mercoledì 26 luglio 2017

My Beauty Box: apriamo insieme quella di Luglio!

Buon pomeriggio a tutte, fanciulle!
La MyBeautyBox di Luglio è arrivata qualche giorno fa, e ora che l'ho finalmente spacchettata e fotografata posso raccontarvi cosa contiene e cosa ne penso.
Inizio con il dire che anche per questo mese il rapporto qualità/prezzo è ottimo, e che il valore della box (intorno ai 54) supera di molto il suo prezzo al pubblico di 14€.
Ma vediamola insieme, a partire da ciò che mi ha conquistata e che mi incuriosisce provare!
AMICA lancia sui social il suo progetto di una community beauty, e regala alle clienti MyBeautyBox una bellissima borsa estiva, perfetta per la spiaggia e che è sicuramente un ottimo e graditissimo bonus.
Bioderma, marchio che adoro, è presente con la sua Hydrabio (50ml), un'acqua idratante da erogare sul viso e sul collo per contrastare disidratazione, secchezza, lucidità, stress da caldo, ecc.
Perfetta per l'estate, soprattutto se siete ancora a cuocere in città come la sottoscritta.
La crema corpo Rudy nella profumazione Dalia Nera (250ml) mi incuriosisce molto, e sono felice che abbia un erogatore che ne dosi la giusta quantità, perchè quando si tratta di spremere la crema fuori da un tubo esagero sempre e mi sembra di buttarla via.
Il flacone è davvero bellissimo, e farà un figurone sul mio comodino - in fondo anche l'occhio vuole la sua parte ;)
Davines è un ottimo marchio di prodotti dedicati alla cura e allo styling del capello, e ogniestate la linea SU torna a proteggere le nostre chiome dal sole. La taglia viaggio (50ml) dello shampoo-doccia doposole mi ha accompagnata al mare anche le scorse estati, ed è davvero un prodotto favoloso quindi EVVIVA per la sua presenza in questa box!
Ora, ahimè, passiamo a ciò che mi è piaciuto meno.
Ora, io adoro Essence Cosmetics. Chi segue il blog lo sa, e anzi, se c'è un marchio del quale acquisto ripetutamente i prodotti è proprio questo.
Ma ciò che amo di MyBeautyBox è proprio la possibilità di scoprire prodotti e marchi nuovi: avrei potuto apprezzare di più l'inserimento di uno dei nuovi prodotti nella box di Settembre, per esempio, ma un mascara volumizzante waterproof già in giro da un po' e che sostanzialemnte chiunque può comprare senza pensarci due volte (costa circa 3€)... non so.
Stesso discorso, più o meno, per lo scrub corpo di Kaloderma.
È un prodotto da supermercato e anzi, gli riconosco di essere uno dei migliori scrub reperibili a bass(issim)o costo, ma proprio per questo... non so quanto ci sia bisogno di una beauty box per "scoprirlo". Ho apprezzato tantissimo invece il fatto che fosse presente nella box in una pratica dose che può bastare per un'applicazione (o due, se lo usate solo su gambe e piedi come a volte faccio io) e che è perfetta da portare via.
Stessa obiezione per l'ampolla rigenerante in 1 minuto di Pantene: è un buon prodotto, ma è anche spesso in promozione e non so, trovare il campioncino con un'ampolla nella box mi ha convinta solo in parte. Io le uso, e anzi, ne ho sei nella mia scorta al momento, con questa sono sette.
Avrei rinunciato al mascara Essence per avere la confezione completa di queste, per esempio.
Cosa non fattibile visto che ovviamente si tratta di due aziende diverse, ecc. ecc., ma avete capito cosa intendo.
Invece sono contenta per la crema antirughe 7 in 1 di Olaz, perchè del marchio uso già con tantissima soddisfazione la CC Cream e sono sicura che questa sarà una buona crema da usare dopo l'estate.
Ultimo, e questo possiamo dire che fosse il prodotto di lifestyle del mese, un integratore Aquilea di Magnesio, Zinco, Potassio e Ginseng al gusto Mojito.
La confezione include 4 bustine e l'assunzione consigliata è di due al giorno, quindi è possibile assumerlo per 2 giorni.
Ammetto di non essere una fan degli integratori, perchè sono convinta che con una dieta variata e senza restrizioni autoimposte di fatto i nutrienti vengano assunti tutti, MA mi incuriosisce il fatto che sappia di Mojito, il mio secondo cocktail preferito dopo il Gin Tonic.
E poi chissà, magari al rientro dai miei dieci giorni di mare sarà bello darmi questa spinta in più per due giorni e sentirmi più carica ;)

La box è sicuramente promossa, perchè nonostante ci siano quei tre prodotti che non mi hanno emozionata (che, ripeto, non hanno conquistato ME ma che considero comunque buoni prodotti) è come sempre ricca, variata e capace di coprire le differenti esigenze di noi beauty lovers. 14€ sono davvero una cifra accessibile, pensando a ciò che si riceve, e non manca mai di proporre marchi di fascia medio-alta accanto a quelli più commerciali.
Vale assolutamente la pena di provare a riceverne almeno una, e a questo proposito ecco un'anticipazione su quello che vi aspetta ad Agosto:
Sono curiosissima di scoprire Skin Oxygen di Biotherm, e che dire di quella bella maschera viso lenitiva di Natyr? Adorabile *^*
Se ordinate la box di Agosto utilizzando il codice IMPI958 qui potete provare la vostra prima box con il 10% di sconto ;)

Un bacio a tutte, fanciulle!
A presto <3

"Odioamore" di Penelope Ward

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Odioamore" di Penelope Ward, edito Newton Compton, in uscita il 14 Agosto:
Condividere una casa per le vacanze con un coinquilino sexy da morire dovrebbe essere un sogno che diventa realtà, giusto? Non se si tratta di Justin... l'unica persona che abbia mai amato... e che ora mi odia. Quando mia nonna è morta e mi ha lasciato metà della casa sull'isola di Aquidneck, c'era una trappola: l'altra metà appartiene al bambino che ha aiutato ad allevare. Lo stesso bambino che si è trasformato nell'adolescente a cui ho spezzato il cuore anni fa. Lo stesso adolescente che ora è un uomo con un corpo mozzafiato e una personalità complicata. Non lo vedevo da anni, e ora ci ritroviamo a convivere perché nessuno dei due è disposto a rinunciare alla casa. La cosa peggiore è che non è da solo. Ho capito presto che c'è una linea sottile tra amore e odio. Ho potuto guardare attraverso quel sorriso arrogante. Il ragazzino che conoscevo è ancora lì sotto. E anche il nostro legame. Proprio ora che non posso averlo, non l'ho mai desiderato di più.

