti di Settembre

Buon pomeriggio, fanciulle!
So che potrebbe essere presto per parlare di prodotti finiti del mese, ma ho iniziato a usare diverse cose nuove e quindi da qui a Ottobre dubito di finirne uno.
Ecco la carrellata di vuoti di questi 22 giorni:
Di molti di questi ho caricato una recensione e quindi rimando a quella:

Crema solare SPF30, John Masters Organics
Shampoo e Olio per capelli "Herbal Wellness", FUENTE
Siero per le mani, P2 Cosmetics

Veniamo invece al tonico all'estratto di Calendula di Kiehl's, che ho usato fino all'ultima goccia e adorato dall'inizio alla fine. Rinfrescante e perfetto per la mia pelle mista con tendenza a lucidarsi, se non lo riacquisto subito è solo per il prezzo un po' alto (37€ per il flacone in foto): aspetterò una delle offerte periodiche per prenderlo scontato!
Non riacquisterò proprio, invece lo shampoo solare "Olio Straordinario" di L'Oreal Paris Elvive: l'estate purtroppo è finita! Mi è piaciuto anche se, sinceramente, non ho visto una grande differenza rispetto a quando ho usato uno shampoo non-solare. Non so fino a che punto serva a qualcosa.
Il deodorante Dove in stick è stata una riscoperta perchè è stata la prima volta dopo mesi che ho preso un deodorante che non fosse roll-on. E con il caldo è stato ottimo, perché mentre quello liquido mi sembrava colasse ovunque questo restava al suo posto.
Passo da un deodorante Dove all'altro da anni, mi ci trovo benissimo e non credo di cambiare idea a breve.
E' finita anche l'acqua profumata per il corpo di Acqua alle Rose, purtroppo!
Questa la riacquisto di sicuro, perché costa 9,90€ e lascia un gradevolissimo profumo di rosa su tutto il corpo. C'è anche la versione al Borotalco, nello stesso flacone in vetro e allo stesso prezzo, ed è assolutamente da provare.
La fedele compagna dell'estate è stata quest'acqua termale di Vichy formato gigante, pagata pochissimo perché scontata da Parashop, e che ho spruzzato su gambe, braccia e viso più volte al giorno per contrastare il caldo torrido. Di solito uso questo prodotto solo nei mesi caldi, per mantenere fresca e idratata la pelle esposta al sole. Era un riacquisto, e conto di usarla anche la prossima estate.
Infine, la minitaglia di shampoo-doccia di Lavera, che ho usato solo come bagnoschiuma e ho trovato abbastanza delicato, e il bagnodoccia Dove al cetriolo, che ho adorato e già ricomprato.
Vi parlavo qui della nuova formulazione dei loro bagnodoccia, e dei tre che ho potuto provare forse questo è stato il mio preferito in assoluto.

Ecco, ora posso fare un viaggio al riciclaggio plastica e vetro.
Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Central Park" di Guillaume Musso

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Central Park" di Guillaume Musso, edito da Bompiani (brossurato a 18€):
New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.

Guillaume Musso è un romanziere di grande successo, di cui ho apprezzato diversi romanzi in precedenza tra cui "L'uomo che credeva di non avere più tempo" e "La ragazza di carta", ed ero molto curiosa di leggere "Central Park".
Ringrazio moltissimo Bompiani per la copia cartacea del romanzo, che mi ha fatto compagnia per due sere tenendomi sveglia fino a tardi perché DOVEVO sapere cosa sarebbe successo dopo.

La situazione di apertura è quella presentata dalla trama, e mi ha incuriosita moltissimo da subito: due sconosciuti si svegliano ammanettati e seduti su una panchina a Central Park.
Non si sono mai visti in vita loro, visto che lei vive e lavora a Parigi e lui stava tenendo un concerto a Dublino, e nessuno dei due ha la benché minima idea di come possano trovarsi a New York.
Strani numeri sono stati scarabocchiati e incisi sulla loro pelle, hanno una pistola a cui manca un proiettile e gli abiti di Alice sono macchiati di sangue.

Il romanzo è una lunga corsa attraverso New York, tra furti d'auto e di telefoni cellulare, ventiquattrore dal misterioso contenuto e rivelazioni sconcertanti.
Quello che Musso ha costruito con grande abilità è l'incrocio perfetto tra un thriller d'ispirazione anglosassone e un romanzo contemporaneo dal contenuto profondamente emotivo.

Alice, infatti, ha una storia straziante alle spalle, avendo perso le due persone più importanti della sua vita nello stesso giorno e sentendosi profondamente responsabile di entrambe le morti.
Gabriel, dal canto suo, arriviamo fino a pochi capitoli dalla fine senza sapere veramente chi sia, e questo mi ha resa sempre più curiosa.
Mi è piaciuto molto il suo personaggio, e una volta svelata la sua identità ne ho apprezzato ancora di più lo sviluppo nel corso del libro.

La prosa di Musso è scorrevole e pulita, senza che però manchino descrizioni in grado di catapultarti a New York accanto ad Alice e Gabriel.
I dialoghi sono semplicemente perfetti, soprattutto le parti in cui Alice è dispotica e Gabriel imperturbabile. Gli ho invidiato la sua flemma, perché ad Alice un paio di volte una tirata di capelli l'avrei data.
Il finale è quasi del tutto a sorpresa, e una volta raggiunto permette di apprezzare ancora di più l'intreccio e il suo sviluppo: è un romanzo costruito in modo ineccepibile, in cui tutto fila tutto quadra. 
Nulla è affrettato o tirato via, e proprio per questo funziona.
Unica nota negativa: io proprio no avrei appiccicato a una storia così quelle quattro facciate (di numero) "rosa" alla fine. Non servivano e non sono coerenti con il resto del romanzo.
Non so se fossero un "contentino" per il suo pubblico femminile o no, ma a me hanno fatto questa impressione.

