lunedì 18 dicembre 2017

"Natale a Parigi" di Mandy Baggot

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Natale a Parigi" di Mandy Baggot, edito Newton Compton (rilegato a 10€):
Ava e la sua migliore amica Debs sono appena arrivate a Parigi. È tutto perfetto e la neve che comincia a cadere è uno spettacolo meraviglioso. La Tour Eiffel brilla di una luce magica, ma tutto quello a cui Ava riesce a pensare è Leo, il suo ex, che l’ha tradita, spezzandole il cuore. Debs, determinata a restituire il sorriso all’amica, la trascina a fare shopping tra i mercatini di Natale, a passeggiare sul Lungosenna, a mangiare pain au chocolat. Piano piano, Ava comincia davvero a convincersi che non può sprecare la vita pensando agli uomini, fin quando la sua strada incrocia quella di Julien, un misterioso e affascinante fotografo, con un irresistibile accento francese e occhi così profondi che sembrano leggere dentro di lei. Ava non può ignorare le reazioni che si scatenano tra loro, ma non riesce a fidarsi e a lasciarsi andare. Tutto si complica quando per Ava arriva il momento di rientrare in Inghilterra...

Ava a pochi giorni da Natale non sta passando un gran bel momento, questo bisogna riconoscerglielo: il suo ragazzo e collega di lavoro, Leo, l'ha tradita e ora sembra incapace di smettere di chiamarla e bombardarla di loro vecchie foto; sua madre è un vero incubo, testarda com'è nel voler incanalare la figlia in una vita da moella che la ragazza non desidera assolutamente; il suo lavoro di agente immobiliare non le sembra più una grande idea.
È Debs, giornalista e sua amica del cuore, a sbloccare la situazione, trascinandola a Parigi con la scusa di farsi aiutare a scrivere due articoli.
Proprio nel momento meno adatto, e in una città a km e km da casa, Ava incontra Julien, fotografo in crisi dopo che un incendio devastante gli ha portato via la sorella e la gioia di vivere.
I due riconoscono nell'altro qualcosa di sè: la paura di buttarsi, di darsi una seconda occasione, di concedersi di essere davvero felici... ma chissà se troveranno il coraggio per dirsi che, giorno dopo giorno, si piacciono sempre di più!
Nella cornice romantica di Parigi a Natale, Mandy Baggot riesce a raccontare una storia d'amore semplicemente deliziosa, piena di divertimento ma scandita anche da momenti di scoramento.
Riesce a raccontare il dolore per la perdita di una persona importante quanto una sorella (da sorella, devo ammettere che troverei molto più difficile affrontare la morte di mio fratello piuttosto che quella di uno dei miei genitori. L'ho preso in braccio che aveva meno di un giorno di vita, e la sua vita è stata talmente intrecciata alla mia che mi riesce impossibile immaginare che lui possa non esistere più), e a farlo in modo non melodrammatico ed esagerato ma profondamente struggente.
Julien combatte ogni giorno con l'odio per se stesso per non essere riuscito a salvare Lauren, e con la sensazione che il mondo non possa riprendere a girare nel modo corretto ora che lei non c'è più.
Scorre sul telefono le sue foto, visita i luoghi che la sorella amava di più risentendo in testa le sue parole, ed è bloccato in un passato che non si sente pronto a lasciare.
In Ava ritrova parte dello spirito di Lauren, e per la prima volta dopo tanto tempo torna a sentirsi vivo.

Ava, dal canto suo, ha tante cose da chiarire prima di poter prendere davvero in mano le redini della sua vita: deve liberarsi una volta per tutte di Leo, e deve risolvere il grosso problema di sua madre e dei suoi sogni di flash e riflettori. Deve dirle una volta per tutte cosa vuole e non vuole fare, nella vita, cosa che non ha mai avuto il coraggio di fare.
Anche se, al momento, l'unica cosa che vorrebbe fare è passeggiare per Parigi insieme a Julien e riempirsi di Camembert (e come darle torto...).