Bello, bello, bello!
L'ho divorato in lingua originale in due sere, e sono felicissima che Penelope Ward invada così di botto le librerie e gli store digitali con tre titoli nel giro di un paio di mesi perchè se lo merita.
Probabilmente il 14 Agosto sarò in spiaggia, ma non potevo non raccontarvi la storia di storia di Justin e Amelia, e della piccola Bea che non va assolutamente dimenticata perchè ha un ruolo importantissimo *^*

Justin e Amelia erano grandi amici, da bambini, amicizia rafforzata dal fatto che la nonna di Amelia si prendeva cura di entrambi e che, una volta adolescenti, l'affetto che li legava si è trasformato in qualcos'altro.
Poi la vita si è messa in mezzo, e Amelia si è allontanata, ferendo profondamente Justin e, nel mentre, anche se stessa.
Balzo in avanti: la nonna di Amelia, alla sua morte, lascia in eredità alla nipote (invece che alla figlia - e madre da incubo di Amelia -, scatenando le sue ire) la sua bella casa sul mare, a cui sono legati tanti ricordi felici di Amelia... o meglio, gliene lascia metà.
L'altra metà è di Justin, perchè la nonna non ha mai smesso di occuparsi di lui e volergli bene.
È così che i due si ritrovano, Amelia fresca di rottura da un uomo che l'ha tradita e Justin felicemente fidanzato con una ragazza adorabile.
Dire che Justin sia ostile nei confronti di Amelia sarebbe riduttivo, ma del resto non è così facile dimenticare anni di silenzio alla prima tazza di caffè bevuta insieme.
Ciò che li unirà davvero, e che li metterà davanti a una serie di scelte importanti, sarà Bea.
La figlia arrivata senza preavviso, che Amelia si trova a dover crescere da sola e della quale Justin non potrà fare a meno di innamorarsi...

Ok, io ve lo dico subito: la piccola Bea è la protagonista assoluta del romanzo.
Senza di lei, i due innamorati-arrabbiati-di nuovo innamorati probabilmente sarebbero rimasti a guardarsi di nascosto, lanciarsi frecciate e borbottare dietro le loro tazze di caffè.
La bambina stravolge la vita di Amelia, ma soprattutto prende tutte le paure e le certezze di Justin e le fa volare dalla finestra: il ragazzo che si era ripromesso di non farsi spezzare il cuore un'altra volta si trova a dormire meglio quando Bea è tra le sue braccia, a suonare meglio quando lo fa per la bambina e a desiderare che i loro momenti insieme durino ben oltre l'estate.
A farvi innamorare di Justin non saranno infatti solo il cuo corpo perfetto e il fatto che sia un musicista, capace di scrivere canzoni meravigliose (di cui trovate i testi nel romanzo), ma sarà soprattutto vederlo interagire con Bea e il modo in cui la difenderà a spada tratta sin dall'inizio.

Amelia, dal canto suo, arriva in quella casa da persona irrisolta e un po' allo sbando, ma Bea la salva.
Trovarsi incinta di un ex che ti ha ferita potrebbe essere la cosa peggiore del mondo, e invece la bambina fa' sì che Amelia sia costretta a organizzare la sua vita, a rispettare le scadenze, a pianificare, a procurarsi ciò che le serve con efficienza.
Ed è grazie a Bea se Amelia e Justin riescono davvero a tornare a comunicare, al di là del desiderio fisico e di tutto ciò che si dicono senza parlare.
Desiderio che non manca e che rende alcune pagine del romanzo davvero bollenti, preparatevi: se c'è una cosa che Penelope Ward sa fare, oltre  aracconatre i sentimenti, è raccontare la passione.

Mi è piaciuto moltissimo, perchè oltre a farmi battere il cuore e a commuovermi - più di una volta - "Odioamore" mi ha anche divertita molto, e quando sono arrivata all'ultima pagina ne avrei volute cento in più. O in alternativa avrei voluto un Justin tutto mio.
Consigliatissimo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 25 luglio 2017

"The Winner's Curse - La maledizione" di Marie Rutkoski

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "The Winner's Curse - La maledizione" di Marie Rutkoski, edito Leggereditore (rilegato a 14,90€), in uscita il 27 Luglio:
In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce i schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni... Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare...

La scorsa primavera Leggereditore ha coinvolto noi blogger in un progetto davvero divertente: ci ha invitate a Roma, e ci ha chiesto di scrivere una lista dei desideri.
Autrici e autori mai tradotti, serie che avremmo voluto leggere, autoconclusivi imperdibili che proprio avrebbero dovuto tradurre e portate in libreria anche qui.
Non sapevamo quando (o cosa) avremmo potuto stringere tra le mani, e poi la notizia: la trilogia di Marie Rutkoski, che diverse di noi avevano segnalato, arriverà in Italia!
Ero entusiasta e sono corsa a leggere il primo volume sul fidato iPad2, venendo immediatamente catturata dal mondo di Kestrel ed Arin, e dalla loro storia.

Kestrel, figlia del generale Trajan, è un membro dell'alta società Valoriana.
Vive in un palazzo, è istruita e ben vestita, e divide il suo tempo tra le lezioni di combattimento, le partite a quello che, da come viene descritto, sembra una via di mezzo tra il poker e il domino, le cavalcate.
Si gode più che può la sua temporanea libertà perchè secondo i costumi della società valoriana entro tre anni dovrà decidere se arruolarsi al fianco di suo padre o sposarsi, avere dei figli e occupare quindi un posto da "consorte" nel bel mondo.
Kestrel non è particolarmente entusiasta di nessuna delle due opzioni, soprattutto perchè nessuna dele due contempla la possibilità di continuare a suonare il suo pianoforte: nell'alta società, infatti, a suonare sono gli schiavi, i padroni si limitano a godere della musica.