L'intreccio funziona, la trama è avvincente e lo stile accattivante.
Ci ho trovato una cura incredibilmente nell'analisi psicologica dei personaggi, soprattutto quello di Alice,
Per me sono 4/5 meritatissime stelline, perché è un romanzo ben scritto, la cui trama mi ha incuriosita molto e che non si è fatto mettere giù fino a tarda notte. Ne ho tolta una per l'aggiunta smielata a mio parere del tutto superflua e incoerente.

Se amate Musso è sicuramente da leggere, e se come me siete nuovi ai thriller e magari ne preferite una versione più "morbida" questo è sicuramente adatto a voi.
Vi avverto che le pagine in cui Alice racconta a Gabriel la sua storia vi daranno una bella strizzata al cuore, ma il finale in parte vi consolerà.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 21 settembre 2015

Anteprima: "AFTER 4 - Anime perdute" di Anna Todd

Buon pomeriggio, fanciulle!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata all'anteprima di "AFTER 4 - Anime Perdute" di Anna Todd, edito da Sperling&Kupfer (rilegato a 17,90€) in uscita il 20 Ottobre 2015:
Tessa è pronta per iniziare una nuova vita a Seattle. Da sola. Troppe volte il suo cuore ha dimenticato le cose terribili che Hardin le ha fatto, ma ora la ragione non le permette di rinunciare oltre al suo sogno e alla sua dignità. E restare lontani, forse, farà bene a entrambi.
Mentre lei però cerca di ricominciare da zero, suo padre e Hardin inaspettatamente si avvicinano sempre di più. Che sia la prova che Hardin è cambiato e può diventare una persona migliore? O è soltanto una finzione? C'è ancora una speranza per loro? Tessa ci vuole credere e si getta ancora una volta a capofitto in questo tormentato rapporto. Eppure chi le sta accanto è convinto che la loro storia si immergerà presto in una nuova spirale distruttiva dalla quale Tessa non potrà uscire indenne. Riuscirà Tessa a dissipare le tenebre che Hardin ha in sé? 

E finalmente siamo arrivati al punto in cui la serie è tornata a piacermi!
La recensione di questo arriva la prossima settimana, perché corrisponde alla seconda parte del terzo volume della serie (erano 900 pagina in inglese, non oso pensare a quante ne sarebbero uscite in italiano. Da questo punto di vista dividerla non è stata un'idea priva di senso) e non vedevo l'ora di potervene parlare :)

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

Torta d'autunno al miele di castagno

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Bentornati nella mia cucina!
Oggi una nuova, dolce ricetta, dedicata al miele e ispirata al romanzo "La custode del miele e delle api" di Cristina Caboni.
Ecco cosa vi propongo:
Una torta semplice, un po' rustica, ma che inzuppata nel tè o con una leggera colata di miele in cima è la fine del mondo.
Vediamo subito gli ingredienti:

500g di farina
3 teaspoon di lievito (io uso quello vanigliato)
200g di zucchero di canna
3 teaspoon di bicarbonato di sodio
1 teaspoon di mix di spezie (cannella, noce moscata, magari un pizzico di zenzero)
2 uova
250g di burro
300ml di miele di castagno
300ml di latte

Premessa: il miele di castagno non è molto dolce ed è parecchio scuro.
Di conseguenza questa torta, nonostante tutto, non è molto zuccherina ed ha un impasto tendente al caramello, come tonalità.
Se usate un miele più dolce e/o più chiaro ovviamente il risultato sarà diverso.
Non aggiungendo le spezie, avrete una torta più dolce, altrimenti sarà il tipico dolce autunnale speziato.
E' completamente personalizzabile secondo il vostro gusto.

Ma veniamo a noi, e iniziamo riscaldando il forno a 160 gradi.
Se avete il forno a gas potete osare un 170 gradi, ma non di più altrimenti brucia in superficie.
Imburrate una teglia tonda con diametro di 25cm (o di altra forma ma di dimensioni equivalenti).
In una planetaria setacciate la farina con il lievito, e aggiungete il bicarbonato, le spezie e lo zucchero. Date una mescolata.
In una ciotolina sbattete le due uova e lasciatele da parte.
Sciogliete il burro nel miele in un pentolino, a fiamma bassa per non bruciarlo, e spegnete appena è omogeneo.
Aggiungete il latte a fiamma spenta, mescolate e lasciate raffreddare quasi del tutto prima di aggiungerlo alla planetaria insieme alle uova.
Mescolate tutto, e non spaventatevi se l'impasto ha questo aspetto:
Non è invitante, ma fidatevi.
Versatelo nella tortiera e infornate per un'ora.
La ricetta originale diceva "un'ora e un quarto/un'ora e mezza" ma la mia dopo un'ora era pronta quindi vi direi di fare così: mettere un timer a 50 min e controllatela, e fate gli ultimi minuti di cottura "a vista".
Non spaventatevi se scurisce in cima, se usate il miele di castagne viene un dolce scuro.
Fate la prova dello stuzzicadenti: infilatelo nel dolce, e quando vi esce asciutto è pronta.
Ma un dolce è più buono quando accompagna una deliziosa lettura, e quindi perché non sbirciate qui la mia recensione di "La custode del miele e delle api" di Cristina Caboni?
Potrebbe essere la lettura giusta per voi ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3