Ho adorato Debs, l'amica shopaholic e romantica persa di Ava: mi hanno divertita moltissimo i suoi dialoghi con Ava, e il suo modo di relazionarsi con Didier, il migliore amico di Julien.
Li volevo insieme sin dal primo momento, perchè sembravano fatti l'uno per l'altra e ogni loro incontro confermava questa sensazione. È raro che in questi romanzi ci sia più di una coppia sotto i riflettori, e questo era sicuramente il romanzo di Ava e Julien, ma Debs e Didier mi sono entrati nel cuore all'istante.

E che dire di Parigi?
Ammetto che sono diventata molto scettica nell'affrontare romanzi ambientati a New York, Los Angeles, Londra e Parigi perchè nel 99% dei casi si tratta di luoghi mai visitati dall'autrice e si vede. Si vede quando la fonte sono i telelfilm e Google.
Ecco, stavolta (pensando anche ai miei ricordi di Parigi, delle sue case, dei suoi quartieri) Mandy Baggot è riuscita a farmi sentire davvero per le strade di una città.
Il suo raccontare Parigi attraverso le foto di Julien, le sue passeggiate con Ava, i mercatini di Natale e - soprattutto - i posti migliori in cui Ava potesse trovare uno spuntino delizioso me l'ha fatta percepire come una città vera, pulsante e vibrante di colore.
Il tutto in una splendida atmosfera natalizia, che fa venire voglia di cioccolata calda e salti nella neve.

La mia unica fonte di dispiacere è dovuta, stavolta, alla traduzione.
Troppi errori, con voci verbali sbagliate e dialoghi che risultano confusi, verbi coniugati in modo creativo e, in generale, l'impressione che sia stato tradotto di corsa e riletto sì e no.
Peccato, perchè la storia è davvero carina e sarebbe stato uno dei romanzi natalizi più simpatici letti quest'anno.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 15 dicembre 2017

Plumcake alla vaniglia, con la ricetta di Luigi Biasetto

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi ci infiliamo insieme in cucina, e lo facciamo con sottobraccio "Senza dolce non è vita" di Luigi Biasetto, edito Piemme (rilegato a 17,50€):
In ogni festa che si rispetti, che sia un compleanno o un matrimonio, un anniversario o una promozione, il momento clou, quello che sublima il senso dello stare insieme, è l'apparizione del dolce. Per tutti il dolce è sinonimo di gioia, convivialità, celebrazione, coccola, rimedio piacevole ai momenti no. Una festa senza torta è solo un incontro, ha detto qualcuno.
La pasticceria richiede tante qualità, precisione, attenzione, una certa capacità di rischiare. Poi ci vogliono buone materie prime, manualità e un po' di esperienza. Ma i veri ingredienti segreti sono passione e dedizione. Offrire un dolce preparato con le proprie mani è veramente un gesto d'amore, come dire: ti voglio bene, ti ho pensato, ho trovato il tempo per fare qualcosa per te. Forse è il dolce il vero apostrofo tra le parole t'amo. 
Un pasticcere innamorato della sua arte, uno che ha fatto del dolce la sua magnifica missione diventando uno dei più apprezzati e famosi al mondo, in un insolito mix di ricette, trucchi, aneddoti e perle di saggezza, insegna come realizzare i suoi dolci del cuore, dal semplice tiramisù o dalla panna cotta, ma con accorgimenti da professionista, a quelli più complessi come la sacher o il profiterole.
Mese per mese, in base alla stagionalità degli ingredienti, alle ricorrenze o semplicemente all'estro dell'autore, tante ricette imperdibili, corredate da consigli e curiosità, per celebrare il più effimero, ma il più indispensabile, dei sapori.

Chi non ha voglia di qualcosa di dolce, in questo periodo dell'anno?
Personalmente, amo i dolci più "rustici", quelli che sanno di casa, di conforto e che, per me, sanno d'amore. La torta di mele più buona del mondo resta quella di mia nonna, insomma.
E sfogliando il libro di Luigi Biasetto mi sono imbattuta in quella che sembrava proprio la ricetta giusta per me: quella per preparare il plumcake alla vaniglia.
Una ricetta semplice, ma proprio per questo rischiosa: quando avete solo un impasto da presentare,non potete sbagliare. non c'è glassa o decorazione elaborata che vi salvi, siete voi e il plumcake. Punto.