Lo studio e la pratica della musica sono solo due degli atti sovversivi di Kestrel, nota nella sua cerchia per essere imbattibile al gioco e per aver donato la libertà alla schiava che si è occupata di lei da bambina, spendendo parte della sua eredità per farle costruire un'abitazione e continuando a interessarsi a lei e al suo benessere.
Ma se queste sono piccole cose, che la rendono eccentrica ma non pericolosa, quello che Kestrel fa all'inizio di "The Winner's Curse - La maledizione" è decisamente più estremo: acquista d'impulso uno schiavo herrano dallo sguardo fiero, che nonostante la sua terra e la sua gente sia stata sconfitta e conquistata dai valoriani non sembra essersi ancora piegato.
Riconosce in lui la sua stessa perseveranza e la sua stessa voglia di non piegarsi a delle leggi non giuste, forse, o magari sono solo i suoi splendidi occhi a farle decidere di spendere così il suo denaro.
Quello che non sa è che Arin non è uno schiavo herrano qualsiasi, e che più tempo passerà in sua compagnia, più il suo cuore e la sua mente si apriranno a sentimenti e pensieri nuovi...
La mappa originale della serie:
mi ha aiutata moltissimo a comprendere
gli spostamenti, le campagne militari passate e in corso,
i piani di Arin e Kestrel.
Un primo volume a cinque stelle per la trilogia di Marie Rutkoski, perchè in questo romanzo troverete tutto: giochi di potere, tradimenti, trame intessute con maestria nell'ombra, amore, lealtà e, soprattutto, tantissimi colpi di scena.
L'autrice ha lavorato moltissimo alla costruzione di un mondo nel quale confluissero elementi della distopia classica, del romanzo d'avventura e della società settecentesca, in un mix irresistibile del quale è impossibile non volere di più, e subito.
Da appassionata di storia non ho potuto fare a meno di paragonare la società valoriana a quella romana, soprattutto per la loro preparazione e strategia militare e per il loro modo di gestire le popolazioni conquistate, oltre che per la tendenza ad inglobarne le tradizioni più nobili (le arti, ad esempio, erano il punto d'onore degli herrani, così come alcune abitudini più ricercate come l'uso delle posate a tavola) e alcune credenze religiose.

Se Kestrel è perfetta nel suo ruolo di protagonista femminile pronta a ribellarsi al sistema e a ingegnarsi per farlo nel modo che faccia meno male a chi ama, nella migliore tradizione di questo tipo di romanzi, la vera star è sicuramente Arin.
È nella creazione del suo personaggio che l'autrice ha superato se stessa, in questa figura sempre ambigua, mai completamente trasparente, spesso incoerente ma allo stesso tempo dotata di una fredda lucidità che spesso sembra mancare, per esempio, a Kestrel.
La storia di Arin ci viene svelata piano piano, così come il suo vero ruolo nella società e il suo vero piano, ed è il personaggio che regala più emozioni e più sorprese durante la lettura.
In lui Kestrel trova qualcuno capace di sfidarla senza abbassare lo sguardo, di stimolare la sua curiosità e di suscitare in lei un sentimento vero, e poco importa che il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto. Arin fa sentire Kestrel viva come mai prima.

Tra duelli, guerre, attentati, incendi e fughe rocambolesche "The Winner's Curse - La maledizione" è un libro ad altissimo tasso di adrenalina, impossibile da posare prima di averlo finito e del quale vorrete leggere il seguito SUBITO.
E non può certo mancare una lettura così alla vostra estate, giusto?

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 24 luglio 2017

"Diabolic" di S.J. Kincaid

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Diabolic" di S.J. Kincaid, edito Chrysalide/Mondadori (rilegato a 19,90€):
Un diabolic non conosce la pietà.
Un diabolic è potente.
Un diabolic ha un solo compito:
proteggere la persona per la quale è stato creato.
E per farlo è disposto a tutto.
Per Nemesis questa persona è Sidonia, unica erede del senatore von Impyrean, noto in tutta la galassia per i suoi contrasti con l'Imperatore. Anche se sono cresciute insieme, l'una accanto all'altra, il loro non è un rapporto tra pari. Nemesis, se necessario, darebbe la vita per Sidonia. E non esiterebbe a eliminare chiunque ne mettesse in pericolo la sicurezza. Sidonia, infatti, è tutto il suo universo. Senza di lei, la diabolic non avrebbe ragione di esistere. Perciò quando l'Imperatore della galassia, uomo crudele e assetato di potere, convoca Sidonia a corte con l'intento di prenderla in ostaggio e colpire così il padre ribelle, a Nemesis non resta che una soluzione per proteggerla: sostituirsi a lei e partire alla volta del palazzo imperiale. Una volta lì, mentre l'incombere della ribellione inizia a far tremare l'Impero, Nemesis si ritrova catapultata in un mondo di individui ambigui e corrotti, e scopre così in sé un'umanità ben più profonda di quella trovata tra i cosiddetti esseri umani. Ciò che ancora non sa è che proprio questa potrebbe essere la chiave per salvare se stessa e forse anche l'Impero...

Instagrammatissimo all'estero e abbastanza ignorato alla sua uscita in Italia, "Diabolic" di S.J. Kincaid entra nei titoli da recuperare assolutamente in vacanza se vi fosse rimasto indietro, perchè S.J. Kincaid ha creato un mondo pericoloso e complicato in cui convivono mostri di ogni tipo, e i più pericolosi non sono necessariamente quelli dichiarati.

S.J. Kincaid crea un mondo in cui sapere è proibito, in cui solo ai potenti sono concessi lo studio e la conoscenza, e in cui ribellarsi a questo viene punito con la morte.
Non sorprende, però, che anche in un mondo così ci sia chi lotta nell'ombra affinchè la conoscenza non vada perduta: in prima linea c'è proprio il senatore von Impyrean, anche se lo fa in modo imprudente e mettendo più volte in pericolo la moglie e, soprattutto, la figlia Sidonia.
Una ragazzina bellissima, dolce, dal grande cuore e molto intelligente, appassionata di scienza quanto il padre e legatissima alla sua Diabolic, Nemesis, il cui compito è proteggere Sidonia a ogni costo.

Ma cos'è un diabolic, esattamente?
Una creatura forte, veloce, letale per chiunque osasse sfidarla, allevata e programmata appositamente in allevamenti futuristici per sentirsi legata al soggetto da proteggere.
Per provare qualcosa di simile all'amore, insomma, se l'amore potesse essere programmato nel nostro cervello al pari di un antivirus in un computer.
Nel caso di Nemesis, la sua vita è legata indissolubilmente a quella della dolce Sidonia, e poco importa che tutto le ricordi costantemente di non essere considerata una sua pari: per Sidonia, Nemesis è tutto. Non è solo la sua guardiana, è la sua migliroe amica e la sorella che non ha avuto.
E forse i diabolic possono provare amore al pari degli umani, se guardiamo all'intensità dell'affetto provato da nemesi nei confronti della figlia del senatore.
Quando il padre commette un passo falso (l'ennesimo di una lunga serie: non è la persona più diplomatica del mondo, nonostante la sua carica politica), Sidonia viene chiamata a corte e la madre teme per la sua vita, un piano prende forma: Nemesis prenderà il suo posto.
Tra sieri ipertecnologici che riducono (dolorosamente) la sua massa muscolare e lezioni di etichetta per renderla credibile a cospetto dell'imperatore e della sua corte, Nemesis si imbarca in quella che forse è la missione più pericolosa di tutte, e che non andrà assolutamente come aveva previsto.
Mi è piaciuto moltissimo, e questo per tre motivi.
Primo fra tutti, l'incredibile ambientazione a metà tra la distopia classica e la migliore tradizione fantascientifica. I migliori elementi di entrambe le tradizioni letterarie confluiscono e danno vita a un romanzo che, una volta iniziato, trascina il lettore con sè regalandogli meraviglia, stupore e tensione fino alle ultime pagine.

Punto di forza della serie sono sicuramente i suoi protagonisti, a cominciare da Nemesis.
Nemesis ha il carattere fiero - e a volte un po' arrogante, ma in modo tosto - di eroine che già abbiamo avuto modo di apprezzare, da Rose di "The Vampire Academy" a Tris di "Divergent", e la sua evoluzione all'interno di quello che si preannuncia come il primo capitolo di una serie strepitosa è affascinante.
Un percorso che la porta a sfidare i suoi stessi limiti, a esplorare i meandri più oscuri e pericolosi della natura umana, a interrogarsi sulla sua diversità scoprendo che, forse, le emozioni che prova la rendono più simile a Sidonia di quanto vorrebbe ammettere. E sicuramente più umana di molti degli individui sgradevoli che si trova ad affrontare una volta arrivata a palazzo.
Primo tra tutti, Tyrus, principe sopra le righe e dallo spirito folle con il quale aveva già avuto un contatto - seppure solo in via telematica, nella versione ipertecnologica delle chat room che sfruttano i giovani della buona società di questo mondo per intrattenersi in chiacchiere pur trovandosi su pianeti diversi - che l'aveva lasciata piena di dubbi e di domande.
Tyrus è tutto fuorchè un principe azzurro, Nemesis non è certo una donzella in difficoltà da salvare, ed entrambi hanno le mani sporche di sangue, eppure è impossibile non eleggerli a eroi della storia.
Di fatto, l'unica eroina senza macchia del romanzo è proprio Sidonia, che potremmo dire rappresenti, a tratti, quanto di buono potrebbe esserci in Nemesis sotto alla dura corazza da diabolic.
Ci mette più o meno l'intero libro per far capire a Nemesis che ciò che le lega è affetto, è amore, e va bene così. Che non è solo una questione di obbligo o di programmazione, soprattutto perchè Sidonia non è stata programmata da nessuno. Il suo sentimento è autentico.

Infine, il ritmo trascinante di questo romanzo lo rende una lettura che lascia letteralmente senza fiato.
Non mancano, infatti, i colpi di scena e, ovviamente, i colpi al cuore: non affezionatevi a nessuno, perchè non potrete sapere cosa gli capiterà una volta girata la pagina.
Combatterete con Nemesis, tramerete con Tyrus, vorrete coccolare Sidonia e probabilmente uccidere personalmente almeno una decina dei loro antagonisti, e quando succede vuol dire che un libro è speciale.
S.J. Kincaid ha fantasia, uno stile pulito e la capacità di catapultare il lettore in un altro mondo nel giro di un paio di capitoli: impossibile non desiderare subito "The Empress", in arrivo il 31 Ottobre salvo imprevisti o rinvii. Io lo aspetto già!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

sabato 22 luglio 2017

"Audrey" di Roberta Zeta: la vita della famosissima attrice diventa un picture book!

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Audrey" di Roberta Zeta, edito Hop Edizioni (brossurato a 18€) in uscita il 28 Luglio:
Simbolo di eleganza, Audrey Hepburn ha rivoluzionato il modello di interprete hollywoodiana, da pin-up a figura esile e garbata, gentile e sbarazzina. In scena ha spesso rappresentato il cliché della principessa, la donna che da una condizione inferiore si eleva socialmente grazie all’amore di un uomo. Ma Audrey è stata nella realtà una principessa senza favola che tutto ha conquistato da sola, grazie a una grande forza di volontà e a un progetto di vita molto chiaro, non a tutti noto. 
Terza uscita della collana “Per aspera ad astra. La forza delle donne”.

Dopo aver letto ogni biografia che mi fosse capitata a tiro e visto ogni suo film, posso dirlo: Audrey Hepburn è davvero uno dei miei modelli di donna.
Seppur non troppo fortunata in amore e a volte vittima di qualche delusione (il sogno di diventare una ballerina, ahimè, non si realizzò), Audrey Hepburn è per tutti un'icona di stile, fascino, classe ed eleganza.
Dal tubino nero di "Colazione da Tiffany" allo splendido abito da sera ricamato di "Sabrina", passando per i costumi di "Due per la strada" capaci di trasportare lo spettatore di decennio in decennio, è impossibile scindere Audrey dalla moda e dallo stile che l'hanno resa famosa in tutto il mondo.
Ma scopriamo qualcosa di più sull'affascinante attrice, partendo dai numeri più significativi epr la sua vita e carriera!
È il numero civico di Vine Street al quale potete trovare la sua stella sulla Walk of Fame.
Se passate da Los Angeles, non dimenticate di andare e scattare una foto!
Il numero di Academy Award (e Golden Globe) vinti dall'attrice nel corso della sua carriera.
Il primo Academy Award è arrivato nel 1954 per "Vacanze romane", mentre il secondo nel 1993, e si tratta del premio umanitario Jean Hersholt.
Per "Vacanze romane" aveva già vinto il Golden Globe, premio che ha conquistato anche nel 1955 sotto forma di Henrietta Award per la migliore attrice del mondo (!) e di premio alla carriera nel 1990.
L'attrice parlava fluentemente ben cinque lingue: inglese, francese, spagnolo, italiano e olandese.
Essere poliglotta le fu di grande aiuto nel momento in cui divenne ambasciatrice Unicef nel 1988, recandosi negli anni successivi in Etiopia, Turchia, Sudan, Bangladesh, Vietnam...
Cinque sono anche i bambini che ha perso, riuscendo però nonostante questo a concepirne due: Sean Hepburn Ferrer e Luca Dotti. Aver dovuto lottare così strenuamente per coronare il suo sogno di maternità la rese molto sensibile alla condizione di donne, madri e bambini nei paesi del terzo mondo, e da qui la sua forte attività filantropica insieme a Unicef (ma non solo).
L'attrice, alla fine degli anni Ottanta, ha anche registrato un album di letture di fiabe, "Audrey Hepburn's Enchanted Tales", che le è persino valso un Grammy.
Nonostante sia poco conosciuto, è ancora acquistabile su Amazon ;)
L'anno in cui ogni donna potè indossare il profumo di Audrey Hepburn.
Pochi anni prima, infatti, Hubert de Givenchy aveva creato esclusivamente per l'attrice "L'Interdit", una fragranza che conteneva note di rosa, gelsomino e violetta. Solo dal 1957 la fragranza venne messa sul mercato, e fu effettivamente possibile per tutte profumare come la donna più raffinata del mondo.