Una delle peculiarità del libro è quella di contenere ricette "raccontate", spiegate e introdotte, e l'effetto è quello di avere Luigi Biasetto in cucina insieme a voi, a dirvi di non spargere farina per tutto il bancone mentre la setacciate o di misurare con attenzione la temperatura del burro fuso prima di farlo colare nell'impasto.
Ecco la ricetta, che riporto con le sue esatte parole, e il risultato:

Il plumcake cucinato secondo questo metodo garantisce una morbidezza e una conservazione nel tempo molto lunga, oltre a mantenere i tradizionali profumi da “dolce della nonna”. È anche detto “quattro quarti” perché la ricetta è semplice da ri- cordare in quanto il peso di ciascuno degli ingredienti princi- pali corrisponde a 1⁄4 della somma.

Unire 150 g di zucchero semolato, 1 pizzico di sale, 75 g di farina per biscotti, 75 g amido di mais, 7 g di lievito chimico e 1⁄4 di baccello di vaniglia bourbon in una pla- netaria, mescolare con la frusta, quindi aggiungere 150 g di burro sciolto a 40°C e 150 g di uova temperate a 28°C. Montare per circa un minuto e mezzo, o comunque finché risulti un impasto liscio e semiliquido ma non troppo chiaro.
Con un po’ di burro a pomata, utilizzando un pennel- lo, imburrare abbondantemente gli stampi in ogni ango- lo quindi infarinare. Colare l’impasto fino a 3⁄4 dell’altezza dello stampo e cuocere per circa 35-40 minuti a 175°C in forno preriscaldato. Quando sarà sufficientemente freddo, sformare e lasciare raffreddare prima di servire.

Questo dolce potrà essere conservato per alcuni giorni purché chiuso in una scatola ermetica.

Servito tiepido risulterà ancora più piacevole.
Non mi aspettavo di riuscire ad ottenere un impasto così uniforme e un dolce così morbido, dorato fuori e cotto alla perfezione dentro: lo abbiamo affettato quando era tiepido, e che meraviglia!
Non è troppo dolce nonostante la nota di vaniglia, quindi è perfetto se, come noi, a colazione lo volete usare come base e spalmare allegramente con marmellate o creme, e si presta a essere anche glassato con facilità se avete in casa dello zucchero a velo e un paio di cucchiai di acqua a tempratura ambiente.

Non vedo l'ora di provare le altre ricette del volume, e vi consiglio di cercarlo in libreria perchè chi non vorrebbe imparare a preparare il dolce giusto per ogni occasione, a cominciare dalla colazione in famiglia?

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 14 dicembre 2017

TV Thursday #5: "The Crown", "Un principe per Natale", "Trulli Tales", "La cena di Natale"

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Anche questa settimana vi racconto cosa ho guardato negli ultimi sette giorni, a cominciare da "The Crown", di cui ho rivisto la prima stagione per poi tuffarmi a capofitto nella seconda, uscita l'8 Dicembre:
Serie strepitosa, che adoro e di cui pregusto già il rewatch che farò tra qualche mese quando avrò di nuovo voglia di abiti da sera, corone, conflitti...
Ma si avvicina il Natale, e ovviamente non potevo non guardare "Un principe per Natale", una produzione originale Netflix per il Natale 2017:
Molto romantico, intriso di spirito natalizio, assolutamente imperdibile se, come me, siete fan dei film natalizi di Hallmark Channel perchè lo stile è esattamente lo stesso.
E poi si resta tra principi, corone ed abiti da ballo...
Lunedì è iniziato "Trulli Tales" su Disney Junior, cartone animato ispirato ai trulli di Alberobello di cui vi avevo già parlato con entusiasmo (perchè dietro agli account social del cartone ci sono io XD), e di cui vi lascio il sito ufficiale qui - ci sono le ricette dei piccoli maghi chef e la bakery di Miss Frisella da stampare e colorare).
Tra i trulli di Trulliland, quattro piccoli maghi chef imparano a realizzare golose ricette e a diventare grandi, con l'aiuto di Miss Frisella e Nonnatrulla, di un ricettario magico e sì, anche di un cattivone imbranato che cerca di mettere loro i bastoni tra le ruote.
Infine, ho recuperato "La cena di Natale", sequel di "Io che amo solo te" e tratto dai fortunati romanzi di Luca Bianchini. Mi è piaciuto meno del primo, purtroppo, ma l'ho trovato ugualmente un film divertente e piacevole da vedere. Non è particolarmente natalizio, nonostante il momento dell'anno in cui si svolge, ma che dire? Gli occhi di Scamarcio compensano.