Siete pronti a scoprire la vita avventurosa di Audrey Hepburn in questa inedita e colorata veste?
E soprattutto, siete pronti a provare ad adottarne una copia?
Ebbene sì, uno di voi potrebbe ricevere una copia di questo bellissimo volume!
Come?
Seguendo le istruzioni contenute nel modulo qui sotto:

a Rafflecopter giveaway Per non perdere nemmeno un contenuto dedicato a Audrey e a questo splendido picture book, ecco il nostro calendario:
Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 21 luglio 2017

"Didone regina" di Gaia Servadio

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Didone regina" di Gaia Servadio, edito Frassinelli (rilegato a 18,50€):
Un veliero, tre sorelle in fuga da una faida scoppiata per evitare che una di loro diventi regina, un viaggio avventuroso tra Cipro, l'Egitto, il Nord Africa e Cartagine. È questo l'inizio del mito di Didone: regina di diritto, esule per volontà degli Assiri. Didone è una donna volitiva, impulsiva, intelligente e per questo temuta e osteggiata. Costretta da una congiura a fuggire dal Libano, attraversa l'intero Mediterraneo per poi fermarsi nel Nord Africa, fondare Cartagine e con essa costruire il mito dei Fenici. Amata e finalmente protetta dal suo popolo, Didone incontrerà l'uomo che per la prima volta la farà innamorare ma, allo stesso tempo, la porterà alla distruzione: Yarbas, un giovane, bellissimo e crudele principe del deserto. Per lui perderà il bene più prezioso, suo figlio Annibale, e per lui attraverserà il Sahara, si allontanerà dalla sua città, e finirà umiliata e tradita. Tornata a Cartagine, in una città che ora la osteggia, troverà la morte a causa di una aggressione proprio dentro il tempio del quale è sacerdotessa. Il potere, il potere maschile, si libera così di una donna troppo forte per i suoi tempi, e la Storia trova la sua prima eroina. Gaia Servadio sa raccontare come nessun altro le donne, e come nessuno racconta Didone: una donna forte, libera, indipendente, profondamente appassionata, e lacerata dall'eterno contrasto tra amore e potere, ragione e sentimento.

Ho sempre avuto un debole per miti e leggende, e ricordo ancora quando ho letto per la prima volta la storia di Didone ed Enea sulla mia Iliade illustrata per ragazzi, tanti anni fa.
Ma Didone non è solo la mitica regina toltasi la vita per amore di un soldato errante, no: Gaia Servadio ne racconta la storia di donna appassionata e determinata, dalla fede incrollabile ma ahimè, dal cuore così profondamente umano.... e fragile.

Una lettura imprescindibile per quest'estate che, più o meno, è arrivata per tutti (anche se io alle mie tazze di tè non ho ancora rinunciato, soprattutto durante la lettura), e un libro da avere in libreria perchè non è solo l'opera più appassionante ed accattivante che mai leggerete sulla figura di Didone: è una meravigliosa storia di donna, tra privazioni, conquiste e battaglie da combattere.
Anche soltanto per affermare il proprio diritto a decidere per se stesse.
La sua storia è un viaggio indietro nei secoli e attraverso il Mediterraneo, in cui Didone è esule al pari dei migranti che attraversano oggi quello stesso mare, in fuga dalle stesse guerre: impossibile non leggere "Didone regina" senza uno sguardo al presente, e impossibile non restare conquistati da una figura di cui c'è tanto da dire oltre al mito dell'amore infelice per Enea, anche se le pagine dell'Iliade sono ciò che l'ha resa veramente celebre.
La vita di Didone è una costante montagna russa di conquiste e sconfitte, in cui la donna si trova a regnare su una potente Cartagine ma allo stesso tempo vivere il dolore della perdita di un figlio, probabilmente il dolore più grande che una donna possa affrontare: io ve lo dico, nonostante non fosse chiaramente questo l'intento, alcuni passaggi mi hanno commossa.
Una delle letture più coinvolgenti fatte a Luglio, perchè sin dalle prime pagine, in cui troviamo una Didone bambina ma con il cuore già appesantito dalle aspettative e dalle future responsabilità, la prosa di Gaia Servadio conquista e cattura l'attenzione del lettore.
Da avere, e soprattutto da leggere!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

A volte, l'amore, si trova davvero "tra le pagine di un libro"

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
Oggi voglio parlarvi d'amore.
Ebbene sì, quella che "i romance non li leggo", "non guardo i film melensi" e "mamma mia, che noia le storie sdolcinate" oggi vi vuole raccontare quelli che, per lei, sono i libri d'amore più belli di sempre.

Ovviamente questa è la mia personale selezione, ed è il motivo per cui non ci saranno quei tre/quattro titoli a cui tutti avete pensato immediatamente e magari ci sarà qualcosa che dovrò motivare.
Però è giusto partire da quello che è un mio amore di vecchia data, e che resiste allo scorrere del tempo perchè le parole di questo autore sono al di sopra di ogni moda o tendenza.
"Via dalla pazza folla" narra le appassionanti vicende di Gabriel Oak, un giovane la cui vita viene sconvolta dall'inatteso arrivo dell'affascinante Bathsheba, bellezza orgogliosa e nullatenente di cui s'innamora. Quando le chiede di sposarlo lei lo rifiuta, ma i loro destini tornano a incrociarsi: mentre lei eredita una fattoria dallo zio, lui perde tutti i suoi averi in una notte di tempesta. Si ritrova cosi costretto a lavorare per Bathsheba e a contendersi le sue attenzioni con altri due uomini. Se un romanzo può essere completamente intriso d'amore, ebbene questo lo è. Un amore per tutto, e non solo per le cose vive: per le melodie polifoniche del vento e per il linguaggio delle stelle, per le piante e per i colori, per il tempo che passa da un sorriso a una minaccia, per la fragilità della vita o per l'incanto di un gioco di luci. E, soprattutto, per la misteriosa algebra dei sentimenti umani. In questo scenario in cui tutto ha un'anima, o sembra proprio averla, si muovono i personaggi di un ambiente rurale, quello tanto amato da Hardy; e ci accorgiamo che proprio in quell'ambiente è forse possibile scoprire meglio il vero funzionamento, quello più riposto, della condizione umana. Perché è nella natura, dentro la natura e, appunto, via dalla pazza folla, che l'essere umano riesce a mettere a nudo la sua vera anima. I personaggi possono essere contadini o mercanti, ricchi agricoltori o servette, ubriaconi o bigotti, donnine impaurite o tipacci arroganti, amanti folli o fedeli innamorati, ma fra tutti emerge maestosa l'eroina del romanzo: donna sensibile, bella, intelligente, ma pur sempre donna, con tutte le contraddizioni della sua gelosia e dei suoi pudori, della vanità e dei capricci, degli scrupoli, della passione, e quindi infine del suo amore: è una donna di cui non si può fare a meno di innamorarsi candidamente, per non dimenticarla mai più.

Esatto, proprio lui. "Via dalla pazza folla" di Thomas Hardy.
Non sembrerebbe, in fondo, una grande storia d'amore, soprattutto se pensiamo al modo di agire di Batsceba. Ma poi lo sguardo si sposta su Oak, ed è in lui che Hardy ha concentrato tutto ciò che l'amore ha, da sempre, significato: desiderio di proteggere, voglia di sostenere, generosità, affetto, passione. L'amore è tutto questo e molto di più, e se devo pensare a un uomo innamorato della letteratura non posso non pensare a lui.
Ve lo avevo raccontato qui, e vi invito a scoprirlo se ancora mancasse nella vostra libreria.
Per due anni, è come se non avessi vissuto; ero persa in un baratro di dolore, da cui credevo non sarei più riemersa. Poi ho incontrato Wes Michels. Lui è il raggio di sole che ha squarciato le tenebre della mia esistenza, la luce che mi ha ridato la speranza e la forza di ricominciare. Mi sono affidata ciecamente a lui, anche quando tutti mi dicevano di non farlo: Wes è troppo ricco, troppo impegnato a diventare la nuova stella del football e, soprattutto, troppo corteggiato per rimanere fedele a una ragazza come me. Non sanno quanto si sbagliano. Non conoscono il suo cuore e sono all'oscuro del suo segreto. Su una cosa però avevano ragione: non avrei dovuto innamorarmi di lui. Ho paura che, se resterò ancora una volta sola, sprofonderò di nuovo nel baratro. Perché adesso so che ogni giorno passato con Wes potrebbe essere l'ultimo...

Non potevo non parlarvi di "Ricordati di sognare" di Rachel Van Dyken.
Non quando Wes è, a oggi, uno dei miei Fidanzati di Carta preferiti in assoluto (in pole position assimee al protagonista del libro successivo).
Leale, protettivo, divertente, innamorato fino alla sua ultima cellula e determinato a rendere Kiersten felice a qualcunque costo, nonostante la ragazza piombi nella sua vita nel momento meno opportuno.
In fondo, mica lo scegliamo noi quando innamorarci, giusto?
Forse il romanzo migliore di Rachel Van Dyken - e ne ha scritti TANTI - e assolutamente imperdibile per tutte le romantiche là fuori, e recensito con amore e batticuore qui.
L'università è la sua via di fuga. Per cinque lunghi anni, dopo quella maledetta festa di Halloween, l'esistenza di Avery Morgansten è stata un incubo, ma adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e - magari riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente evitare, invece, è attirare l'attenzione dell'unico ragazzo che potrebbe mandare in frantumi il suo futuro... Cameron Hamilton è il sogno proibito di tutte le studentesse del campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle, dal quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo sembra scomparire, e lei sente risvegliarsi una parte di sé che pensava di aver perduto per sempre. Ma, quando inizia a ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d'aiuto. Ma la relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo "sbaglio" che la trascinerà a fondo?

Mi ha scioccata scoprire che di "Ti aspettavo" di Jennifer L. Armentrout, lettura che ad oggi considero tra le mie preferite in assoluto, non esiste una recensione sul blog.
L'ho letto tre volte, da quando è uscito, e questo nonostante gli arretrati e le nuove uscite che si accumulavano sulla mia scrivania perchè Cam è qualcosa di straordinario.
Jennifer L. Armentrout ha creato un gioiello, con questo romanzo e con questo protagonista, che non fa mai ciò che ti aspetteresti e che dà un nuovo significato alle parole "perseveranza" e "decisione": da quando decide di volere Avery, a prescindere da quanti paletti la ragazza cerchi di innalzare, Cam è lì. È lì per farla ridere, per confortarla, per farla chiacchierare e per farla infastidire. È lì, perchè non c'è altro posto al mondo in cui vorrebbe stare.
Insomma, come non innamorarsi di un ragazzo così? Impossibile.
È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l'anniversario dell'evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell'inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.

Proprio lui, "9 Novembre" di Colleen Hoover merita un posto nella mia rosa di titoli preferiti.
E non solo perchè la storia d'amore di Fallon e Ben è una delle meglio sviluppate dall'autrice, ma perchè in questo romanzo c'è tutto: amore, passione e desiderio, sì. Ma anche ironia, divertimento, rivelazioni, tristezza, dolore... Colleen Hoover racchiude in ogni suo libro l'intera gamma delle emozioni umane, e non potete non avere una copia di questo romanzo nella vostra libreria.
Ve lo avevo raccontato a inizio 2016 qui.
Camilla vive di note sparse nel vento. Studia al conservatorio e la musica è il suo mondo. Abita in un paesino vicino a Milano, lo stesso dove è nata e che, a differenza delle sue amiche, non è ancora riuscita a lasciare. Chissà, forse un giorno lo farà, per tentare di colmare quell'inquietudine che ogni tanto la prende. Teo, invece, in paese è appena arrivato e ha ancora negli occhi il mare della sua Sardegna. Lo stesso che da piccolo fissava ogni giorno dalla finestra, a casa di sua nonna. Lì, con il naso incollato al vetro, faceva scoperte straordinarie, più istruttive di un libro di scuola. Forse è per quello che, una volta cresciuto, ha preferito rimboccarsi le maniche e mettersi subito a lavorare anziché studiare. Ed è proprio davanti a quella finestra che Teo ha iniziato a osservare le persone e a catalogarle, decidendo che, se mai avesse dovuto infilarsi in una delle sue assurde categorie, c'era solo una cosa che voleva essere: un solitario. Camilla e Teo si incontrano in un giorno qualunque, in un bar qualunque. Ma, in quel momento, qualcosa accade. Perché è sempre una cosa innocua a cambiarci l'esistenza. Terra e mare, luce e ombra: Camilla e Teo sono due opposti che, dopo essersi brevemente respinti, si attraggono. L'amore tra loro è così intenso e unico da illuderli di essere invincibili. Ma la vita li costringerà presto a una prova terribile. Allora potranno vincere o soccombere, potranno farlo insieme o da soli.