Voi cos'avete visto di bello questa settimana?
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 13 dicembre 2017

"Il regalo più grande" di Philip van Doren Stern

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il regalo più grande" di Philip van Doren Stern, edito Il Battello A Vapore (rilegato a 12€):
La notte della Vigilia di Natale George Bailey si sporge dal ponte sospeso sopra il fiume ghiacciato. Convinto di essere un fallimento, ha perso del tutto la speranza, quando dal nulla compare uno sconosciuto che gli offre il regalo più grande, quello di tornare indietro e vedere come sarebbe stato il mondo se lui non fosse mai nato.
Postfazione di Marguerite Stern Robinson.
Età di lettura: da 7 anni.

Ogni Natale mi sistemo sul divano, mi rannicchio sotto alla mia coperta preferita con una tazza di cioccolata calda e guardo "La vita è meravigliosa", diretto da Frank Capra nel 1946 e capace ancora oggi di incantarmi e commuovermi.
Il film è stato tratto proprio da questo racconto, uscito nel 1939 e tornato in libreria quest'anno: dovevo leggerlo assolutamente!

E mi è piaciuto davvero tantissimo, oltre a riempirmi di spirito natalizio.
George Bailey è un uomo dal cuore grande e dai solidi principi, che per una serie di sfortunate circostanze si è sempre trovato a mettere se stesso da parte per aiutare la sua famiglia, i suoi amici, i compagni di lavoro. Ha rinunciato a tutto, ma a un certo punto è pronto ad arrendersi: crede di aver fallito, e di non poter più sostenere la sua famiglia, o coloro che ama e che dipendono da lui.
Per fortuna, a impedirgli di compiere un atto estremo, c'è un angelo alle prime armi, ancora in attesa delle sue ali, pronto a mostrargli che il mondo, se lui non fosse esistito, sarebbe stato un posto peggiore. E che c'è ancora speranza, anche per lui.

Una storia senza tempo, perfetta per questo periodo ma da riscoprire non solo a Natale, perchè il messaggio di amore e speranza racchiuso tra le sue pagine va portato nel cuore tutto l'anno.
Consigliatissimo, anche come pensiero speciale da infilare nella calza la notte della Vigilia.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 12 dicembre 2017

Anteprima sotto l'albero: "L'ospite inatteso" di Patricia Gibney

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'ospite inatteso" di Patricia Gibney, edito Newton Compton (rilegato a 10€) in uscita il 4 Gennaio:
La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» 
La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino...