Non potevo non inserirlo: "Cercami nel vento" di Silvia Montemurro è nella mia rosa di storie d'amore preferite di sempre da quando l'ho preso in mano lo scorso anno, una settimana prima dell'uscita. Perchè "Cercami nel vento" parla d'amore, questo sì, ma dell'amore nelle sue molteplici sfumature: l'amore per la propria terra, quella Sardegna che Teo porta nel cuore pur non sentendosi pronto a tornarvi; l'amore per la propria arte, quella passione sconfinata che travolge Camilla quando imbraccia il suo violino; l'amore per la vita, che traspare dall'entusiasmo di Jessica, Nino e Camilla quando sono insieme; l'amore per l'amore, che porta Teo e Camilla a lottare per la loro storia anche quando tutto sembra perduto.
Trovate ancora la mia recensione entusiasta qui.
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé?

Ok, questo non è una sorpresa per nessuno.
Amy Harmon non poteva mancare, e non poteva mancare il suo "Sei il mio sole anche di notte".
Questo va letto con una matita a portata di mano, perchè si sottolineano paragrafi su paragrafi.
La storia di Ambrose e Fern va oltre le parole, oltre i gesti, oltre le emozioni: sono anime affini che si riconoscono nel buio e riescono a camminare insieme verso la luce.
L'ho divorato sul treno, diretta a Bologna, piangendo come una fontana e terrorizzando i miei compagni di viaggio che credo non abbiano più aperto un libro in vita loro, ma voi dovete leggerlo tutte e amarlo tutte. La recensione innamorata del lontano marzo 2015 è ancora cliccabile qui, e trovate all'interno anche i miei estratti preferiti dal romanzo.

Voglio chiudere con un classico, amato profondamente durante l'adolescenza e che forse non è tra i più chiacchierati ma è sicuramente meritevole di attenzione.
Roland Michell, giovane studioso londinese mite e riservato, trova accidentalmente in un libro appartenuto a un poeta vittoriano due minute di una lettera indirizzata a una donna. Roland s'improvvisa detective, scopre l'identità della destinataria di quella missiva e coinvolge nelle ricerche la collega Maud Bailey. Ripercorrendo i passi della donna e dell'uomo vissuti un secolo prima, visitando i luoghi dei loro incontri e studiando le opere, i due giovani ricostruiscono e ben presto rivivono, una perduta storia d'amore. I successi di pubblico e di critica mettono in luce quella passione che s'impadronisce del lettore impedendogli di separarsi dal libro finché non sarà arrivato a scoprire la traccia di verità, svelata nel rocambolesco finale.

Mi era bastato lo spunto della lettera d'amore ritrovata per caso in un vecchio libro per farmi decidere di voler leggere questo libro, e poi ho divorato anche altri tre romanzi dell'autrice adorandoli.
Da "Possessione" di A.S. Byatt è stato tratto anche un film, "Possession - Una storia romantica" (Gwyneth Paltrow interpretava Maud Bailey, mentre Aaron Eckhart era Roland Mitchell), ma vorrei davvero darvi una spintarella e indirizzarvi verso il romanzo, prima.
Quella che si svela tra le pagine di questo libro è una storia d'amore infelice del passato, tormentata ma colma di desiderio, alla quale l'autrice accosta con sapienza la nascita e l'evoluzione di una storia d'amore e passione nel presente: doppio amore, doppia emozione.
Nell'era dei messaggi istantanei su Whatsapp e delle email scritte in due secondi dall'ufficio l'idea di una lettera d'amore scritta a mano è intrigante, e non so voi, ma a me farebbe battere il cuore più di cento messaggi vocali.

Ma come mai quest'improvvisa immersione nei romanzi d'amore del cuore, vi chiederete?
Per festeggiare il nuovo look di un romanzo d'amore "tra le pagine" davvero strepitoso, del quale vi avevo parlato con entusiasmo all'uscita e che ora può essere vostro in ebook a soli 3,99€:
Quattro giorni per vivere una vita intera.
A Paulina e Jean-Pierre non è stato concesso un solo istante in più. 
Ma in quei quattro giorni hanno abbattuto tutte le barriere delle loro esistenze, per aprirsi a un amore e una felicità mai conosciuti prima. E ineguagliati in seguito.
Paulina Homs è una ragazza dalla vita tranquilla quando arriva a Parigi nel 1981 per il matrimonio della cugina.
Jean-Pierre è già un uomo maturo, un gallerista della Rive Gauche colto e affascinante, amante della letteratura e delle librerie. 
A conquistarlo è la sete di avventura che avverte sotto l'aria innocente di Paulina.
A incantare lei sono i mondi nuovi che Jean-Pierre sa aprirle con le sue parole e i suoi gesti. 
Insieme, imparano a vivere ogni istante come se fosse l'ultimo quarto d'ora prima della fine del mondo. Prima del ritorno di Paulina alla sua vita di sempre, a Barcellona, da suo marito e dalla sua bambina.
La loro passione breve e bruciante resterà un segreto sconosciuto ai più. 
Di certo una sorpresa per Gina, la figlia di Paulina, quando trent'anni dopo, ormai adulta, viene a conoscenza di alcune lettere nascoste: senza mittente, scritte in francese e indirizzate a sua madre. 
Lettere che forse hanno qualcosa a che vedere con un biglietto da visita della stessa Paulina che un perfetto estraneo aveva trovato anni prima dentro un romanzo, in una libreria inglese, con un messaggio scritto a mano sul retro: «Appelle-moi», Chiamami.
Ora, seguendo quegli indizi, Gina cercherà di capire chi fosse davvero sua madre, di cui conserva un ricordo sfocato, avendola persa troppo presto. 
E in quella ricerca proverà a ritrovare se stessa. 
La attende un viaggio nelle più belle librerie del mondo, dove sono disseminati i pegni misteriosi e struggenti di quell'amore, e un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta di quei quattro giorni unici, indimenticabili. Eterni.

La mia recensione vi aspetta qui, e se amate le storie d'amore indimenticabili e i libri che parlano di libri questo non potete proprio perdervelo!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 20 luglio 2017

"Conta fino a dieci" di Paolo Cammilli

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera di oggi è dedicata a "Conta fino a dieci" di Paolo Cammilli, edito Sperling & Kupfer (rilegato a 16,90€):
Fortunato, Diletta, Rosa, Nino, Pietro, Salvatore. Sei bambini chiusi in un cerchio, come per proteggersi. Sette anni il più grande, quattro e mezzo la più piccola. A quell'età, il nascondino è una cosa seria. Chi conta è da solo, ma chi si nasconde sfida il buio. A quell'età, la morte non esiste e non la trovi nemmeno se la cerchi, al massimo con la morte ci giochi. A quell'età, il sole splende senza pensare alla notte. Eppure… Nell'isolato numero 4, un palazzo popolare del comprensorio Cielo Rosso, a sud di Catania, scompaiono due bambini, a pochi mesi l'uno dall'altro. Un incubo che si ripete. Già dieci anni prima era sparita una bambina, poi ritrovata in fin di vita lungo i binari della ferrovia che lambisce i palazzi. Un solo elemento, macabro e beffardo, accomuna i tre casi: i piccoli si perdono nel buio mentre stanno giocando a nascondino. Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente. O forse troppo. Centinaia di famiglie, impantanate nella miseria, hanno e fanno paura. Le indagini, mollicce e pavide, imboccano vicoli ciechi e marciscono come le ringhiere dei ballatoi. Oscar Baldisserri, un quarantacinquenne senza capo né coda che viene catapultato fra quelle squallide muraglie di cemento, è l'unico a farsi delle domande. Perché tutta quella violenza e rassegnazione senza spiragli sul futuro sono incomprensibili per chi al Cielo Rosso non ci è cresciuto. In un'inarrestabile discesa nel degrado ambientale, sociale, umano della provincia italiana più ambigua, grazie all'aiuto di un bambino taciturno e di Matilde, che accenderà in lui una passione tenera e spietata, Oscar solcherà gli argini della sua coscienza pur di strappare al silenzio la verità.
"Conta fino a dieci" è molto più di un thriller. È il filo sottile che salda silenziosamente la vigliaccheria al riscatto, la vendetta al perdono, le tenebre a un bruciante raggio di sole. Ma soprattutto è la storia potente e splendida di un uomo come tutti noi che, sbattuto nella periferia della vita in cerca di un assassino, finirà per trovare se stesso.

Due anni fa ho passato due giorni pieni di emozione e struggimento - quello vero - insieme a "Io non sarò come voi" di Paolo Cammilli, e ve lo avevo raccontato qui.
Ora che è tornato in libreria con il suo nuovo romanzo, non potevo assolutamente rinunciare alla possibilità di farmi conquistare ancora una volta.

Tornano le voci dei bambini e adolescenti che ci avevano conquistati nel romanzo precedente, e stavolta sono i giovani senza futuro dei palazzoni fatiscenti a sud di Catania: Nino, che tenta come può di proteggere l'anziana nonna dalle mire arriviste dei genitori; Fortunato, che nonostante il nome sembra il ragazzino più sfortunato della Terra, preso di mira non solo dai bulletti del comprensorio ma anche dal suo stesso, violento, padre; Salvatore e Diletta, due fratelli che, nonostante el scaramucce dovute lla differenza di età, sono molto legati; Rosa, Pietro e Matilde, la più grande ma non meno in difficoltà.
Non c'è molto da fare, a parte giocare a pallone in cortile o ciondolare lungo le stradine che collegano i palazzi del comprensorio, ma di sera, quando cala il sole, ecco che inizia il gioco "vero", quelli che li vede in competizione epr essere il più veloce, quello che "salva tutti", o meglio, li libera: nascondino.
Se non fosse che, una sera, durante una partita a nascondino, Salvatore scompare.
E non è il primo bambino vittima del gioco e delll'oscurità, già il piccolo Giuseppe era scomparso nello stesso modo.
La polizia infiltra nel comprensorio Oscar Baldisserri, che nella vita non ha collezionato grandi successi e che proprio non sa come faràa a risolvere un'indagine in cui nemmeno la polizia riesce a raccapezzarsi.
L'unica cosa certa è che l'assassino dei bambino è un volto noto del comprensorio, perchè è sempre stato seguito intenzionalmente e nessun bambino ha mai gridato per chiedere aiuto...

È un romanzo buio come la notte e straziante come il dolore della perdita, perchè la vita di Fortunato, Nino, Diletta e tutto il resto della banda è una vita fatta di sogni negati.
Per realizzare i propri sogni servono soldie  possibilità che nessuno di loro sente di avere, e allora perchè sognare?
E proprio Oscar Baldisserri, che di sogni ne aveva tanti ma sembra essere stato capace di collezionare solo errori, precipitato in una realtà fatiscente e piena di leggi non scritte, in cui paghi il prezzo degli errori di tutti e in cui il riscatto sembra impossibile, per la prima volta i vita sua deve imparare a prendere posizione e a comportarsi come l'uomo che, forse, una votla sognava di poter diventare.
Cede all'amore giovane e pieno di incertezza di Matilde, ma soprattutto si lega in modo speciale a Fortunato, che è il più bistrattato di tutti ma che porta nel cuore più di un segreto capace di rovinare famiglie intere.
Cammilli tesse una trama fitta, in cui ogni personaggio si lega agli altri in un gioco di relazioni complesso ma avvincente, e in cui nessuno è solo chi dice o sembra essere: pagina dopo pagina, il lettore scopre insieme a Oscar "tutto il marcio della Danimarca", perchè al comprensorio Cielo Rosso non solo i bambini giocano, ma anche gli adulti. E il loro gioco è molto più pericoloso.
Giocano secondo regole tutte loro, seguendo lo schema del "nessuno ha visto nulla" e "nessuno sa niente", e persino quando si tratta di salvare la vita dei propri figli sembra impossibile scuoterli dalla loro tendenza a nascondere e omettere dettagli che, se svelati, potrebbero rovinare "la reputazione" delle loro famiglie.

Leggendo "Io non sarò come voi" il personaggio di Fabio mi aveva preso il cuore, e stavolta è stato proprio Fortunato a farmi desiderare di poterlo estrarre dalla carta e fargli da scudo contro il mondo.
Io ve lo dico, se non succederà anche a voi, è perchè siete delle brutte persone.

Durante la lettura non si riesca a scuotersi di dosso la sensazione che l'autore stia inventando ben poco, e che esistano davvero, là fuori, un Fortunato o una Diletta, ed è proprio questo il punto di forza del romanzo: Cammilli ha dato ancora una volta una voce a chi, nel mondo vero, lotta ogni giorno per potersi concedere un sogno, e viene invece ogni giorno ignorato.
È impossibile leggere "Conta fino a dieci" senza sentirsi scuotere nel profondo, ed è vero: è molto più di un thriller. Non si tratta solo di capire chi sia l'assassino.
"Conta fino a dieci" è un libro che ti cambia, che ti scuote e che ti sconvolge. Che ti turba.
Ed è un libro che dovete assolutamente leggere, perchè non potrete fare a meno di esserne conquistati.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3