Lottie Parker non è una donna semplice, anzi: reagisce allo stress contando ossessivamente gli elementi attorno a se (le bottiglie dietro al bancone di un bar, gli uccelli appollaiati su un filo elettrico, e via dicendo), ha un atteggiamento di sfida nei confronti dei suoi colleghi che la rende spesso fastidiosa e non è molto brava a seguire gli ordini quando non la convincono del tutto.
Deve seguire le direttive di un uomo che occupa una poltrona che le sarebbe spettata di diritto, e dovrebbe decisamente dare un taglio al cibo spazzatura, volendo evitare un infarto prima dei cinquant'anni.
Ma è anche una detective capace, determinata e piena d'ingegno, e sono queste qualità ad emergere quando il cadavere di Susan Sullivan viene ritrovato in una chiesa.
La donna è stata uccisa e abbandonata, ma perchè? Per chi poteva costituire una minaccia?
L'indagine la porterà ad affrontare cose che credeva di essersi lasciata alle spalle, e non sarà affatto facile per Lottie restare lucida, fredda e imparziale...
Mi è piaciuto moltissimo.
Sarà l'overdose di zucchero provocata dalla carrellata di letture natalizie, ma avevo bisogno di un libro così, adesso, e "L'ospite inatteso" è stata una delle migliori letture del mese.
In Lottie Parker ho trovato una donna resa forte dalle proprie debolezze, un mix di acciaio e morbidezza che mi ha ricordato Kim Stone, la tostissima detective di Angela Marsons, e non è un caso: le due autrici condividono non solo l'editore (Bookouture) ma anche il pubblico.
Anche Lottie è sola, e anche per lei il passato rappresenta qualcosa di doloroso che le rende difficile lasciarsi andare nel presente. Anche Lottie dà tutta se stessa sul lavoro, per compensare i vuoti nella sua vita privata.

Ma quello che rende "L'ospite inatteso" un thriller da leggere assolutamente è il suo intreccio.
Patricia Gibney padroneggia una trama complicata e un intreccio complesso, che affonda le radici in un passato oscuro posto negli anni Settanta e che porta il lettore avanti e indietro nel tempo grazie a flashback e ricordi senza che il tutto appaia forzato o poco lineare.
È un passato fatto di abusi a sfondo sessuale, di violenza, di omicidi impuniti che influenzano le vite delle vittime ancora oggi, e di domande portate poi nel cuore per tutta la vita che trovano una risposta, seppur dolorosa e difficile da accettare.
Lottie ha perso un fratello e ha di fatto perso anche se stessa, e risolvere il caso più complesso della sua carriera (finora) l'aiuta a concedersi finalmente la possibilità di andare avanti.
Tenete d'occhio Boyd, il collega di Lottie. Ve la butto lì così, senza dirvi di più.
Quello che posso dirvi è che "L'ospite inatteso" è un thriller impeccabile, pieno di tensione e che si legge tutto d'un fiato. Ed è anche il thriller con cui iniziare il 2018: vi toglierà il respiro.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 11 dicembre 2017

Letture sotto l'albero: "L'uomo del labirinto" di Donato Carrisi

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "L'uomo del labirinto" di Donato Carrisi, edito Longanesi (rilegato a 19€):
L'ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l'avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d'ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l'Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l'unico a inseguire il mostro. Là fuori c'è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l'ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c'è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine... E questa è l'occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L'Uomo del Labirinto l'ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.

Alzi la mano chi non vedeva l'ora di leggere un nuovo romanzo di Donato Carrisi!
Dopo aver visto al cinema proprio quest'autunno "La ragazza nella nebbia", era il momento di tornare  ad immergersi in una delle appassionanti storie scaturite dalla penna di uno degli autori italiani più apprezzati (anche da me).

E "L'uomo del labirinto" non delude, anzi!
Sin dalla premessa, che vede la storia aprirsi non con un assassinio o un rapimento, ma con l'improvviso stato di libertà della vittima, Samantha.
Sconvolta, confusa, ferita nel corpo e nello spirito, apparentemente non è in grado di aiutare granchè le autorità in quella che potrebbe essere una delle azioni di polizia più delicate, la cattura dell'Uomo del Labirinto. Per la donna, infatti, si è trattato di alcuni mesi di paura, ma nel mondo "reale" sono passati quindici anni. Cosa sia successo a Sam per confonderla sino a questo punto è qualcosa che quasi si ha paura di scoprire, ma soprattutto ci si chiede: chi è l'Uomo del Labirinto?
E dove si è rifugiato? Come ha fatto la donna a fuggire?
Domande che trovano risposta nelle 400 pagine che vi aspettano in libreria, e credetemi: "L'uomo del labirinto" va letto con la luce accesa.

Trovo poche cose spaventose quanto la prospettiva di essere tenuta prigioniera: per molti versi, trovo preferibile una morte improvvisa e rapida.
I romanzi come "L'uomo del labirinto" giocano con questa e con un'altra delle mie grandi paure: non poter fare del tutto affidamento su ciò che credo essere vero.
Perdere il senso del tempo e della realtà è per me molto più terrificante di perdere un braccio, perchè se non sai chi sei, dove sei o in che momento ti trovi, non hai coscienza di te.
Donato Carrisi si addentra in quello che è a sua volta un misterioso labirinto, quello della mente umana, e ci accompagna in un viaggio cupo, pieno di dubbi e di paura, e lo fa mettendoci nelle mani di un personaggio molto singolare: Bruno Genko.
Non è un investigatore qualsiasi, anzi: probabilmente è uno di quei (pochi) personaggi che, a distanza di anni da ora, ricorderete con lucidità.
Ricordo o auto-inganno? Percezione o illusione?
Quanto di ciò che Sam ritiene essere parte della sua spaventosa esperienza è realmente accaduto, e soprattutto, quale sarà la chiave per trovare l'Uomo del Labirinto prima che sia troppo tardi?
E poi, Samantha è davvero chi dice (o crede) di essere?
Precipitatevi in libreria. Adesso.
La risposta a queste domande è in uno dei romanzi migliori che leggerete quest'anno.
Consigliatissimo: Donato Carrisi non si batte, mai.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"La signora dei gomitoli" di Gisella Laterza

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La signora dei gomitoli" di Gisella Laterza, edito Rizzoli (brossurato a 12€):
"La Signora è sempre in viaggio. Trova storie per le strade, dentro i pozzi, sotto i baffi dei gatti. Quando arriva in una nuova città, si siede in mezzo alla piazza, solleva la valigia, tira fuori i gomitoli, li srotola. Intreccia i fili e inizia a raccontare. Attorno a lei si radunano molte persone, soprattutto bambini, non perché le sue storie siano solo per loro, ma perché i bimbi, si sa, sono più attenti."
Le fiabe della Signora dei Gomitoli percorrono l'Italia intera, da Torino a Otranto, da Bergamo a Napoli. Per scoprire che in cima alla torre più alta di Bologna viveva un tempo una principessa di nome Garisenda; che a Milano c'è una casa con l'orecchio e che se le si sussurra un desiderio, è sicuro che si avvererà; che i primi abitanti di Lampedusa si chiamavano Sinibaldo e Rosina e amavano le tartarughe che venivano dal mare.

Niente fa Natale più di una favola, giusto?
E quelle di Gisella Laterza sono davvero speciali, perchè raccontano leggende e svelano i magici retroscena di alcuni dei luoghi più belli e peculiari d'Italia, catturando l'attenzione e il cuore del lettore sin dalle prime parole.
Le quattordici favole della signora dei gomitoli sono un lasciapassare per viaggiare tra Milano e Bologna, tra Napoli e Verona, passando per Lucca e Lampedusa.
Incontrerete Idro ed Eloisa in quella che forse è la favola più romantica dell'antologia (separati dal malvagio principe Malvus, condividono una sola notte d'amore prima di separarsi per sempre), scoprirete perchè a Milano c'è una casa con un orecchio di bronzo ben visibile accanto alla porta d'ingresso - e cosa succede se gli sussurrate un desiderio - e saprete perchè per Lampedusa le tartarughe sono creature speciali. E anche perchè non bisogna autocompiacersi troppo della propria bellezza, perchè non si sa mai... qualcuno potrebbe portarvela via.

Ogni fiaba è lunga poche pagine, ed è la lettura perfetta da fare sotto l'albero bevendo cioccolata calda, o al calduccio sotto la piumone prima di dormire.
Consigliatissimo a lettori di ogni età, io non sono una bambina già da un po' ma l'ho divorato e un paio di storie mi hanno davvero preso il cuore.
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

domenica 10 dicembre 2017

"Miracolo sulla 5ª strada" di Sarah Morgan

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Miracolo sulla 5ª strada" di Sarah Morgan, edito HarperCollins (rilegato a 14,90€):
Delle tre socie di Urban Genie, Eva Jordan è la più romantica e il Natale, con le sue luci e l'atmosfera magica è in assoluto il periodo dell'anno che preferisce. Certo, l'idea di passare le vacanze da sola non è il massimo, ma non ha intenzione di abbandonarsi all'autocommiserazione visto che ha la possibilità di trascorrere qualche giorno a lavorare in uno spettacolare attico nella 5a Strada: Manhattan è senz'altro il posto più bello per godersi lo spettacolo della città addobbata a festa, e una spruzzata di neve non farà che rendere più suggestivo il panorama. Quando arriva, però, scopre che il lussuoso appartamento è ancora occupato dal suo affascinante - e molto misterioso - proprietario, Lucas Blade. Quello che il celebre giallista sta vivendo, più che un miracolo di Natale è un incubo: con la consegna del nuovo romanzo minacciosamente vicina e l'anniversario della defunta moglie che incombe, si è tappato in casa, solo, in compagnia del proprio dolore. Non vuole interruzioni né decori natalizi, e soprattutto non ha intenzione di lasciarsi distrarre dall'intrusa che sostiene di essere stata mandata lì da sua nonna per addobbargli la casa. Ma quando la nevicata assume proporzioni epiche ed Eva si ritrova bloccata nell'attico insieme a lui, Lucas a poco a poco si apre alla magia che quella donna bellissima ed effervescente ha portato con sé. E scopre di essere finalmente pronto a credere che a Natale tutto è possibile... anche trovare l'amore.

Potevo forse mancare all'appuntamento annuale con Sarah Morgan e il suo romanzo natalizio?
Assolutamente no, e la storia di Eva e Lucas è stata davvero la lettura perfetta per questo periodo dell'anno.

Romanticissima lei (avevamo già avuto modo di scoprirlo nei due volumi precedenti della serie) e autore di romanzi terrificanti lui, i due non potrebbero essere più diversi.
Eppure chissà, magari essere costretti alla reciproca compagnia a causa della neve potrebbe essere la scusa giusta per conoscersi e scoprire che, in fondo, non sono poi così diversi: Eva ha il cuore pieno di dolore dopo la scomparsa dell'adorata nonna, e quando incontra Lucas riconosce in lui un'altra persona sola, che vive la perdita di qualcuno di importante.
Certo, lei trova conforto tuffandosi nella frenesia natalizia, nelle luci, negli addobbi e nella cucina (sua vera passione), mentre lui si è chiuso in se stesso e nel suo antro da scrittore, riversando sulla carta parole dure, taglienti, che fanno paura.
Peccato che ora alla ragazza sia stato affidato il compito di addobbare per Natale la casa di Lucas, e che lui non ne sia esattamente entusiasta...
Bello, bello, bello!
Ancora una volta Sarah Morgan ha fatto centro, con una storia d'amore emozionante e intrisa di spirito natalizio, in cui tutto, ma proprio tutto, fa battere il cuore.
La solitudine di Lucas, che lo sta uccidendo lentamente, è dolorosa ma è anche ciò che lo avvicina ad Eva; l'entusiasmo della ragazza per il mese più scintillante dell'anno, per le decorazioni, gli addobbi e le luci cela una ricerca costante di conforto nella quale Lucas può ritrovare il suo rifugiarsi nella scrittura.
È appassionante il percorso che li porta ad avvicinarsi, a comprendersi e ad innamorarsi, e la neve fuori dalla finestra contribuisce a rendere il tutto più magico.
La lettura perfetta per le più romantiche e per le fan più sfegatate del Natale, senza dubbio!

Consigliatissimo a tutti i fan di Sarah Morgan perchè è uno dei miei romanzi preferiti dell'autrice, e agli amanti del Natale perchè lo si respira davvero in ogni pagina: mettete sul fuoco il pentolino del latte e preparate il cacao, perchè per questo serve una cioccolata calda.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3